Nomine SIMS, per la Lega si tratta di «un fallimento»

È una lunga vicenda quella legata alla conduzione della Sezione dell’insegnamento medio superiore (SIMS). Per due volte il Tribunale cantonale amministrativo ha dichiarato illegittima la nomina dei capisezione decisa dall’Esecutivo in seguito al ricorso di un cittadino. Il Governo aveva così annunciato l’intenzione di pubblicare un nuovo concorso. Ma la vicenda non è terminata: un nuovo ricorso, come anticipato dalla trasmissione Falò della RSI, è stato inoltrato contro la decisione di procedere a un nuovo bando di concorso. E la deputata della Lega dei ticinesi Raffaella Zucchetti ha presentato un'interrogazione al Consiglio di Stato, sollevando «gravi interrogativi sulla gestione dei concorsi pubblici» all’interno del DECS.
Che cosa è successo
Lo scorso 3 febbraio il Tribunale cantonale amministrativo (TRAM) – con una seconda sentenza sulla vicenda – ha annullato la nomina del Consiglio di Stato dei due capisezione della SIMS, Désirée Mallè e Mattia Pini, nominati in job sharing al 50% una prima volta nel 2024 e (a seguito della prima sentenza del TRAM) una seconda volta nel 2025. Il Governo aveva fatto sapere di aver deciso di non ricorrere al Tribunale federale contro la sentenza del TRAM, confermando così di fatto l’annullamento della nomina, e pure di aver deciso di procedere all’annullamento del bando di concorso originale, quello del marzo del 2024. Ciò, anticipando anche la pubblicazione di un nuovo concorso per la conduzione della Sezione e aggiungendo, infine, di aver formulato ai due funzionari «una proposta per dare continuità alla loro attività in seno all’Amministrazione cantonale». Lo scorso 23 marzo, durante una breve discussione in Gran Consiglio, la consigliera di Stato Marina Carobbio-Guscetti ha espresso il dispiacere umano nei confronti dei due funzionari che, loro malgrado e senza potere fare nulla, sono finiti al centro di una polemica. Sono quindi arrivate anche le risposte a due interpellanze, una del deputato Giuseppe Sergi (MpS) e una del presidente del Centro Fiorenzo Dadò.
Dalle critiche all'interrogazione
Il capo della Divisione della scuola Emanuele Berger, a Falò, ha voluto sottolineare la serietà del processo di selezione del concorso: «Hanno concorso come tutti gli altri senza essere cercati e senza essere favoriti». I due candidati erano risultati i migliori nonostante la mancanza di requisiti di esperienza gestionale, aveva aggiunto: «Sono requisiti importanti per quello sono stati messi nel bando, poi si valuta un insieme di altri requisiti che la Commissione ha ritenuto più importanti come può essere affrontare problemi complessi, organizzare il lavoro, assumere decisioni».
Nella sua interrogazione, Raffaella Zucchetti parla di «un problema che tocca la credibilità dell’intero sistema di selezione e controllo» e chiede esplicitamente al Consiglio di Stato «la permanenza di Emanuele Berger sia ancora adeguata alla luce della gravità della vicenda, della durata del contenzioso e delle conseguenze istituzionali prodotte».
La Lega parla di «un fallimento»
La Lega dei ticinesi, dopo l'interrogazione presentata dalla sua deputata, prende posizione: «Non siamo di fronte a una svista, ma a un fallimento nella gestione della Divisione scuola. Un fallimento che ha lasciato una sezione chiave senza guida in un momento delicato». Quindi la stoccata a Emanuele Berger: la vicenda «denota incapacità gestionale da parte del capo divisione». La Lega chiede al Consiglio di Stato «risposte chiare: caso isolato o problema strutturale? E soprattutto: è ancora credibile chi ha gestito questa vicenda?».


