Ex PTT, ora è ufficiale: il Cantone chiude la porta

È stata un po’ come una trattativa di calciomercato: lunga, a tratti estenuante, tra offerte, controfferte e parti arroccate sulle proprie posizioni. Alla fine, il trasferimento non si è concretizzato. Parliamo, lo avrete intuito, del sedime ex PTT di Viganello. Il dialogo tra la Città e il Cantone era iniziato nell’estate 2025 e si era interrotto nelle scorse settimane dopo che le parti non erano riuscite a trovare un accordo sul prezzo di vendita. Palazzo Civico aveva proposto un incontro al Cantone per provare a capire se vi potesse essere un margine per trattare. Lunedì scorso, durante la cerimonia di apertura dell’anno giudiziario, il consigliere di Stato Claudio Zali, responsabile politico della Giustizia, aveva annunciato lo stop alle trattative. La comunicazione ufficiale è invece arrivata oggi al Municipio di Lugano. In sostanza, come appreso dal Corriere del Ticino, Zali ha ritenuto che non vi fossero i presupposti per un incontro visto che le parti sono troppo distanti (il Cantone aveva offerto 15,7 milioni di franchi, la Città ne aveva chiesti tra i 50 e i 55). Non se ne farà nulla, dunque.
Come noto, il ministro avrebbe voluto acquistare il terreno ex PTT per collocarvi temporaneamente i giudici civili e penali durante i lavori di ristrutturazione di Palazzo di giustizia – che verrà demolito in favore di due nuove edificazioni – e, in un secondo momento, una parte dell’amministrazione cantonale. Nonostante anche una proposta di “scambio” con la vicina ex Scuola di sartoria (SAMS), che Lugano vorrebbe adibire a spazi per la cultura indipendente, l’attesa fumata bianca non c’è mai stata. Ora la Città, come confermato la scorsa settimana al CdT dal sindaco Michele Foletti, guarda alla ricerca, all’Università e all’ospedale. Nell’ambito del Piano direttore comunale, il terreno potrebbe avere una vocazione legata alla ricerca, all’USI e all’EOC.
Un fumata bianca dovrebbe invece arrivare da Bioggio, Comune a cui Zali aveva recapitato un’offerta per l’acquisto di un terreno a Cavezzolo per insediarvi il Ministero pubblico e la Polizia cantonale. Se l’operazione sarà ritenuta fattibile, il relativo messaggio governativo verrà presentato entro la fine dell’anno. Poi la palla passerà al Gran Consiglio.



