Città

Lugano blocca anche gli antifa: «Il presidio non sarà tollerato»

Il Municipio ha deciso: la contromanifestazione del 21 febbraio organizzata dagli ambienti vicino al SOA Il Molino non potrà avere luogo – «Mancano le condizioni per autorizzare l’utilizzo del suolo pubblico» – Polizia pronta a intervenire
© CdT/Gabriele Putzu
Nico Nonella
17.02.2026 14:34

La manifestazione antifascista prevista per sabato 21 febbraio alla stazione FFS non sarà tollerata. E, se necessario, interverrà la Polizia per impedirla. Lo ha deciso il Municipio di Lugano dopo che nella giornata di lunedì gli organizzatori avevano annunciato tramite i loro canali social che il presidio di protesta contro la «marcia per la patria e la remigrazione» si sarebbe svolto comunque. Questo nonostante la rinuncia del sedicente «Fronte nazionale elvetico» a manifestare, decisione presa dopo che l’Esecutivo, giovedì scorso, aveva deciso di negargli l’autorizzazione per motivi di sicurezza pubblica.

La questione, ne abbiamo riferito ieri, era finita nell’agenda politica del Municipio, il quale ne ha discusso internamente tra lunedì e oggi, vagliando in particolare la possibilità di vietare il presidio (per il quale non è in ogni caso pervenuta una richiesta di autorizzazione). Cosa che è stata fatta: «Non essendo pervenuta alcuna domanda formale, il Municipio constata l’assenza delle condizioni per autorizzare l’utilizzo accresciuto dello spazio pubblico e dichiara che lo svolgimento dell’iniziativa nelle modalità annunciate non sarà tollerato», recita un comunicato della Città.

Come appurato dal Corriere del Ticino, l’Esecutivo cittadino ha pertanto deciso a maggioranza, con una risoluzione urgente, di vietare lo svolgimento della marcia antifa. Se la stessa dovesse comunque avere luogo, va da sé, dovrà intervenire la Polizia. Il cui dispositivo si adeguerà come sempre alle circostanze e a quanto potrebbe accadere. Tutto questo tenendo conto che più è grave la minaccia all’ordine pubblico e alla sicurezza, più il dispositivo di polizia si adatta all’impiego richiesto.

Nel comunicato stampa che annuncia la decisione, il Municipio di Lugano «ribadisce che la priorità della propria azione è la tutela della sicurezza pubblica, della convivenza e della regolare vita cittadina». I diritti fondamentali di espressione e riunione, viene precisato, «sono garantiti e si esercitano nel rispetto delle procedure previste e delle condizioni poste a tutela della sicurezza e dei diritti di terzi».

Insomma, ad oggi non sono date le necessarie garanzie di sicurezza pubblica. Il timore, emerso già negli scorsi giorni dopo l’annuncio della manifestazione del Fronte nazionale e di altre due sigle, era che al «contro-corteo» legato agli ambienti di estrema sinistra potessero prendere parte anche persone provenienti dalla vicina Penisola.

Giovedì scorso l’Esecutivo luganese aveva negato, sempre a maggioranza, l’autorizzazione allo svolgimento, il 21 febbraio, della «marcia per la patria e la remigrazione», annunciata due settimane fa dal Fronte nazionale elvetico e alla quale avrebbero partecipato altri due gruppi di destra: Active Club Helvetia e Schweizer Nationalisten. Dopo essersi confrontato con la Polizia Città di Lugano (che aveva a sua volta interpellato la Cantonale e la fedpol), l’Esecutivo ha deciso per il «no» per motivi di sicurezza pubblica. SOA Il Molino, Collettivo Scintilla, Extinction Rebellion Ticino, Collettivo R-Esistiamo e altri gruppi avevano infatti indetto una contromanifestazione. Tutto rientrato, quindi? No, poiché ad oggi, al contrario della manifestazione del Fronte nazionale elvetico, la controprotesta (non autorizzata) si svolgerà lo stesso. Il ritrovo, hanno annunciato gli organizzatori, rimane come previsto a nord della stazione FFS di Lugano alle 16 di sabato. La motivazione?Il veto del Municipio alla marcia per la remigrazione «non è arrivato per opporsi all’idea schifosa della deportazione di persone non etnicamente pure secondo i canoni dei promotori della manifestazione, ma solo perché una mobilitazione antifascista determinata avrebbe potuto recare disturbo alla quiete della borghesia del municipio più a destra della Svizzera», avevano scritto ieri gli ambienti antagonisti sui propri canali social, i quali hanno invitato alla «mobilitazione contro il razzismo, e il suprematismo bianco». Un appello al quale ha aderito anche l’MpS. Tre mesi fa, il Fronte nazionale elvetico aveva chiesto e ottenuto l’autorizzazione per una marcia che avrebbe dovuto svolgersi l’8 novembre, poi annullata: la Polizia aveva comunicato di non poter garantire la sicurezza a fronte del presidio di protesta prospettato dagli ambienti antagonisti. Presidio che si era tenuto senza incidenti in piazza Molino Nuovo.



In questo articolo:
Correlati
Negata l’autorizzazione alla marcia per la remigrazione
Pollice verso del Municipio, il quale ha ritiene che vi siano potenziali rischi per la sicurezza pubblica legati all’evento – Il Fronte nazionale elvetico fa marcia indietro, annullando l’evento, e punta il dito contro «chi predica tolleranza ma pratica il veto»
Remigrazione, monta la protesta
L’MpS invita a «mobilitarsi» per contestare la marcia per la patria organizzata dal Fronte nazionale elvetico il 21 febbraio – Già annunciata una contro-manifestazione