Locarno75

Il Festival che apre le porte anche al suo pubblico

Alla rassegna cinematografica si è appena conclusa la nuova Accademia, percorso dedicato agli amanti dei film e orientato a formare spettatori consapevoli
I partecipanti alla prima ‘Audience Academy’, inaugurata nella settantacinquesima edizione del Locarno Film Festival
Jona Mantovan
14.08.2022 14:00

Il Locarno Film Festival si conclude e con questa settantacinquesima edizione finisce anche la prima Accademia del pubblico, la ‘Audience Academy’. Dieci partecipanti hanno vissuto tre giornate dietro le quinte della manifestazione, una vera e propria «radiografia» per capire come funzionano tutti gli ingranaggi di questa grande e complessissima macchina.
Un progetto speciale—che si affianca alle accademie già esistenti, dedicate ai cineasti, alla critica e all'industria—realizzato in collaborazione con UBS, allo scopo di avere un pubblico più consapevole e, come riporta il sito internet dell'iniziativa, «affinché il Prix du Public UBS possa diventare anche un’officina per un pubblico e una giuria sempre più consapevoli e coinvolti».
«È dedicata al pubblico, non a professionisti del cinema, a persone che vivono il film come passione, come piacere. E che frequentano le sale e vengono al Festival», spiega Giada Peter, coordinatrice dell'Audience Academy. La nascita dell'idea la racconta Stefano Knuchel, responsabile delle varie Academy presenti durante la manifestazione: «In tutti i festival del mondo esistono accademie di ogni genere, per ogni professione del cinema, ma ne manca una per il pubblico. La domanda è: cos'è il cinema senza spettatori preparati? Senza spettatori attenti e, più in generale, cos'è un festival se gli spettatori non capiscono di che cosa è composto? Ecco, siamo partiti da questi assunti e abbiamo messo a punto un programma dedicato a questi aspetti».

Guarda il video — I racconti dei partecipanti alla prima ‘Accademia del pubblico’ inaugurata alla 75.esima edizione del Locarno Film Festival

Ecco la lista dei dieci partecipanti a questa prima Accademia del pubblico, proposta nella 75.esima edizione del Locarno Film Festival:

  • Nick Antik, moderatore, cantante, videomaker
  • Francesca Benini, curatrice presso il Museo d’arte della Svizzera italiana
  • Silvia Princigalli, giornalista, moderatrice, consulente, creator presso izzy projects
  • Nicolas Polli, fotografo freelance e graphic designer
  • Kety Fusco, musicista di arpa elettrica
  • Barbara Gerber, Head of Organization and Finances HEK – Haus der Elektronischen Künste
  • Chiara Arceci, Project Manager Swatch Art Peace Hotel
  • Aris Bassetti, artista, produttore e compositore
  • Rafael Dernbach, Ricercatore post-dottorato per la cattedra For the Future of Cinema and Audiovisual Arts (Università della Svizzera italiana)
  • Jole Fontanesi, Assistente dottorato in Letteratura inglese moderna e contemporanea presso il Dipartimento di Anglistica (Università di Friburgo).
  • Vira Shcherblyuk, Leadership, Organizing and Action presso la Harvard Kennedy School, giornalista, artista
Vogliamo rispondere a domande tipo ‘Come si trattano le stelle che arrivano? Come si fa a far emergere nuovi nomi?’
Stefano Knuchel, responsabile Academy Locarno Film Festival

«Le persone prendono il programma, vanno a vedere i film in concorso, quelli in Piazza Grande... e si perdono così una quantità di iniziative e di valori che sono presenti a Locarno—continua Knuchel—. Dunque ci siamo chiesti ‘Perché non scegliamo una parte del pubblico e la portiamo dietro le quinte?’. Spieghiamo loro come funziona un festival, come crea i suoi valori, come crea la sua rete. Come crea l'evento. Vogliamo rispondere a domande tipo ‘Come si trattano le stelle che arrivano? Come si fa a far emergere nuovi nomi?’. Ecco, vogliamo poter aprire le porte e far scoprire cosa c'è dentro questa meravigliosa macchina», sottolinea il cinquantenne.

Ci sono persone che prendono vacanze per lavorare al Festival e che lavorano qui con passione. L'ambiente, qui è davvero unico
Vira Shcherblyuk, partecipante Audience Academy Locarno Film Festival

«Molti pensano che durante il Festival ci siano solo proiezioni. Ma non è così!», esclama Vira Shcherblyuk, 43 anni di origini ucraine ma da una vita qui in Svizzera e da sempre interessata all'arte. «In passato mi era capitato di lavorare qui come hostess e ho scoperto un altro ambiente. Qui ci sono persone che prendono vacanze per lavorare al Festival e che lavorano qui con passione. L'ambiente, qui è davvero unico», dice, sottolineando come il gruppo di questi partecipanti sia selezionato «in modo meticoloso, con provenienze e da mondi professionali diversi. È molto arricchente parlare con tutti loro».

Appena ho saputo che c'era questa opportunità, mi sono iscritta subito incrociando le dita! Sapevo che sarebbe stato molto difficile
Jole Fontanesi, partecipante Audience Academy Locarno Film Festival

«Seguo il Festival da tanti anni e sono appassionata di cinema—ammette Jole Fontanesi, 23 anni e assistente dottoranda all'Università di Friburgo—, ma non ho mai avuto l'occasione di incontrare il direttore artistico, di poter vedere il ‘dietro le quinte’. Quando avevo saputo che il Festival proponeva questa opportunità mi sono iscritta subito incrociando le dita, perché sapevo che sarebbe stato molto difficile!», ammette mostrando un selfie con il suo attore preferito, Toni Servillo, scattato durante il momento più emozionante del programma, la ‘passeggiata’ serale sul tappeto rosso sotto il grande schermo in Piazza Grande.

«È un'esperienza fantastica», continua la giovane. «Abbiamo potuto visitare la sede del Locarno Daily e del Locarno Daily Tv (il giornale e il canale tv del Festival, ndr.), abbiamo potuto parlare con Giona Nazzaro, il direttore artistico... È stata una bella esperienza poter chiedere come funziona il Festival, come sono scelti i film, e, soprattutto, capire il grande lavoro affinché noi, il pubblico, possiamo guardare questi film tutte le sere e durante le giornate del Festival».
Jole sottolinea come Locarno abbia davvero un'atmosfera particolare: «È qualcosa di magico, torno ogni anno. Qui si respira un'altra aria. Si può fare un'immersione completa nel mondo del cinema».

Ti rendi conto di come il cinema, o comunque un'arte, possa unire e far nascere delle conversazioni, delle discussioni, e quindi anche dei legami, delle amicizie
Aris Bassetti, partecipante Audience Academy Locarno Film Festival

«Una cosa che mi è piaciuta molto è scoprire che le persone con cui parli, che fanno parte della grande macchina del Festival, sono coscienti di quanto stiano facendo—spiega Aris Bassetti, 45.enne musicista, artista e performer nato proprio a Locarno—. Anche a livello umano, l'importanza di questo lavoro, di tutti i pezzettini che compongono questo festival. E quanto possano influenzare anche un individuo che partecipa al Festival e se ne torna a casa con un bagaglio di esperienze diverso». 
L'artista ha scoperto tante sorprese conoscendo i suoi ‘compagni di viaggio’: «Persone che probabilmente non avrei mai incontrato per la mia strada, in un altro modo... perché siamo molto lontani professionalmente... ti rendi conto di come il cinema, o comunque un'arte, possa unire e far nascere delle conversazioni, delle discussioni, e quindi anche dei legami, delle amicizie. Spero di rimanere in contatto con tutti loro. L'esperienza è positiva, sono tutte persone super interessanti», conclude Bassetti.

L'industria, negli ultimi anni, è stata rivoluzionata. Non deve ripensare solo i suoi meccanismi, ma anche la sua ragione d'essere. A chi parla, come si finanzia
Stefano Knuchel, responsabile Academy Locarno Film Festival

Stefano Knuchel ricorda poi un anniversario importante, quello delle Academy. Che, nella sua forma attuale, è una realtà da ormai dieci anni al Locarno Film Festival. «Le sue tre anime si sono evolute in modo significativo, anche nel modo in cui si fondono. Il mondo del cinema è cambiato. La critica, una volta, era solo sui giornali. Oggi è online, è anche sotto forma di video... L'industria, poi, non parliamone! Negli ultimi anni è stata rivoluzionata. Non deve ripensare solo i suoi meccanismi, ma anche la sua ragione d'essere. A chi parla, come si finanzia...». E poi ci sono i cineasti, i registi stessi. Che, secondo l'esperto, hanno sempre mantenuto la loro ‘funzione’ originaria: «Più cose succedono, la fuori, più i registi hanno da raccontare. Loro si adeguano a tutto, sono come i funghi... hanno una vita incredibile!», conclude.

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