Territorio

Il Cantone congela il parco del Camoghè

Doccia gelata per l’Ente regionale per lo sviluppo del Luganese: in una lettera, il Consiglio di Stato ha annunciato lo stop alla realizzazione del progetto che coinvolge ben sette Comuni – Franco Voci: «Non è corretto chiudere un progetto per corrispondenza dopo tutti questi anni di lavoro»
© CdT/Gabriele Putzu
Nico Nonella
29.05.2026 06:00

La lettera, mittente Palazzo delle Orsoline, ha avuto l’effetto di una doccia gelata per l’Ente regionale per lo sviluppo del Luganese (ERSL). Già, perché – come appurato dal Corriere del Ticino –, nero su bianco c’è scritto che il Cantone ha deciso di fare un passo indietro sulla realizzazione del Parco regionale del Camoghé, di fatto congelandolo. Tra le motivazioni, anche la situazione finanziaria delle casse dello Stato.

«Sono rammaricato, e spero che il parco regionale possa comunque essere portato avanti. Non è corretto chiudere un progetto per corrispondenza dopo tutti questi anni di lavoro», dice, da noi raggiunto per un commento, il presidente dell’ERSL Franco Voci. «Confermo la ricezione della lettera e rincresce che certe informazioni siano già trapelate. Come Ente regionale incontreremo i Comuni coinvolti a giugno, anche per capire come proseguire. Non è detto che non si possa rilanciare il progetto. In questi anni abbiamo cercato un dialogo con il Cantone ma purtroppo le sue priorità, ora, sono altre».

Un lungo iter

Trentadue anni di sì, no, forse. Della realizzazione del parco naturale del Camoghè se ne parla dal 1994. È un progetto condiviso tra Sottoceneri e Sopraceneri (nel 1994 comprendeva i Comuni di Capriasca, Lugano, Arbedo Castione, Bellinzona, Cadenazzo, Giubiasco, Isone, Lumino, Mezzovico-Vira, Monteceneri, Ponte Capriasca e Sant’Antonino). Si situa attorno all’area del Monte Camoghè, all’interno della più vasta fascia di territorio di ottanta chilometri che va da Gandria al passo dello Spluga. Nel dicembre del 2022 aveva subito un’accelerata con il preavviso favorevole – seppur preliminare – dei quattro Comuni toccati dalla nuova versione del progetto (Lugano, Capriasca, Ponte Capriasca e Bellinzona) per iniziare ad approfondire i possibili scenari anche con il Cantone. Nel 2023 era stato avviato uno studio preliminare di fattibilità. Gli sviluppi positivi di questa prima fase avevano permesso di approfondire le possibili varianti di perimetro e di allargare progressivamente la base istituzionale del progetto, coinvolgendo ben sette Comuni: Bellinzona, Cadenazzo, Capriasca, Isone, Monteceneri, Lugano, Ponte Capriasca. In tutto questo l’ERSL, insieme al suo omologo bellinzonese, aveva coordinato le varie fasi di progetto, tenuto i contatti con consulenti esterni, autorità cantonali e federali e facilitato il dialogo tra le part, nonché finanziato una parte dell’investimento necessario per lo studio preliminare e il successivo studio di fattibilità.

Ora, come detto, ecco il dietrofront del Cantone, che ha il compito di coordinare l’istituzione di parchi naturali e presentare alla Confederazione la domanda per la loro istituzione, oltre a partecipare al finanziamento dei costi di progettazione, istituzione e funzionamento.

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