Ticino

Presidio contro Vannacci, l'MPS riceve la fattura per la sicurezza

Inoltrato un reclamo al Municipio di Mendrisio per contestare la fattura di 600 franchi che l'esecutivo ha addebitato agli organizzatori – L'MPS: «Il mantenimento dell'ordine pubblico e la gestione della sicurezza rientrano nei doveri dello Stato»
© Gabriele Putzu
Red. Online
23.02.2026 11:28

Il Movimento per il socialismo non ci sta e venerdì ha presentato un reclamo al Municipio di Mendrisio per contestare la fattura di 600 franchi che l'esecutivo cittadino ha addebitato agli organizzatori del presidio contro la presenza di Roberto Vannacci all'evento organizzato il 28 gennaio scorso dalla locale sezione dell'UDC.

«Non sta a noi pagare per la sicurezza»

«Contestiamo con fermezza la condizione posta nell’autorizzazione  secondo cui 'l'organizzatore si impegna a coprire i costi per il personale di sicurezza privato, impiegato su disposizioni della Polizia comunale, per assicurare gli sbarramenti e deviazioni di traffico», si legge nella raccomandata, datata 20 febbraio e firmata da Matteo Pronzini ed Elia Agostinetti. «Riteniamo infatti che la condizione posta dall’autorizzazione sia giuridicamente infondata, ingiustificata e sproporzionata e che la fattura deve essere annullata», scrivono citando alcuni articoli della Costituzione e della Cedu, la Convenzione per la salvaguardia dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali. «Dalla garanzia di questi diritti fondamentali discende un obbligo positivo per lo Stato di adottare le misure necessarie a proteggere da eventuali perturbatori e dal traffico stradale e consentire l'esercizio effettivo della manifestazione. Il mantenimento dell'ordine pubblico e la gestione della sicurezza, inclusa quella stradale, rientrano in questo dovere di protezione che incombe allo Stato, e dunque in questo caso al Municipio di Mendrisio».

«Non viene citata una chiara base legale»

Inoltre, nella raccomandata viene aggiunto che «l'autorizzazione del 21 gennaio 2026 non menziona alcuna base legale specifica che autorizzi il Municipio ad addebitare preventivamente agli organizzatori di una manifestazione politica e pacifica i costi legati al mantenimento dell'ordine pubblico e alla gestione della sicurezza stradale. Nemmeno la fattura dell’11 febbraio 2026 (quella dei 600 franchi ndr) cita una chiara base legale. Il compito di garantire la sicurezza durante manifestazioni su suolo pubblico spetta all'ente pubblico e alle sue forze di polizia. L'addebito di tali costi a partiti e movimenti politici, così come a privati cittadini, che esercitano il diritto costituzionale di manifestazione pacifica necessita di una base legale chiara e specifica in una legge formale, base che nel caso concreto è assente». E «anche qualora esistesse una base legale, la richiesta di pagamento sarebbe sproporzionata e lesiva dei diritti citati nella loro essenza, conformemente a quanto sancito dalla Costituzione federale. La nostra manifestazione è stata un presidio politico e pacifico tutelato dalla Costituzione e dal diritto internazionale, e l'impiego di agenti di sicurezza per la gestione del traffico è una misura di polizia che rientra nelle competenze e nei doveri dello Stato».

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