Ticino

Lite tra giovani alla Foce di Lugano, ferito un minorenne

Agenti della Polizia Città di Lugano, della Cantonale e soccorritori della Croce Verde sono intervenuti a seguito di una segnalazione poco dopo le 23.00 di sabato
© CdT
Jenny Covelli
07.06.2026 14:45

È stato un sabato sera più movimentato del solito nella zona di Lugano Marittima. Poco dopo le 23.00, infatti, nella zona della Foce sono intervenuti la polizia e l'ambulanza.

Da noi contattata, la Polizia cantonale spiega che agenti della Cantonale e della Polizia Città di Lugano sono intervenuti a seguito di una segnalazione. «Stando a una prima ricostruzione e per cause che spetterà all'inchiesta stabilire, c'è stata una lite tra diversi giovani». Un minorenne ha riportato ferite per le quali sono state necessarie cure mediche. «Gli accertamenti sono tuttora in corso».

Violenza giovanile

A Lugano si parla quindi, ancora, di violenza giovanile. Meno di un mese fa, la Polizia cittadina ha presentato il rapporto di attività 2025: dai dati emerge un’immagine in chiaroscuro. Se Lugano detiene per l'undicesimo anno il primato di città più sicura della Confederazione, sono in aumento i reati violenti, in particolare commessi fra le mura di casa o da giovani, spesso con armi bianche. Un aspetto, quello dei giovani con in tasca il coltello, che preoccupa: «Occorre agire in maniera radicale con la Magistratura», ha dichiarato il comandante Roberto Torrente.  Alcuni commercianti ed esercenti che si affacciano sulla pensilina Botta o hanno le loro vetrine al Quartiere Maghetti – le due principali «zone calde» cittadine – hanno spiegato al CdT di sentirsi «abbandonati dalle istituzioni», lamentando un peggioramento della situazione e chiedendo maggiore sicurezza. La Città di Lugano ha sporto denuncia penale al Ministero pubblico in relazione agli scontri del 1. maggio scorso in Pensilina tra gruppi di facinorosi, iniziati per le vie del centro e culminati con tensioni con la Polizia. Il disagio giovanile e gli episodi di violenza, insomma, sono un fenomeno che preoccupa. E non solo a Lugano.

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