Ticino

Lugano, altolà del Cantone ai parcheggi interrati

Doccia fredda per la Città, che sarà probabilmente costretta a rinunciare agli stalli per moto e biciclette del futuro piazzale ex Scuole – Per il Governo, i posteggi sotterranei sono in contrasto con il trasporto pubblico: le rampe per le due ruote toglierebbero troppo spazio – Approfondimenti in corso
© Città di Lugano
Nico Nonella
05.11.2026 06:00

Sì, i posteggi interrati per moto e biciclette del futuro piazzale ex Scuole sono a rischio. E con ogni probabilità, la Città di Lugano sarà costretta a rinunciarvi. Il motivo non è legato al tetto agli investimenti fissato da Palazzo Civico, che ha per esempio congelato il progetto Campus Matrix, bensì a un intervento del Cantone. Come appurato dal Corriere del Ticino, infatti, nelle scorse settimane il Dipartimento del territorio (DT) ha scritto una lettera al Municipio informandolo che un posteggio interrato è in contrasto con il concetto di trasporto pubblico del Cantone.

Nella missiva firmata dall’allora direttore del DT Raffaele De Rosa, vengono sollevati problemi di incompatibilità tra moto, biciclette e trasporto pubblico (nel comparto ci sarà anche il capolinea del tram-treno). In sintesi, ai mezzi pubblicI serve spazio e le rampe per gli stalli per le due ruote gliene porterebbero via troppo. La comunicazione da Palazzo delle Orsoline è arrivata «a pochi minuti dalla mezzanotte» – ossia con una progettazione in corso a seguito della procedura di concorso –, ma a stupire è stato in particolare il fatto che il Cantone ha seguito sin dall’inizio tutta la fase di pianificazione e dei vari concorsi del futuro comparto. Proprio la scorsa settimana si è tenuto un incontro tra la Città e il Cantone, a cui ha partecipato anche il nuovo responsabile politico del Territorio, Piero Marchesi, per discutere della questione.

Contattata per un commento, la capodicastero Spazi urbani, Karin Valenzano Rossi, ha confermato che «sono emersi alcuni aspetti problematici e sono attualmente in corso degli approfondimenti». Di più non è possibile dire: sul tema è infatti stata presentata un’interpellanza (firmatarie le consigliere comunali de La Sinistra Jasmine Altin e Nina Pusterla) e l’Esecutivo, afferma Valenzano Rossi, spiegherà nel dettaglio come intende procedere nella risposta all’atto politico, durante la prossima seduta di Consiglio comunale.

Dal concorso ai lavori

Il concorso per la progettazione era stato indetto nel 2023 e vi avevano partecipato 49 candidature, con 37 gruppi ammessi al giudizio. A primeggiare era stata la proposta «L’uomo che piantava gli alberi», elaborata da una squadra di progettisti con capofila lo Studio we arch. I suoi elementi chiave sono le cinque corsie per i bus, servite da tre banchine collocate al posto dell’attuale pensilina Botta, che verrà demolita e, a sud, una superficie pubblica per la popolazione sulla quale troveranno spazio un ufficio delle TPL, un chiosco e un front office della Polizia della città di Lugano. Oltre, appunto, alla rimessa interrata dalla quale avrebbero dovuto «sorgere» proprio gli alberi che danno il nome al progetto. A fornire l’opportunità di riqualificare l’intero comparto del piazzale ex Scuole è l’arrivo del tram-treno in centro città. La prima fase è iniziata ad agosto ed è dedicata alle opere preparatorie, necessarie per predisporre il futuro assetto viario del comparto. Durante questa fase non sono previste modifiche alla viabilità né ripercussioni sul trasporto pubblico. Gli interventi riguarderanno in particolare la creazione dei nuovi punti di interscambio per le diverse linee del trasporto pubblico, gli adattamenti puntuali necessari al passaggio dei mezzi, l’adeguamento degli impianti semaforici e della segnaletica esistente, nonché la posa di nuove pensiline e della nuova segnaletica verticale e orizzontale. L’investimento è di circa 4 milioni di franchi. La seconda fase inizierà con il cambio d’orario del trasporto pubblico del 12 dicembre 2027. A partire da questa data entrerà in vigore il nuovo assetto temporaneo della mobilità cittadina e la pensilina Botta non sarà più utilizzabile per circa tre anni, così da consentire lo svolgimento dei cantieri. A fine marzo, lo ricordiamo, il Consiglio comunale aveva avallato il credito di progettazione di 2,5 milioni di franchi. In caso di rinuncia ai posteggi sotterranei, il progetto andrà ovviamente rivisto.


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