Il caso

Fermi tutti: allunaggio sul San Gottardo

Per due settimane dieci futuri astronauti testeranno le condizioni di vita sul satellite nella fortezza sul Passo - «Il progetto dovrà tener conto delle sfide psicologiche ed architettoniche legate agli spazi abitativi extra-atmosferici» - Come si dice, già? Un piccolo passo per l'uomo, un grande balzo... per il Ticino
© Sasso San Gottardo
Alan Del Don
11.07.2026 06:00

«Nella regione attorno al San Gottardo si sono insediati negli ultimi anni numerosi istituti di ricerca. Questa concentrazione è unica nel suo genere e si aggiungono costantemente nuovi progetti e gruppi di ricerca. L’economia e la società del comprensorio devono poter beneficiare maggiormente delle conoscenze sviluppate in questi istituti». Il «Programma San Gottardo» persegue anche, e soprattutto, questo lungimirante scopo: favorire lo sviluppo dell’area che abbraccia il massiccio simbolo della Svizzera. Una strategia comune. E più attori chiamati ad elaborarla e declinarla a favore delle zone di montagna: la Confederazione e i Cantoni Ticino, Grigioni ed Uri. Non sorprende, quindi, che un’eccellenza come il Politecnico federale di Losanna (EPFL) abbia scelto, per la quinta volta, la fortezza sul Passo trasformandola in una stazione di ricerca lunare. Da domani, domenica (la simbolica cerimonia è in programma alle 11: possibilità di visite e di tour guidati), dieci studenti dello Space Center dell’ateneo vodese simuleranno per due settimane come si vive e come ci si comporta su una base sull’unico satellite naturale della Terra.

Il design degli alloggi

Tecnologia. Ricerca. Formazione. Ed innovazione. Sono le quattro parole chiave dell’avanguardistico istituto dell’EPFL. Che nella missione denominata «Asclepios VI» assumono il significato più concreto. Tangibile. Sebbene sperimentale. «Gli astronauti addestrati vivranno insieme in una base spaziale per lunghi periodi, senza la possibilità di uscirne. Ciò influenzerà il loro stato psicologico e, di conseguenza, il successo della missione. La progettazione di una base lunare ottimizzata è quindi cruciale per il successo e il realismo» di quello che si andrà a fare nello spazio extra-atmosferico. L’obiettivo, si puntualizza sulla pagina online del Politecnico, è quello di perfezionare «il design degli interni degli alloggi e delle camere da letto degli astronauti all’interno dell’attuale base del Sasso San Gottardo. Il progetto deve tenere conto delle sfide psicologiche, architettoniche e costruttive legate alla riprogettazione degli spazi abitativi» degli studenti. E futuri «conquistatori» della Luna, si spera.

L’habitat simulato

L’habitat lunare simulato nei cunicoli sotterranei. Lassù, ai 2.106 metri di altitudine del Passo. Il progetto nato nel 2019, va sottolineato, è condotto autonomamente dagli stessi allievi-partecipanti, ovviamente in sinergia con l’EPFL. Non solo. «Asclepios», infatti, collabora con «gruppi di ricerca, aziende, studenti e start-up che hanno prodotti o progetti da testare nell’ambito della nostra missione di simulazione lunare». La location non è stata scelta in modo casuale. Tutt’altro. «Poiché una vera base lunare dovrebbe essere costruita nel sottosuolo per proteggersi dalle radiazioni cosmiche, il Sasso San Gottardo si presta perfettamente a tali simulazioni. I partecipanti svolgeranno ricerche su progetti delle rispettive università in vari ambiti delle scienze spaziali, effettuando al contempo attività extraveicolari sia all’interno delle gallerie della montagna sia all’aperto, durante le ore notturne», osservano dalla Fondazione San Gottardo.

Fra i dieci astronauti in erba figurano pure due svizzeri: il 22.enne Marvin Urech che studia ingegneria meccanica al Politecnico federale di Zurigo ed il 20.enne elvetico-statunitense Verdàn Deliz, il quale sta facendo ingegneria meccanica proprio all’EPFL. Per entrambi, pleonastico dirlo, è un primo sogno che si avvera. O, meglio: «È un piccolo passo per un uomo, un grande balzo per l’umanità», come disse l’americano Neil Armstrong, il primo essere umano a mettere piede sulla Luna il 21 luglio 1969.

Altri temi sotto la lente

Il futuro è di casa (pure) sul San Gottardo, pertanto. Come peraltro dimostrano i temi approfonditi nell’ambito dell’omonimo Programma, come preannunciavamo. «Dalla sicurezza delle comunicazioni all’astrofisica, dall’astronomia e la tecnologia energetica fino a temi culturali. Altri focus, come ad esempio l’architettura, l’agricoltura e le geoscienze, sono attualmente in fase di pianificazione. Il trasferimento delle conoscenze è uno strumento a lungo termine, utile per supportare lo sviluppo di un territorio», rilevano i promotori.

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