Il caso

Ex Macello, gli autogestiti hanno restituito le chiavi

Lo ha detto il SOA Il Molino, che afferma: «Sono state concesse da un accordo tra le parti» – Il sindaco Michele Foletti saluta positivamente lo sviluppo della vicenda: «Un segnale apprezzato»
© CdT/Chiara Zocchetti
Nico Nonella
29.12.2025 19:20

Un capitolo del cosiddetto «mistero» delle chiavi dell’ex Macello si è chiuso in queste ore: gli autogestiti, o meglio il SOA Il Molino, hanno confermato a stretto giro di posta di averle riconsegnate alla Città di Lugano. «Le abbiamo ricevute e sono in cassaforte», ci dice il sindaco Michele Foletti. «È più un segnale, apprezzato, che una sicurezza di non intrusione in futuro». La speranza è che anche le polemiche collegate a questa vicenda possano placarsi.

Qualche malumore

La polemica era divampata una decina di giorni fa, sabato 20 dicembre, con l’evento «Un varco tra le macerie» organizzato dagli autonomi e culminato quella sera in una festa proprio all’ex Macello, autorizzata eccezionalmente dal sindaco «per evitare di creare ulteriori tensioni». In quell’occasione era emerso che gli autonomi erano in possesso delle chiavi dell’ex centro sociale. E questo in seguito a un accordo tra la Città e gli autogestiti sul ritiro dei loro effetti personali ancora all’interno della struttura. La questione, ne avevamo riferito negli scorsi giorni, aveva sollevato un vespaio, diventando un vero e proprio caso politico finito al centro della riunione dell’Esecutivo di martedì scorso, al termine della quale era stato imposto agli autogestiti la restituzione delle chiavi di accesso all’area dell’ex Macello e, nello stesso tempo, di terminare lo sgombero degli effetti personali rimasti nell’ex centro sociale entro il 31 gennaio.

Sul tema, ieri, si sono espressi per la prima volta anche i diretti interessati: le chiavi «non sono cadute dal cielo – scrive il SOA Il Molino –, sono state concesse da un accordo, con tanto di ricevuta, preso tra l’avvocato del Municipio Elio Brunetti e quello dell’Associazione Alba, Costantino Castelli, in cui – indicativamente – entro il 15 novembre (data poi estesa tra le parti) si sanciva che avremmo ripreso le cose, senza nessun limite di orari, né di quantità di persone, né di modalità e senza nessun tipo di supervisione, se non con la partecipazione di chi quell’esperienza ventennale l’ha vissuta». In base all’accordo, va precisato, il Comune aveva consentito all’Associazione Alba di accedere, con modalità da concordare con il Dicastero immobili, all’area per un periodo di due settimane.

Come noto, tutta questa vicenda ha creato non pochi malumori all’interno dell’Esecutivo: sia per il fatto che gli autonomi abbiano avuto a disposizione le chiavi, sia perché le stesse sono state utilizzate per organizzare delle feste – il «trash-loco natalizio» la sera del 25 dicembre e «L’ultima giornata di trasloco e porte aperte» il 27 dicembre – e sia perché i blocchi di protezione posizionati per scongiurare eventuali altre rioccupazioni sono nel frattempo stati rimossi senza avvisare il Municipio o la polizia.

«La mia posizione non è cambiata, considero un errore aver dato loro le chiavi e le feste degli ultimi giorni lo confermano», dice la capodicastero Sicurezza, Karin Valenzano Rossi. Nella nota stampa, il SOA si rivolge infatti anche alla municipale: «Ci piacerebbe sapere quale inscalfibile “reputazione istituzionale” sia stata indebolita secondo lei». Chiara la replica della diretta interessata, «l’accordo era quello di permettere l’accesso coordinato con il Dicastero immobili per il recupero di masserizie e effetti personali entro circa metà novembre. Non certamente per fare festa liberamente. Il Municipio ha poi appreso della consegna delle chiavi all’avvocato Castelli, che le ha evidentemente date ai suoi patrocinati. A precisa richiesta del Municipio di restituirle in data 23 dicembre, l’avvocato Castelli non le ha riconsegnate e sono invece stati organizzati eventi e feste nel comparto per alcuni giorni. Le chiavi sono poi state riconsegnate lunedì 29 dicembre. Lascio ai cittadini – che per organizzare feste ed eventi devono avvisare settimane prima e ottenere tutti i necessari permessi – valutare ...».

Dissequestro e indennizzo

E adesso? Una volta che gli ultimi effetti personali saranno ritirati, la Città potrà partire con il progetto Campus Matrix, sbloccatosi con la decisione di dissequestrare le macerie, presa in settembre dal procuratore generale Andrea Pagani dopo un accordo tra le parti: gli autonomi avevano ritirato la loro denuncia per danneggiamento, mentre la Città si era impegnata a versare loro un risarcimento di 35 mila franchi. «Li utilizzeremo per sostenere realtà che riteniamo essere affini alle nostre idee di solidarietà», scrive il SOA.

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