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Lugano, ecco la prima rivalorizzazione: il «Castagneto» andrà all’asta

Il Municipio chiede al Consiglio comunale di avallare la cessione dell’ex casa per anziani, nata nel 1988 sulle vestigia dell’Hotel Boldt di Castagnola – Si parte da 14,2 milioni di franchi – Se l’incanto andrà deserto, si passerà alla vendita diretta
© Ti-Press/Samuel Golay
Nico Nonella
16.10.2026 17:03

Lugano, ecco servita la prima rivalorizzazione. Come annunciato giovedì dal capodicastero Finanze Marco Chiesa durante la presentazione del Preventivo 2027, il Municipio ha approvato il messaggio con cui propone la vendita del Castagneto. L’ex casa per anziani del LIS, nata sulle vestigia dell’Hotel Boldt di Castagnola nel 1988, era finita nella lista dei «gioielli di famiglia» che l’Esecutivo ha in previsione di vendere per contenere il debito pubblico, che supera abbondantemente il miliardo di franchi, e per continuare a investire.

Del capitolo «rivalorizzazioni» fanno parte anche il terreno dell’USI, il palazzo di via della Posta, l’ex scuola dell’infanzia di Sonvico, la Sede Maffi al Piano della Stampa. Ma anche le quote del Casinò e di Alpiq. Sono i principali beni amministrativi, a bilancio a valore zero, che la Città vorrebbe trasformare in beni patrimoniali per incassare circa 300 milioni di franchi e calmierare così il debito cittadino. Per la maggior parte delle 22 trasformazioni individuate ci saranno due fasi. Con la prima si avrà un riscontro contabile derivante dal passaggio da bene amministrativo a patrimoniale (plusvalenza stimata: 260 milioni), nella seconda ci sarà l’incasso vero e proprio (306 milioni). Nel caso del Castagneto è prevista una vendita all’asta con un piede minimo di 14,2 milioni. Qualora la stessa dovesse andare deserta, il Municipio chiede sin d’ora al Consiglio comunale di autorizzare una vendita per trattative dirette. La rivalorizzazione del Castagneto ha permesso di raggiungere quel «+23,7 milioni» alla voce «avanzo di esercizio» del Consuntivo 2025: per venderlo, come detto, la Città aveva dovuto trasformarlo da bene amministrativo (valore contabile zero) a bene patrimoniale (10,8 milioni). Il risultato finale della vendita all’asta, dedotto il valore iscritto a bilancio (per la precisione: 10.837.401 franchi), «andrà a beneficio della gestione corrente e verrà destinato ad ammortamenti supplementari».

Una volta venduto il Castagneto, si procederà con le altre rivalorizzazioni: dal terreno dell’USI si ipotizza per esempio un incasso (nel 2029) di quasi 74 milioni di franchi, mentre dal palazzo amministrativo di via della Posta la Città dovrebbe ricavare 48 milioni sempre nel 2029. Un capitolo a parte lo merita il casinò: il Preventivo 2027 non ritiene realizzabile in corso d’anno la vendita del pacchetto azionario della casa da gioco. La quale, «dopo aver beneficiato di un intervento di consolidamento della propria struttura patrimoniale» a seguito della vertenza da 9 milioni con il Casinò di Locarno, necessita «di un periodo più lungo per realizzare il suo pieno valore, attualmente in crescita, al momento della cessione».

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