Sanità

Cure a domicilio: non solo la cassa malati, ora paga anche il paziente

Introdotta la partecipazione dell’utente ai costi delle cure in Ticino: per il Governo la misura «rafforza la stabilità finanziaria del settore», limitando le «ripercussioni dei costi sui premi di cassa malati»
© CdT/ Chiara Zocchetti
Red. Online
06.03.2026 10:59

A seguito alla modifica legislativa adottata dal Gran Consiglio nell’ambito del Preventivo 2026, il Consiglio di Stato ha approvato le modifiche al Regolamento d’applicazione della Legge sull’assistenza e cura a domicilio (LACD). Con questa decisione viene introdotta, a partire dal 1. aprile 2026, la partecipazione dell’utente ai costi delle cure a domicilio, «come già avviene nella maggioranza dei cantoni».

Negli ultimi anni il settore delle cure a domicilio, spiega il Governo ticinese, ha conosciuto un’evoluzione significativa, con una forte crescita dell’offerta privata accanto ai servizi di interesse pubblico e un aumento complessivo delle prestazioni e dei costi. Le modifiche, che danno seguito alle decisioni del Gran Consiglio nell’ambito del Preventivo 2026, mirano a garantire la sostenibilità del sistema nel lungo periodo e a preservarne l’equilibrio finanziario futuro.

L’introduzione della partecipazione ai costi da parte delle persone che beneficiano delle cure a domicilio consente infatti una ripartizione più equilibrata dei costi tra tutti gli attori coinvolti, conformemente a quanto previsto dall’art. 25a capoverso 5 della Legge federale sull’assicurazione malattie (LAMal), che attribuisce ai Cantoni la competenza di disciplinare il finanziamento residuo delle cure di lunga durata. Il contributo diretto dell’utente incoraggia inoltre una maggiore attenzione alle prestazioni ricevute e alla loro effettiva necessità, promuovendo una maggiore consapevolezza rispetto alle cure erogate e al loro utilizzo.

Massimo 15 franchi al giorno

A partire dal 1. aprile 2026 tutti i fornitori di prestazioni di cure a domicilio che operano nel quadro della LACD (Servizi di assistenza e cura a domicilio di interesse pubblico, servizi privati e infermieri/e indipendenti) preleveranno un contributo all’utente calcolato in base alla durata delle cure ricevute. Il contributo è fissato a 50 centesimi ogni 5 minuti di cura, fino a un massimo di 15 franchi al giorno. Le persone beneficiarie di prestazioni complementari (PC) dell’AVS/AI potranno chiedere il rimborso della spesa secondo le disposizioni vigenti. Anche chi non ne beneficia può verificare il proprio diritto a ricevere un eventuale rimborso.

Con questa misura il Consiglio di Stato intende «rafforzare la stabilità finanziaria del settore e mantenere nel tempo un sistema di cure a domicilio accessibile e sostenibile, limitando le ripercussioni dei costi sulle finanze pubbliche e sui premi di cassa malati».

Record di ore di assistenza nel 2024

Nel 2024, in Svizzera, i servizi Spitex hanno fornito un numero di ore di cure a domicilio senza precedenti: circa 424.000 persone hanno infatti beneficiato di 25,6 milioni di ore di assistenza. Si tratta del maggiore incremento dal 2011. A inizio novembre, in un'intervista al CdT, il direttore del DSS Raffaele De Rosa ha parlato di una «zona grigia» delle cure a domicilio. «I servizi del Dipartimento hanno intensificato i controlli e gli scambi con gli assicuratori malattia, con l’intento di identificare e denunciare i casi in cui le ore fatturate non sono verosimili in termini di volume di attività annua, in particolare per quelle situazioni che possono essere considerate da “zona grigia”. Abbiamo inoltre inasprito i controlli, limitato il volume di ore per gli operatori che beneficiano di un contratto di prestazione con il Cantone, innalzato i requisiti di qualità e, non da ultimo, introdotto, a fine 2024, la moratoria sul nuovo numero di attori che possono accedere al mercato delle cure a domicilio. Il tema della verifica delle fatturazioni delle prestazioni coperte dall’assicurazione malattia è comunque ben più ampio e travalica il settore delle cure a domicilio, che – non va dimenticato – origina il 5% delle spese LAMal».

Negli ultimi anni le segnalazioni di irregolarità da parte dei pazienti in Ticino e le verifiche condotte dal Cantone sono aumentate, di pari passo con il numero degli spitex e degli infermieri privati attivi sul territorio. «Abbiamo avuto un aumento delle segnalazioni, a cui diamo seguito in modo reattivo, ma anche i controlli proattivi che conduciamo su operatori e servizi convenzionati con il Cantone si sono intensificati» ci ha confermato Daniele Stival, capo dell’Ufficio degli anziani e delle cure a domicilio del DSS. «A seguito dei primi riscontri, per cui attendiamo l’esito delle indagini, è evidente che le antenne su questo settore rimangono alzate». Le irregolarità riguardano soprattutto la fatturazione delle prestazioni. «Va precisato che le fattispecie oggetto di verifiche» una decina al momento, come detto «sono una piccola parte sull’insieme degli operatori del settore, i quali lavorano invece in modo corretto» ha voluto sottolineare Stival. Con un appello ai cittadini-pazienti: «Considerare se il servizio che si riceve è effettivamente una prestazione sanitaria, e segnalare laddove c’è qualcosa che non quadra».