Quattro Comuni per uno scopo: dare un futuro a Lugano Airport

Non succede spesso che quattro Comuni siano d’accordo e collaborino insieme per raggiungere un obiettivo comune. Non succede spesso, perché gli interessi locali possono divergere, eppure per l’aeroporto di Lugano-Agno è successo (e sta succedendo). Sì, perché Lugano, Agno, Bioggio e Muzzano oggi stanno remando (o forse sarebbe meglio dire, volando) nella stessa direzione per dare un futuro più concreto allo scalo luganese. Lugano, Agno, Bioggio e Muzzano si sono, ad esempio, trovati d’accordo nel ridurre a 35 mila i movimenti aerei annui e a diminuire di conseguenza anche le immissioni foniche del 40%. Ma non è tutto. In una lettera congiunta inviata all’Ufficio federale dell’aviazione civile (UFAC), i quattro Comuni hanno sugellato una un’unione di intenti anche su altri aspetti non secondari. Tra questi lo spostamento e la rinaturazione del corso d’acqua Barboi, la compensazione dei terreni agricoli SAC a carico dell’aeroporto anche per le necessità del corso d’acqua Barboi, l’impegno dell’aeroporto a consolidare l’accesso stradale su via Coppi e non più su via Aeroporto, liberando dal traffico la zona residenziale di Agno, la non opposizione a una nuova strada di collegamento tra le zone industriali e artigianali di Agno e Bioggio e un certo temporeggiamento su un eventuale allungamento a Sud della pista che viene dunque valutato come un’opera da non realizzare a corto termine.
Il cabotaggio
Lugano, Agno, Bioggio e Muzzano stanno insomma viaggiando insieme per garantire un futuro allo scalo. Un percorso che assomiglia a una marcia a tappe. Che, una dopo l’altra, come tessere di un mosaico, devono andare a comporsi nel modo giusto. Una di queste, come rilevato martedì sera durante l’assemblea dell’associazione passeggeri e aeroporti della Svizzera Italiana (ASPASI), è l’allentamento del divieto di cabotaggio, che permetterebbe a eventuali compagnie aeree straniere di riprendere in mano la tratta Lugano-Ginevra, per la quale oggi sul tavolo del Municipio ci sono tre proposte. Un allentamento, portato avanti dall’iniziativa del consigliere agli Stati ticinese, Fabio Regazzi (Il Centro), che se tutto andrà nel verso giusto dovrebbe diventare realtà l’anno prossimo con l’entrata in vigore della revisione della Legge federale sulla navigazione aerea.
La scheda PSIA
Un’altra di queste tessere fondamentali - che è direttamente legata all’unione di intenti tra Lugano, Agno, Bioggio e Muzzano - è la scheda di coordinamento del «Piano settoriale dei trasporti/Parte Infrastruttura aeronautica» (PSIA), che riguarda lo scalo. Una scheda che al pari di quelle già in vigore in Svizzera, si legge sul sito dell’Ufficio federale dell’aviazione civile (UFAC), dovrà contenere «le prescrizioni concernenti l’esercizio, il perimetro dell’aerodromo, l’inquinamento fonico, la limitazione degli ostacoli, la tutela della natura e del paesaggio e il collegamento dell’aerodromo». La scheda di coordinamento è insomma «il presupposto per l’approvazione del regolamento d’esercizio e per l’autorizzazione degli impianti d’aerodromo», si precisa sempre sul sito dell’UFAC. Ebbene, oggi questa scheda PSIA per lo scalo di Lugano-Agno, che è in fase di aggiornamento, dovrebbe essere adottata dal Consiglio federale verso la fine di quest’anno. Questo perché chi la sta elaborando - i servizi competenti della Confederazione e del Cantone Ticino, i 4 Comuni interessati e gli esercenti dello scalo - sono già a buon punto, avendo trovato una linearità di vedute non così scontata. «I Municipi dei Comuni di Lugano, Agno, Bioggio e Muzzano - si legge nella lettera inviata all’UFAC - auspicano che questo scritto faciliti la chiusura della fase di coordinamento. Confidiamo che possiate ora procedere con la conclusione del progetto di revisione della scheda PSIA».
L’accordo trovato dai 4 Comuni sui nodi forse un po’ più spinosi relativi al futuro dello scalo non è, come detto poc’anzi, un fatto così scontato. Altrove in Svizzera non si arriva così facilmente alle stesse conclusioni. Gli interessi locali non coincidono insomma sempre tra loro. Conflitti e contrasti si sono già verificati e accadono ancora quando si parla di aeroporti regionali di importanza nazionale.



