«Sapere che Lavertezzo svanirà crea disagio tra molti abitanti»

Che cosa resterà di Lavertezzo se, in caso di aggregazione, il suo nome dovesse scomparire? È uno dei tanti interrogativi che emerge dal dibattito sull’unione con il vicino Comune di Gordola. Secondo Marco Russomanno, questo «matrimonio» merita una riflessione più approfondita. Il consigliere comunale del gruppo «Per Lavertezzo» illustra al Corriere del Ticino le questioni ancora aperte con il prospettato nuovo assetto istituzionale, che dovrebbe completarsi nel 2028-2029. La formazione politica che rappresenta, in passato, aveva tentato una prima «fusione» con la confinante Città di Locarno (arrivando a consegnare un’istanza al Consiglio di Stato), poi naufragata al cambio di Esecutivo con le elezioni del 2024, quando il timone era passato agli avversari della lista «Per il paese».
Perdita d’identità
Una presa di posizione, si diceva, messa nero su bianco in una lettera - scritta insieme ai colleghi dopo la serata informativa «molto ottimistica» - indirizzata alla Commissione di studio, formata da una squadra di sei municipali, tre del «maggiore» (circa 5 mila abitanti) e tre del futuro suo quartiere (poco più di 1.200). Fra le incognite, il peso simbolico di una perdita d’identità: a molti, osserva il nostro interlocutore, «sapere che la denominazione potrebbe svanire provoca un certo disagio. Alcuni che vedevano il progetto di buon occhio affermano che, alle urne per la votazione consultiva, potrebbero cambiare opinione». Ma, al di là di quanto apparirà un domani sulle cartine geografiche, ci sono anche altri dubbi, alimentati, tra l’altro, pure dalla distribuzione alla popolazione di un volantino - a firma dei due «novelli sposi» - che riassume i contorni della «coalizione»: uno, in particolare, sul valore del moltiplicatore d’imposta. «Durante la serata, ci è stato spiegato che l’obiettivo sarebbe di mantenerlo all’88%», rileva Russomanno.
Debito e moltiplicatore
«È un dato interessante per noi che l’abbiamo al 100%. Guardando però i numeri, risulta un valore più vicino al 95%. Sarebbe comunque migliore della situazione attuale, ma vorremmo capire come si arriva a questo 88% e quali condizioni permetterebbero di mantenerlo nel tempo».
Numerosi progetti all’orizzonte
Un altro punto riguarda l’indebitamento. «Oggi, per noi è sensibilmente inferiore rispetto a quello di Gordola. Si parla di 2.417 franchi pro capite contro 6.740. Ma è anche vero che negli ultimi anni il nostro Comune ha rinviato alcuni investimenti importanti, tra cui il risanamento dell’istituto scolastico, e quindi questa situazione potrebbe cambiare». Proprio su questo aspetto, l’intervistato chiede, insieme ai colleghi, di avere più chiarezza.
Le ambizioni, a questo proposito, non mancano: dalla Casa delle Associazioni al Centro diurno per anziani, dal nuovo magazzino comunale all’Ecocentro, passando per la nuova sezione della scuola dell’infanzia (in tutto, 40 milioni). «Noi non contestiamo questi progetti. Vorremmo però sapere quali saranno realmente realizzati e con quali tempistiche. Ci sono delle intenzioni, ma non è ancora chiaro cosa sarà concretizzato». Anche sul fronte dell’amministrazione restano alcune domande aperte.
Tra doppioni e richieste
«Ci è stato detto che non sono previsti tagli al personale e che tutti i dipendenti troveranno posto nella nuova struttura. È una dichiarazione importante, ma ci chiediamo come saranno gestiti gli inevitabili doppioni che potrebbero emergere con l’unificazione delle due amministrazioni. Vorremmo inoltre conoscere il numero effettivo di posti previsti nella futura organizzazione e capire meglio come sarà strutturata». Quando ai tempi si ragionava sull’ipotesi Locarno, alcune repliche iniziavano a delinearsi, afferma Russomanno. «Erano state date indicazioni riguardo al mantenimento dei servizi locali, dello sportello e della presenza del personale. Al momento, nel caso dell’aggregazione con Gordola, non abbiamo risposte chiare, anche se può darsi che arrivino presto». In conclusione, la compagine autrice della missiva afferma di non voler bocciare a priori l’idea attualmente sul tavolo. «Saremo i primi a prendere atto di eventuali rassicurazioni, ma vogliamo che una decisione tanto importante sia presa con piena consapevolezza».
Brione sopra Minusio si defila dagli scenari
Il Comune di Brione sopra Minusio (432 abitanti) ha diffuso una lettera, in cui comunica di rinunciare a prendere parte a qualsiasi aggregazione (era nello scenario detto «Urbano», con Locarno, Losone e Orselina). Le dinamiche attuali portano «a una concorrenza istituzionale con la Città, indebolendo l’esercizio», si legge nella missiva, che parla di Ascona e Muralto esclusi dal progetto, ma anche delle scelte dei ‘futuri sposi’ Minusio e Tenero.





