Lugano

Negata l’autorizzazione alla marcia per la remigrazione

Pollice verso del Municipio, il quale ha ritiene che vi siano potenziali rischi per la sicurezza pubblica legati all’evento – Il Fronte nazionale elvetico fa marcia indietro, annullando l’evento, e punta il dito contro «chi predica tolleranza ma pratica il veto»
© CdT/Chiara Zocchetti
Nico Nonella
12.02.2026 12:18

Niente da fare. Il Municipio di Lugano ha deciso di negare l’autorizzazione allo svolgimento della «marcia per la patria e la remigrazione», organizzata dal Fronte nazionale elvetico per il 21 febbraio e alla quale avrebbero partecipato altri due gruppi di destra: Active Club Helvetia e Schweizer Nationalisten. Dopo essersi confrontato con la Polizia Città di Lugano (che aveva a sua volta interpellato la Cantonale e la fedpol), l’Esecutivo ha deciso per il «no» per motivi di sicurezza pubblica. Gli ambienti vicino al SOA Il Molino avevano infatti annunciato una contromanifestazione. «Abbiamo ritenuto vi fosse un concreto rischio che la situazione potesse degenerare dal momento che è stata chiamata una contromanifestazione con il rischio concreto di scontri», spiega al Corriere del Ticino la capodicastero Sicurezza di Lugano, Karin Valenzano Rossi. «A pagare sarebbero infine solo i cittadini. Dispiace dover arrivare a tanto, manifestare è un diritto, ma ultimamente l’impressione è che si voglia abusare della piazza. A farne le spese sono i cittadini che rispettano opinioni e regole».

A stretto giro di posta è arrivata anche la presa di posizione degli organizzatori, che nei giorni scorsi avevano incontrato il Municipio ribadendo la disponibilità a rinunciare all’evento in caso di possibili problemi di ordine pubblico. In un comunicato via social, il Fronte nazionale elvetico ha annunciato l’annullamento della manifestazione, il cui asserito scopo «era far discutere e, soprattutto, svelare l’ipocrisia di chi predica tolleranza ma pratica il veto». «Non c’è miglior promotore della sicurezza e della legalità di chi, per ideologia, tenta di soffocarne la richiesta», prosegue la nota. «Grazie al nervosismo e alla reazione scomposta di certi apparati, la missione può dirsi compiuta oltre ogni aspettativa. È stato un piacere vederli collaborare così attivamente alla riuscita del piano comunicativo, offrendo alla cittadinanza lo spettacolo del loro finto moralismo. Un ringraziamento sentito per essere stati, sorprendentemente utili».

La marcia avrebbe dovuto partire alle 17 dalla Stazione di Lugano, preceduta, un’ora prima, dalla contromanifestazione (non autorizzata) indetta da SOA Il Molino, Collettivo Scintilla, Extinction Rebellion Ticino, Collettivo R-Esistiamo e altri gruppi. Non se ne farà nulla, esattamente come successo tre mesi fa. Allora, il Fronte nazionale elvetico aveva chiesto e ottenuto l’autorizzazione per una marcia che avrebbe dovuto svolgersi l’8 novembre, poi annullata: la Polizia aveva comunicato di non poter garantire la sicurezza a fronte del presidio di protesta prospettato dagli ambienti antagonisti.

In questo articolo:
Correlati
Manifestazioni in città, interpellata anche la fedpol
Il Municipio non ha ancora deciso se preavvisare favorevolmente la «marcia per la patria e la remigrazione» – Interpellate la Cantonale e la Polizia federale – Da valutare i possibili rischi, connessi in particolare alle contromanifestazioni
Remigrazione, monta la protesta
L’MpS invita a «mobilitarsi» per contestare la marcia per la patria organizzata dal Fronte nazionale elvetico il 21 febbraio – Già annunciata una contro-manifestazione