Governance, che caos: il Municipio non ci sta

«Un mostro burocratico». Non usa giri di parole il sindaco di Lugano, Michele Foletti, per descrivere la proposta per il nuovo regolamento delle società partecipate della Città messa sul tavolo dalla maggioranza della Commissione speciale un mese fa. A dimostrazione che le discussioni politiche su questo annoso dossier sono tutt’altro che chiuse. E c’è di più: nella seduta di ieri, il Municipio ha deciso di rimanere sul suo testo, ossia di “difendere” quanto proposto nel messaggio del 2023 passato al vaglio di ben due Commissioni speciali. «Quanto proposto (dalla Commissione, ndr) non va bene», riassume Foletti.
Ma che cosa “divide”, in sostanza, Municipio e Consiglio comunale? Il rapporto sottoscritto dalla maggioranza della Commissione propone di abolire il limite dei 70 anni di età per ricoprire la carica di membro di CdA e, soprattutto, parla esplicitamente di «ruolo di indirizzo politico» del Consiglio comunale. Un aspetto, questo, sul quale il Municipio aveva già disposto degli accertamenti giuridici. Altro punto contestato riguarda le competenze sulle nomine e l’analisi dei rischi (a chi spetta?).
Insomma, un ginepraio politico e giuridico. Che fare, ora? Foletti conferma che è intenzione del Municipio incontrare la Commissione speciale per un incontro conciliatorio. Se non si dovesse arrivare a un accordo, e se l’Esecutivo dovesse ritenere sostanziali le modifiche proposte dalla Commissione speciale, ecco che il ritiro del messaggio è un’opzione tutt’altro che remota.
I due rapporti
Incompatibilità tra consigliere comunale e consigliere di amministrazione, nessun limite di età per la carica, più informazioni su strategie e obiettivi al Consiglio comunale, il quale eserciterà ruolo di indirizzo politico e di alta vigilanza. Sono queste le principali proposte per il nuovo regolamento delle società partecipate della Città di Lugano messe nero su bianco un mese fa dalla maggioranza della Commissione speciale presieduta dalla liberale radicale Natalia Ferrara. Il rapporto dei relatori Raide Bassi (UDC) ed Edoardo Cappelletti (PC) – sottoscritto da Ferrara, Laura Méar, Paolo Toscanelli (PLR), Lorenzo Beretta-Piccoli, Benedetta Bianchetti (Centro), Carlo Zoppi (PS), Tamara Merlo (Più Donne) e Dario Petrini (Avanti con MTL) – reca la firma con riserve dei commissari del Centro, i quali non condividono l’incompatibilità tra membro del Legislativo e membro di un CdA. Posizione condivisa dalla Lega, che ha allestito un rapporto di minoranza (relatrice Lucia Minotti, firmato da Mauro Gaggini e Maruska Ortelli) in cui propone di stralciare la suddetta incompatibilità e di limitare a un solo mandato in seno alle partecipate della Città per persona. A riprova di un tema che continua a far discutere e non poco la politica cittadina.
Un tema annoso
L’idea di una nuova governance per le partecipate (il regolamento sarà valido per AIL, Lugano Next, Avilù, Casinò Lugano, Società Funicolare Cassarate-Monte Brè, TPL e Verzasca, ndr) ha radici lontane: risale addirittura al 2012, anno di una mozione in tal senso di Roberto Badaracco, Michele Bertini, Giordano Macchi e Giovanna Viscardi. Nel 2023 il Municipio aveva elaborato un regolamento, che era poi finito sul tavolo della Commissione speciale. Questa, nell’aprile del 2024, aveva allestito un rapporto (relatore Fulvio Pelli) unico, sottoscritto con le riserve da Centro, Lega e UDC . Con il passaggio alla nuova legislatura, nell’aprile del 2024, la Commissione speciale era però stata ricostituita. E i lavori erano ripartiti.



