La verità di Cedraschi: «Siamo stati danneggiati»

«Adesso basta!». Il presidente dei Lugano Tigers Alessandro Cedraschi non ci sta. La Città di Lugano, come noto, sta accelerando per «finalizzare una nuova entità sportiva» tra i Tigers stessi e la SAM Massagno. «Si è sentita una ridda di illazioni su un presunto accorpamento tra la Lugano Basket Tigers e la SAM Massagno, non da ultime le improvvide dichiarazioni alla radio di lunedì sera», dice al Corriere del Ticino, che aveva anticipato la notizia lo scorso 5 marzo. Ai microfoni dell’emittente di Comano, infatti, il capodicastero Sport Roberto Badaracco ha detto che «la Città non accetterà una squadra in queste condizioni al Palazzetto».
«L’intenzione prospettata dalla Città, e in particolare dal capodicastero Sport, era quella di costituire una nuova società con un’accademia interna. È però fondamentale premettere che il Lugano Tigers ha già a tutti gli effetti un’Accademia operativa che convoglia oggi i migliori talenti del Luganese. Non c’è necessità di duplicare strutture che già funzionano d’eccellenza», dice Cedraschi.
Più volte è stata evocata la situazione finanziaria del club, che ha portato all’accelerata da parte del Municipio. «Dopo i lustri di successi portati alla città nei decenni scorsi, oggi la concorrenza degli sport maggiori rende più difficile reperire sponsor e mantenere una struttura semi-professionistica. Tuttavia, fa male ascoltare una realtà distorta: sono state divulgate notizie poco chiare e false che recano un notevole pregiudizio alla nostra immagine», replica Cedraschi.
A non essere piaciuto è stato il «modus operandi» della politica. «Ciò che fa storcere il naso è l’accelerata impressa nelle trattative. Prima di creare tavoli di lavoro e ‘incontri carbonari, era doveroso, prima di intromettersi nella gestione di una società sportiva, interpellare ufficialmente il Lugano Basket Tigers, e non limitarsi a chiedere se fossimo d’accordo su un progetto già avviato sopra la nostra testa», rimarca Cedraschi. «Il Comitato deplora questo modo di agire, anche perché avevamo già iniziato le pratiche per l’iscrizione al campionato 2026/2027».
I timori
Sullo sfondo, restano in ogni caso i timori espressi dalla Città. «Il Capodicastero teme l’ingresso nel Palazzetto di una società poco strutturata? Siamo i primi a sapere di dover migliorare, ma crediamo che la Città, invece di distruggere decenni di sforzi sportivi, dovrebbe aiutarci a trovare la risorsa più importante: ulteriori mezzi finanziari. Siamo riconoscenti per le sponsorizzazioni indirette, ma senza investitori privati oggi non sarebbe in difficoltà solo la nostra società, ma l’intero sistema sportivo luganese», prosegue il presidente dei Tigers.
«Ho dato una vita intera al basket, spendendomi in prima persona per superare referendum e resistenze contro il Polo sportivo e il Palazzetto», conclude. «Nonostante i denigratori dell’ultima ora, ricevo continue dimostrazioni di consenso e di stima per le conoscenze cestistiche e manageriali sinora dimostrate, oltre che per quanto fatto in passato. Venerdì il comitato si esprimerà ufficialmente: stiamo già lavorando per migliorare la nostra Società in vista della prossima stagione».
La licenza
In attesa di capire come evolverà la situazione, la vicenda si è arricchita di un altro capitolo. La Città, ne avevamo riferito lo scorso 13 marzo, aveva scritto alla Federazione per capire esattamente «quali siano le norme e le disposizioni per costituire una nuova società». Ebbene, stando a nostre informazioni, la Federazione ha perso posizione ieri mattina e in una comunicazione ha fatto presente che «una licenza non può essere trasferita da un club all’altro». L’eventuale richiesta di costituire una società unica «andrebbe indirizzata dai due club a Swiss Basketball, insieme a un progetto chiaro e definito».



