Tollerato il presidio antifascista non senza un po' di elettricità

Hanno sfidato il «no» del Municipio e quasi puntuali oggi verso le 15 si sono presentati in piazza Manzoni in circa 300 per dire no al fascismo e in particolare per dimostrare la loro opposizione alla marcia per la remigrazione inizialmente programmata per oggi dal Fronte nazionale elvetico, che non avendo ricevuto l'autorizzazione dal Municipio ha poi fatto marcia indietro.
Invece loro, i manifestanti riuniti sotto varie sigle e partiti – presenti in piazza anche alcuni deputati in Gran Consiglio, tra cui Matteo Pronzini dell'MPS e Marco Noi dei Verdi, ma si sono visti anche Maurizio Canetta del PS e Pino Sergi sempre dell'MPS – hanno manifestato lo stesso. Anche quando la polizia, intervenuta con agenti provenienti anche da oltre San Gottardo, ha intimato loro di allontanarsi e disperdersi pena l'uso di lacrimogeni e proiettili di gomma. Non sono stati momenti tranquilli quelli, perché nessuno sembrava muoversi dalle proprie posizioni.
Anche all'inizio e alla fine del presidio, durato circa un'ora e mezza in tutto, c'è stata un po' di elettricità quando gli agenti hanno chiesto ai presenti di allontanarsi subito non essendo stato il presidio tollerato dal Municipio. Ma anche alla fine, quando un gruppo di manifestanti allontanandosi dalla piazza ha incrociato il cordone di polizia e qualche insulto e qualche spinta ci sono stati.
Per il resto l'intimazione della polizia intervenuta a circa metà della manifestazione non è stata eseguita entro dieci minuti come annunciato ma si è preferito attendere, a patto che i manifestanti non si muovessero e si comportassero senza creare disordini. Cosa che è avvenuta fino al rompete le righe.
Raggiunto per un commento a caldo sullo svolgimento del presidio, il sindaco di Lugano, Michele Foletti, ha preferito non commentare. Lo stesso sindaco è stato tirato in ballo durante la manifestazione – organizzata da SOA Il Molino, Collettivo Scintilla, Extinction Rebellion Ticino, Collettivo R-Esistiamo, MPS e altri gruppi – quando dalla polizia è giunta l'intimazione ad allontanarsi. I cori della piazza hanno inoltre messo l'accento sul diritto di manifestare. Per l’Esecutivo invece era vero il contrario a causa dei rischi per la sicurezza pubblica. Pertanto, con risoluzione urgente era stata incaricata la Polizia comunale, in collaborazione con la Cantonale, di intervenire in maniera proporzionale per far rispettare il divieto di utilizzo dello spazio pubblico. A pesare sulla decisione, vi era anche il fatto che non vi fossero indicazioni sul percorso, sugli orari e sul numero di partecipanti.



