Il progetto

Quel vecchio stabile bruciato rinascerà presto come albergo

In via della Posta a Locarno, dalle ceneri dell’edificio distrutto un anno fa da un incendio, nel 2029 sorgerà un hotel — Le immagini del progetto appena pubblicate in rete mostrano una costruzione dalle tonalità bruno-ramate cangianti
Ecco come si presenterà la nuova struttura ricettiva in pieno centro cittadino © www.gbarc.ch
Jona Mantovan
15.06.2026 06:00

Un anno fa, in pieno centro a Locarno, aveva preso fuoco. Era il 1. maggio e - alle due del mattino, quando i pompieri erano entrati in azione - per fortuna al suo interno non c’era nessuno. Solo un’inquilina di una casa adiacente e un vigile del fuoco erano stati sottoposti a controlli medici per una lieve intossicazione da fumo. Le fiamme, partite dal piano terreno, erano risalite sul cantiere aperto per sistemare il tetto. In seguito, dopo vari cedimenti, si erano diffuse in altre parti dello stabile andando a distruggere varie attività, come un salone da parrucchiera e l’atelier dei tre giovani creativi del collettivo Artifex, del quale all’epoca avevamo riferito proprio su queste colonne. Oggi, di quell’immobile, non resta nulla. Demolito nelle settimane scorse, farà posto a un albergo, la cui costruzione dovrebbe concludersi nel 2029.

Si chiamerà «Hotel Garni» e avrà una corte. Sul tetto troverà spazio una terrazza panoramica ricca di vegetazione

L’ex municipale in pista

Le simulazioni mostrano un edificio dall’aspetto materico e industriale, dalle tonalità bruno-ramate cangianti. Merito del corten, un materiale sempre più apprezzato dai progettisti che, esposto agli agenti atmosferici, sviluppa una patina protettiva dal caratteristico colore caldo e mutevole. Contraddistinto da finestre slanciate, verticali, distribuite a mo’ di aperture che scandiscono il ritmo delle pareti esterne del complesso , il prossimo «inquilino» di via della Posta, sul lato ovest della Ferriera, ha già un nome.

Si chiamerà «Hotel Garni», avrà una corte e una terrazza panoramica sulla cima, «con aree verdi, spazi per il rilassamento degli ospiti e vista sui tetti della città oltre che sulle colline». Anche se non è da escludere che si tratti soltanto di una denominazione provvisoria, in attesa di sapere chi, effettivamente, si accollerà la gestione di quest’ulteriore offerta turistica nel capoluogo, magari sotto l’insegna di una catena che deve ancora insediarsi nell’agglomerato.

Un portafoglio sempre più ricco

In ogni caso, secondo la descrizione che si legge sulla pagina dedicata, la filosofia alla base dell’elaborato ha prodotto un corpo «dal carattere raffinato e ricercato, dalle linee essenziali che ne permettono un’integrazione armoniosa nel contesto urbano, dal tono esclusivo e unico». A parte il citato attico aperto, si contano sei piani. Molti di più di dei tre del manufatto precedente. E così, il portafoglio delle possibilità offerte ai visitatori per pernottare in loco si arricchisce ulteriormente, dopo che il territorio ha già visto inaugurare un Hampton by Hilton (oltre la Maggia), un Dorint e - in futuro - un «boutique hotel» dietro le rinnovate Corti (ex Globus), su via delle Pannelle e il prestigioso Grand Hotel, che diventerà un cinque stelle della The Luxury Collection di Marriott.

Per non citare il deperitissimo Beau Rivage in viale Verbano, tornato protagonista delle cronache qualche settimane fa sempre per un rogo che era iniziato a svilupparsi in un sottotetto, ormai destinato alla demolizione e sostituzione, anche se sussistono ostacoli per la domanda di costruzione.

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