Lugano

Negata l’autorizzazione alla marcia per la remigrazione

Il Municipio ha ritenuto che vi fossero potenziali rischi per la sicurezza pubblica – Gli organizzatori fanno marcia indietro e puntano il dito contro «chi predica tolleranza ma pratica il veto»
© CdT/Chiara Zocchetti
Nico Nonella
12.02.2026 12:18

Niente da fare. Il Municipio di Lugano ha deciso di negare l’autorizzazione allo svolgimento della «marcia per la patria e la remigrazione», organizzata dal Fronte nazionale elvetico e alla quale avrebbero partecipato altri due gruppi: Active Club Helvetia e Schweizer Nationalisten. Dopo essersi confrontato con la Polizia, l’Esecutivo luganese ha deciso per il «no» per motivi di sicurezza pubblica. Gli ambienti vicino al SOA Il Molino avevano infatti annunciato una contromanifestazione.

Le motivazioni

«Abbiamo ritenuto vi fosse un concreto rischio che la situazione potesse degenerare dal momento che è stata chiamata una contromanifestazione con il rischio concreto di scontri», spiega al Corriere del Ticino la capodicastero Sicurezza di Lugano, Karin Valenzano Rossi. «A pagare sarebbero infine solo i cittadini. Dispiace dover arrivare a tento, manifestare è un diritto, ma ultimamente l’impressione è che si voglia abusare della piazza. A farne le spese i cittadini che rispettano opinioni e regole».

«Missione compiuta»

A stretto giro di posta è arrivata anche la presa di posizione degli organizzatori. In un comunicato via social hanno annunciato l’annullamento della manifestazione, il cui asserito scopo «era far discutere e, soprattutto, svelare l’ipocrisia di chi predica tolleranza ma pratica il veto». «Non c’è miglior promotore della sicurezza e della legalità di chi, per ideologia, tenta di soffocarne la richiesta», scrive il Fronte nazionale elvetico. «Grazie al nervosismo e alla reazione scomposta di certi apparati, la missione può dirsi compiuta oltre ogni aspettativa. È stato un piacere vederli collaborare così attivamente alla riuscita del piano comunicativo, offrendo alla cittadinanza lo spettacolo del loro finto moralismo. Un ringraziamento sentito per essere stati, sorprendentemente utili».

Il precedente di novembre

La marcia avrebbe dovuto partire alle 17 dalla Stazione di Lugano. Un’ora prima, invece, avrebbe dovuto tenersi la contromanifestazione (non autorizzata) indetta da SOA Il Molino, Collettivo Scintilla, Extinction Rebellion Ticino, Collettivo R-Esistiamo e altri gruppi. Non se ne farà nulla, esattamente come successo lo scorso novembre. Anche il quel caso, il Fronte nazionale elvetico aveva chiesto l’autorizzazione per una marcia, negata dall’Esecutivo per motivi di sicurezza pubblica dopo che gli ambienti antagonisti avevano annunciato un presidio di protesta.

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