Il Governo ticinese solleciterà un incontro con le FFS

Il Consiglio di Stato chiederà alle FFS un incontro per discutere delle prospettive occupazionali dei dipendenti che in Ticino sono stati toccati dalla riorganizzazione del settore Cargo. Una richiesta in tal senso è giunta proprio oggi dal Comitato «No allo smantellamento di FFS Cargo» che, appunto, ha incontrato il Governo a Palazzo delle Orsoline.
«Abbiamo avuto un incontro con il Consiglio di Stato – con la presidente Marina Carobbio Guscetti e Christian Vitta – molto costruttivo», ha esordito a nome del comitato il deputato Matteo Pronzini. «Da parte nostra – ha spiegato – abbiamo aggiornato il Governo sulla situazione, portando concretamente la dimostrazione del fatto che le FFS hanno scelto la via di sopprimere posti di lavoro. Sono state fatte proposte di lavoro in Svizzera interna che sono capestri. Abbiamo potuto dimostrare che nei prossimi anni ci saranno circa 35/40 pensionamenti nei macchinisti». E dunque, in sostanza, secondo il Comitato si potevano trovare soluzioni migliori. Ma le FFS hanno invece mostrato «un atteggiamento anti-sindacale» e, più in generale, non collaborativo. Concretamente, dunque, il Governo ha confermato al Comitato che chiederà un incontro alle FFS.
In tal senso, tramite una nota scritta, la presidente dell’Esecutivo, Marina Carobbio Guscetti, ha fatto sapere che «la delegazione del Consiglio di Stato ha dato seguito alla richiesta di incontro da parte del Comitato». Comitato che «ha portato all’attenzione del Governo alcuni casi puntuali in cui la proposta effettuata al personale sembra collidere con le dichiarazioni pubbliche della direzione di FFS, secondo cui tutti i collaboratori interessati avrebbero ricevuto un’offerta di ricollocamento in Ticino». Più in generale, «come già evidenziato in passato», il Consiglio di Stato si dice «preoccupato per le prospettive occupazionali dei dipendenti di FFS Cargo e chiede che le prospettate riorganizzazioni delle FFS nel nostro Cantone non vadano a discapito dell’occupazione e del mantenimento di posti di lavoro qualificati nel nostro territorio». Motivo per cui, appunto, «il Governo ha confermato che chiederà un incontro alle FFS per discutere delle prospettive occupazionali».
Al termine dell’incontro, va poi sottolineato, un dipendente toccato dalla ristrutturazione, che attualmente assieme ad altri colleghi è seguito da un avvocato, ha biasimato con forza l’atteggiamento delle FFS. In particolare, ha raccontato di un recente incontro con i vertici dell’azienda durante il quale uno di questi avrebbe apostrofato i ticinesi come «piangina» che si lamentano sempre e creano solo problemi. Un commento, ha affermato, «scandaloso» soprattutto per un azienda come le FFS che dovrebbe tutelare le minoranze.
«Una soluzione per tutti»
Nelle scorse settimane, ricordiamo, le FFS avevano già rispedito al mittente le critiche giunte dal Comitato. «La realtà è chiara – si leggeva in una nota delle FFS inviata ai media a inizio luglio –: tutti i collaboratori interessati hanno ricevuto un invito a un colloquio e, se desiderato, ricevuto un’offerta di ricollocamento in Ticino. È inoltre sempre stata comunicata, fin dall’inizio del processo, anche la possibilità di assumere una funzione nella Svizzera tedesca». In tal senso, veniva evidenziato, «le FFS hanno mantenuto la parola data» e «continuano ad assumersi con serietà la propria responsabilità nei confronti dei collaboratori coinvolti».



