Via Bignasca: «Decisione che compete al Municipio»

«La decisione di dedicare una via a Giuliano Bignasca? Rientra nell’autonomia del Municipio». A chiarirlo è il capo della Sezione degli Enti locali (SEL), Marzio Della Santa, dopo che in questi giorni l’avvocato Paolo Bernasconi ha confermato l’allestimento, per conto di un gruppo di cittadini di Lugano, di un ricorso al Consiglio di Stato contro la decisione di Palazzo Civico.
Bernasconi ha spiegato a la Regione che un’altra via potrebbe essere quella di chiamare in causa proprio la SEL, «reclamando il fatto che con questa decisione il Municipio sia andato oltre le sue competenze, in quanto non riteniamo ammissibile dedicare una strada a una persona pluripregiudicata penalmente». Una lettura che non trova d’accordo il caposezione: «La decisione di intitolare una via a una persona è di competenza del Municipio, assumendosene la responsabilità politica».
Dove un Municipio non ha margine di manovra, spiega Della Santa a titolo di paragone, è per esempio sul nome di un nuovo Comune nato da un’aggregazione. In quel caso la Commissione di studio formula una o più proposte. I nomi nuovi vanno preventivamente approvati a livello federale. Il nome fa poi parte degli elementi su cui si esprime in votazione consultiva la cittadinanza. Il nome del Comune è infine stabilito dal Gran Consiglio nel decreto di aggregazione. «Una differenza sostanziale! Basti pensare che per il nome di una via non occorre neppure il voto del Consiglio comunale», sottolinea il capo della SEL.
Una cosa è certa, il nome di Bignasca e la via a lui intitolata faranno ancora discutere a lungo: come detto, l’intenzione è di inoltrare ricorso al Consiglio di Stato (in questa sede si dovrebbe far leva su un vizio di forma o un’irregolarità nella decisione del Municipio, il quale ha votato a maggioranza, ndr).
Da noi sentito telefonicamente lunedì, Bernasconi aveva spiegato che Giuliano Bignasca era una figura divisiva, nonché una persona con alle spalle alcune condanne penali. A suo dire, si pone un problema di opportunità.
A maggioranza
A cambiare nome, lo ricordiamo, sarà il primo tratto di via Pietro Capelli, quello che va, correndo lungo il fiume Cassarate, da viale Castagnola a via Maggio. L’Esecutivo, espressosi a maggioranza (contrari Raoul Ghisletta e Roberto Badaracco) è infine andato incontro alle richieste della Lega, che a più riprese aveva chiesto di intitolare una via al fondatore del movimento, deceduto nel 2013. A far propendere verso quel tratto di strada – un tratto peraltro già segnalato come «papabile» dalla Commissione stradario della Città – è stata la convinzione che così facendo si creerebbero meno problemi agli abitanti e alle imprese che «abitano» in quella via.




