Territorio

Zona edificabile a Cardada, arriva l'altolà del Cantone

Nell’approvare la variante del Piano regolatore di Locarno il Consiglio di Stato annuncia l’intenzione di non consentire la costruzione di nuovi edifici nell’intero comparto - Stralciati anche alcuni terreni sul Monte Brè
Brusca frenata del Consiglio di Stato alle mire edilizie sulla collina locarnese © Ti-Press/Samuel Golay
Spartaco De Bernardi
29.09.2026 18:40

Fulmine a ciel sereno sopra Cardada. La pianificazione proposta dal Municipio di Locarno e avallata nel mese di aprile del 2024 sull’onda dell'iniziativa popolare lanciata per salvaguardare il territorio montano dalla speculazione edilizia segna una brusca battuta d’arresto. Nell’approvare la relativa variante di Piano regolatore su proposta del Dipartimento del territorio, il Consiglio di Stato annuncia l’intenzione di stralciare la zona edificabile nell’intero comparto, appunto, di Cardada-Colmanicchio. Più precisamente, è confermata la zona AP-EP Attrezzature pubbliche-Edifici pubblici (che comprende, ad esempio, la stazione di arrivo della funivia), mentre tutto il resto è considerato fuori zona edificabile. Costruzioni parimenti escluse su tre appezzamenti di terreno al Monte Brè. Sono stati modificati, di conseguenza, anche due articoli delle norme di attuazione del PR. Nella decisione adottata il 23 settembre scorso e recapitata lunedì a Palazzo Marcacci, il Governo precisa che l’intenzione di non approvare la conferma della zona edificabile in tutto il comparto di Cardada e Colmanicchio sarà formalizzata «dopo aver dato la possibilità al Comune, ai proprietari interessati e ad ogni altra persona o ente che dimostri un interesse degno di protezione, di presentare eventuali osservazioni in merito».

I motivi che hanno spinto il Consiglio di Stato ad adottare questa decisione (verosimilmente per una questione legata alla cosiddetta contenibilità delle zone edificabili sancita dalle disposizioni federali in materia di pianificazione territoriale) sono contenuti nella documentazione che si potrà consultare dal 12 ottobre all’11 novembre prossimi. Per ora sul Foglio Ufficiale è pubblicato solo il dispositivo della risoluzione, dal quale si evincono comunque i punti essenziali della decisione governativa o, almeno, della direzione in cui intende muoversi l’Esecutivo cantonale.

Sei punti cardine

La variante approvata due anni fa dal Legislativo cittadino che contiene le nuove regole pianificatorie riguardanti la zona residenziale montana del comparto di Monte Brè, Cardada e Colmanicchio, si basa su sei punti principali: riduzione del potenziale edificatorio, revisione dei bonus per le attività alberghiere, limitazione dei posteggi, istituzione di zone di protezione del paesaggio e agricole, obbligo di allestire piani di quartiere per le grandi superfici e il consolidamento degli elementi antropici quali, ad esempio, muri a secco, fontane e cappelle. Le norme contenute nella variante fanno seguito all’iniziativa popolare lanciata da un gruppo di cittadini nel 2019 preoccupato per la realizzazione di un progetto turistico-alberghiero tra Monte Brè e Cardada. Iniziativa che aveva raccolto poco meno di 1.900 firme e a seguito della quale Palazzo Marcacci aveva istituito una zona di pianificazione, dando mandato a un pianificatore di allestire la documentazione necessaria all’elaborazione di una variante di PR che proponesse una soluzione di buon equilibrio tra lo sviluppo turistico e residenziale e la protezione del territorio. L a soluzione di compromesso era giunta sul tavolo del Consiglio comunale due anni fa.

Già previste regole restrittive

Variante che venne infine approvata dal Legislativo comunale nella seduta dell’8 aprile 2024. Ebbene, le nuove norme contemplano già ampie limitazioni all’estensione della zona edificabile. In via principale, prevedono una riduzione dell’indice di sfruttamento dallo 0,4 allo 0,3. Il 75% della superficie edificabile deve inoltre essere mantenuta libera da costruzioni e per almeno la metà sistemata a verde. Non cambia per contro l’altezza massima per nuove costruzioni o riattazioni: altezza massima che è di 8,5 metri per terreni con pendenza fino al 50% e di 9,5 metri per terreni con una pendenza superiore; per Cardada e Colmanicchio l’altezza massima è fissata a 7,5 metri. Invariata anche la distanza di 6 metri tra gli edifici. Per attività alberghiere e turistiche, su di una superficie minima di 1.500 metri quadrati, è concesso un bonus costruttivo sino a un indice di sfruttamento massimo dello 0,375 e fino al 70% di superficie edificabile da mantenere libera da costruzioni. Per usufruire del bonus si dovrà prevedere un Piano di quartiere.

Con l’intenzione annunciata dal Governo di escludere dalla zona edificabile alcuni terreni del Monte Brè e, soprattutto, di Cardada e Colmanicchio, si modifica nella sostanza questa impostazione. Vi è comunque ancora, come detto, la possibilità di formulare osservazioni in merito. È parimenti data la possibilità di ricorrere subito contro la risoluzione governativa.

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