Referendum, ecco 4.650 firme: «Abbiamo ridato il sorriso ai castelli»

Sì, il referendum contro il credito di oltre 19 milioni di franchi per la valorizzazione della Fortezza di Bellinzona è riuscito. Battezzata dalla pioggia, la consegna delle firme andata in scena questa mattina ha visto i promotori - in prima fila Il Noce dell'ex sindaco Brenno Martignoni Polti - portare a Palazzo civico qualcosa come 4.650 firme, ben oltre le 3 mila previste per legge. La palla, ora, passa al Municipio: avrà tempo un mese per ratificare la riuscita del referendum, in attesa della votazione che, con ogni probabilità, si terrà in autunno.
Un momento importante
«Abbiamo ridato il sorriso ai castelli», ha esordito in piazza Nosetto, in un clima festoso, Martignoni Polti. «Per noi era importante metterli sotto i riflettori. Tutti i grandi temi a Bellinzona sono passati al vaglio della popolazione, ed è quello che vogliamo fare ora». La consegna delle firme - ha spiegato l'ex sindaco ringraziando Avanti con Ticino&Lavoro, Partito comunista, HelvEthica e privati che hanno seguito e sostenuto «con convinzione» il referendum - «rappresenta un primo banco di prova, ed è stato superato egregiamente». Presenti, Amalia Mirante e Valentina Mühlemann (Avanti con Ticino&Lavoro) hanno ribadito la necessità di avvicinare la popolazione al tema: «Molte persone non sapevano cosa stesse succedendo ai castelli. La popolazione tuttavia ha il diritto e il dovere di esprimersi quando si parla di progetti così importanti. Toccherà a loro dire, alle urne, se vorranno seguire la strada del Municipio o se chiedere dei miglioramenti».
Clima teso
Tutte rose e fiori? Non proprio. Presa la parola, Adam Barbato Shoufani (Gioventù comunista) si è detto rammaricato dalle tensioni nate attorno al referendum. «Non è stata una campagna facile e in molti momenti si è respirata un'aria pesante. Spero che con la votazione si riacquisti un po' di civiltà».
