Lugano

Logistica della Giustizia, c’è anche l’ipotesi stabile CSIA

In futuro il Centro scolastico per le industrie artistiche verrà trasferito nell’ex sede della SUPSI a Trevano – Liberando gli spazi di via Vignola, una delle varie possibilità al vaglio del Cantone è quella di inserirvi il Terzo potere dello Stato
L’edificio che ospita la CSIA verrà risanato o sostituito dopo il 2031. © CdT/Chiara Zocchetti
Valentina Coda
04.11.2026 06:00

La rivoluzione del comparto scolastico di Trevano è una progettazione complessa che richiederà almeno dieci anni prima di essere completata. Complessa perché parliamo di un titanico tetris logistico fatto di costruzioni ex novo, spostamenti temporanei e definitivi e risanamenti di edifici che non riguardano solo la collina, bensì anche quartieri di Lugano. Senza dimenticare che le tempistiche di intervento potrebbero entrare in rotta di collisione con altri progetti paralleli. Ebbene, questa rivoluzione è legata anche alla riorganizzazione della Giustizia, ovvero alla ricerca di spazi per insediarvi la nuova sede del Terzo potere dello Stato. Un’operazione che verrà svolta a Trevano è infatti quella di risanare gli edifici del «centro studi» allo scopo di accogliere il CSIA, che in attesa della nuova sede traslocherà al quarto piano del Palazzetto delle scienze di Trevano. L’edificio che attualmente ospita il Centro scolastico per le industrie artistiche rimarrà quindi senza inquilino, per poi essere risanato o sostituito dopo il 2031. E una delle possibilità sotto esame dei servizi cantonali, che stanno facendo anche approfondimenti per individuare quale sia il contenuto più adatto da inserire nello stabile del CSIA, è proprio quella che riguarda la Giustizia.

In cima alla lista delle priorità

Sia chiaro, la collocazione del comparto della Giustizia non blocca l’iter progettuale di Trevano. Infatti, dopo il via libera del Gran Consiglio lo scorso marzo al credito di 12,6 milioni per la progettazione della prima tappa che ridisegnerà l’area, questo mese il Cantone pubblicherà un concorso per la progettazione del risanamento dell’ex sede SUPSI dove troverà spazio, appunto, il CSIA, e un concorso di architettura per la progettazione della nuova piscina, ci fa sapere il capo della Sezione della logistica, Giovanni Realini. Resta il fatto, però, che la ricerca della nuova sede del Terzo potere dello Stato rimane in cima alla lista delle priorità del Cantone, come peraltro assicurato al CdT dal direttore delle Istituzioni, Norman Gobbi. D’altronde, come rilevato il 13 ottobre scorso su queste colonne dal presidente del Consiglio della Magistratura, Damiano Stefani, il Palazzo di Giustizia in via Pretorio è giunto al limite e il Terzo potere dello Stato ha urgentemente bisogno di soluzioni. Per le quali ci vorrà comunque non meno di un decennio. Trovata una soluzione definitiva alle necessità della Giustizia, a cascata si «sbloccherebbero» anche altri dossier e le idee sulla collocazione di determinati servizi sarebbero dunque più chiare. Al momento, comunque, per l’immobile del CSIA «non è stata presa una decisione, ma in ogni caso lo stabile sarà occupato anche in futuro da contenuti dell’amministrazione cantonale», precisa Realini. Oltre alla Giustizia, quindi, possono entrare in linea di conto anche contenuti che spaziano dagli istituti e servizi scolastici a uffici per cui il Cantone paga un affitto da altre parti. Insomma, i giochi sono aperti e le possibilità al vaglio sono diverse.

Occhio alle tempistiche

Torniamo a parlare per un momento di quello che dicevamo in entrata sulle tempistiche di intervento. Ebbene, si tratta di un problema non di poco conto, tanto che era stato ampiamente sollevato nel rapporto della Commissione della Gestione del Gran Consiglio (relatore il leghista Daniele Piccaluga), in cui veniva rilevato che «il valore del progetto è legato a una complessa gestione delle tempistiche. Poiché gli interventi sono strettamente interconnessi con altri cantieri (Palazzetto delle scienze, trasloco del Museo di storia naturale, sede di Manno per il CPS-MT), eventuali ritardi in queste "pianificazioni parallele" potrebbero influenzare l’avvio della prima tappa a Trevano». Sì, perché la rivoluzione che verrà messa in atto in collina rappresenta un tassello fondamentale della pianificazione scolastica del Luganese, che permetterà di risolvere simultaneamente diverse criticità. Quali? Ad esempio riunire in un unico polo istituti attualmente frammentati, ma anche permettere lo sblocco della demolizione del Palazzetto delle scienze a Lugano Centro grazie alla costruzione della nuova piscina di Trevano, senza dimenticarsi che il trasferimento del CSIA libererà appunto lo stabile di Vignola, che diventerà una risorsa per i bisogni futuri del Cantone.

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