La Fortezza apre le porte e attende il suo destino

Dopo il Castelgrande (con le migliori fotografie giornalistiche svizzere ammirabili fino al 19 aprile prossimo) sono usciti dal «letargo» invernale anche loro, i manieri di Sasso Corbaro e Montebello di Bellinzona. Lo hanno fatto in giorni, quelli che si stanno vivendo nella capitale, decisamente «caldi» a seguito del lancio del referendum contro il sì del Consiglio comunale del 9 marzo al credito di oltre 19 milioni di franchi per la valorizzazione della Fortezza. Da una parte si raccolgono le firme con il Noce dell’ex sindaco Brenno Martignoni Polti in prima fila, dall’altra si accolgono i visitatori che dal weekend appena trascorso possono nuovamente ammirare l’offerta culturale del sito UNESCO tutti giorni, dalle 10 alle 18. Sabato - alla presenza del capodicastero Educazione, cultura, giovani e socialità Renato Bison e di Maria Will, critica d’arte - sono stati tolti i veli alla mostra di Fra Roberto (al secolo Giuseppe Pasotti) a Sasso Corbaro, che sarà visitabile fino all’8 novembre, promossa unitamente alla Fondazione l’Arte di Fra Roberto. Per il resto anche quest’anno viene riproposta la promozione legata alle esposizioni temporanee, una collaborazione tra la Fortezza e l’ente Musei con la struttura di Villa dei Cedri. In sostanza viene offerto un biglietto combinato - chiamato «Expo Pass Bellinzona» - che permette l’accesso alle tre mostre temporanee nei fortilizi e, appunto, alla pinacoteca comunale. È possibile acquistare il ticket al costo di 30 franchi nei vari infopoint.
Due vocazioni, un grande cuore
Nato a Bellinzona il 13 settembre 1933, ed entrato ventunenne nell’ordine dei cappuccini, Fra Roberto è stato responsabile del Convento del Bigorio per oltre cinquant’anni: alla sua personalità è legata la fase progressista attraversata dal complesso religioso, apertosi verso la società civile. Ma accanto alla scelta di vita religiosa, Fra Roberto ha sempre affiancato la vocazione artistica, coltivata con studi in proprio e apprendistati in atelier. Dopo il premio alla cultura assegnatogli nel 2021, la Città torna insomma a omaggiare l’artista con una mostra - intitolata «Fra Roberto tra le mura» - che raccoglie opere diverse.
Ad accogliere i visitatori, una serie di dipinti risalenti ai primi anni Duemila fino a oggi. Ma non solo. Alcune opere maggiori di epoche precedenti (anni Sessanta e Settanta) punteggiano un percorso espositivo «che si focalizza sulla visione del sacro» dell’artista, è stato sottolineato durante il vernissage, ma che «investe anche il paesaggio secondo una pittura di intensa espressività e dal profondo significato umano». Di particolare rilievo, proprio per quanto riguarda la pittura di paesaggio, la serie inedita di dipinti realizzati in questi ultimi mesi, e che traggono ispirazione dalla riflessione intorno al luogo, alla natura così come alla storia del castello di Sasso Corbaro. Una serie caratterizzata da uno «slancio pittorico di straordinaria freschezza che ribadisce e conferma la carica emozionale intrinseca a tutta l’arte di Fra Roberto e progressivamente affinata e trasmessa nei puri mezzi della pittura». Con una selezione di opere su carta, poi, la mostra celebra il disegno, «esercizio costante in Fra Roberto». Spunti suggestivi introducono invece la produzione nell’ambito della vetrata, campo nel quale il religioso «ha dato un impulso straordinario e innovativo, conferendo alla vetrata moderna un rilievo di primo piano nell’impianto decorativo degli edifici di culto».
Le fotografie al Castelgrande
Anche Castelgrande, lo ricordiamo, ospita al momento una mostra temporanea: l’esposizione «Swiss Press Photo 25», con le migliori fotografie giornalistiche svizzere dell’anno precedente. Centotrenta immagini divise in sei sezioni: attualità, vita quotidiana, storie svizzere, ritratti, sport ed estero. Dagli scatti drammatici dell’alluvione in Vallemaggia del giugno 2024 a quelli gioiosi dei fan della cantante Taylor Swift, le suggestive istantanee possono essere ammirate fino al 19 aprile.



