Il caso

«Troppi airbnb nel Locarnese? Manteniamo alta la guardia»

Muralto e Orselina contrastano il fenomeno con una zona di pianificazione che «congela» i cambi di destinazione – Da Brione sopra Minusio fino a Brissago, passando dal Gambarogno, per il momento si preferisce sorvegliare l’evoluzione
In molte località c’è carenza di alloggi destinati alla residenza primaria © CdT/Chiara Zocchetti
Spartaco De Bernardi
20.08.2026 06:00

Muralto ha deciso di intervenire in maniera drastica. Come riferito in un articolo precedente, il Municipio guidato dal sindaco Stefano Gilardi ha istituito una zona di pianificazione sull’intero territorio comunale per bloccare la proliferazione degli alloggi offerti per soggiorni turistici di breve durata, tipo airbnb. Una moratoria della durata massima di cinque anni per studiare il fenomeno, che si ripercuote sul numero di residenze secondarie (Muralto è del 45% contro il 20%, o poco più, di Locarno) e individuare eventuali misure per contenerlo. La stessa misura è stata adottata da Orselina già nel 2022, all’indomani dell’entrata in vigore della nuova Legge sul turismo. Da allora è sospeso il rilascio di ulteriori licenze edilizie per mettere un freno al subaffitto di appartamenti per vacanze, oltre che alle residenze secondarie.

Tutti i Comuni sono confrontati, con il tema degli alloggi per soggiorni turistici di breve durata

In cerca di un equilibrio

«Siamo confrontati con una carenza di abitazioni primarie», rammenta la sindaca Samantha Garbani Nerini. Chi vuole trasferirsi stabilmente a vivere a Orselina, insomma, fa fatica a trovare appartamenti o case disponibili. «La situazione - aggiunge Garbani Nerini - dev’essere assolutamente riequilibrata e a breve presenteremo al Consiglio comunale una variante del Piano regolatore che va in questa direzione».

Detto di Muralto e Orselina, come affrontano il problema, sempre che di problema si tratti, gli altri Comuni del Locarnese? Lo abbiamo chiesto agli omologhi di Gilardi e Garbani Nerini. «L’argomento è sul tavolo del Municipio e abbiamo dato mandato a un esperto di approfondire il tema dal punto di vista pianificatorio. La quota di abitazioni secondarie nel nostro Comune supera il 70% e i prezzi di quelle primarie sono alle stelle», spiega Franco Gandin di Brione sopra Minusio. «Il mese prossimo è in agenda un incontro del Convivio dei sindaci e con tutta probabilità quello degli alloggi per affitti turistici di breve durata sarà un argomento che verrà discusso», rileva Gandin. «Evidentemente anche noi siamo confrontati con questo fenomeno, come gran parte dei Comuni del Locarnese delle altre regioni turistiche del Cantone», osserva da parte sua Renato Mondada nell’illustrare la situazione di Minusio. «Monitoriamo l’offerta di questo tipo di alloggi attraverso le autorizzazioni che rilasciamo: per ora la situazione è sotto controllo. Ritengo inoltre che sia una questione di libertà economica: se qualcuno intende mettere a disposizione dei turisti il proprio appartamento nel rispetto delle norme vigenti è liberissimo di farlo».

In Città numeri stabili

«A Locarno al momento attuale non ci sono segnali di una proliferazione così marcata di alloggi turistici di breve durata, poiché i numeri risultano sostanzialmente stabili», evidenzia Nicola Pini. «Ci sembra piuttosto che negli ultimi tempi vi siano state anche delle rinunce, con un ritorno alla locazione tradizionale», aggiunge il sindaco, ricordando che la Città dispone oramai da oltre 30 anni di una norma che regola le residenze secondarie, mentre Muralto ne è sprovvista. «In tal senso, si può comprendere la loro preoccupazione a fronte di un numero di licenze edilizie per uso a scopo secondario che appare decisamente sproporzionato rispetto alle dimensioni del Comune e al fatto che queste interessano solo la sostanza edificata prima del 2012. Da parte nostra, è in fase avanzata di analisi la situazione effettiva sul parco immobiliare cittadino, in particolare per quanto concerne il numero di appartamenti vuoti che incide sulla percentuale complessiva di quanto viene considerato nel novero delle residenze secondarie». Palazzo Marcacci, rammenta ancora Pini, sta inoltre sostenendo e accompagnando il lavoro congiunto di SUPSI e della Cooperativa Radice per sviluppare il progetto «Piano d’agglomerato per l’alloggio sostenibile», grazie al quale si potrà meglio comprendere la portata del fenomeno per rapporto al fabbisogno di alloggi nell’agglomerato. «Il tutto potrà in seguito confluire nel Programma d’azione comunale che si trova in una fase avanzata di allestimento».

Spostiamoci sulla sponda destra della Maggia. «In quanto Comune turistico, questo fenomeno interessa anche Ascona», osserva Giorgio Gilardi. «Lo stiamo monitorando - aggiunge - per eventualmente intervenire qualora questo tipo di alloggi dovesse aumentare a dismisura. Ciò che al momento non è il caso». Situazione per il momento sotto controllo anche a Losone, come conferma Ivan Catarin. «Non è un problema con il quale siamo confrontati. Le richieste per il cambio di destinazione in affittacamere sono poche. Anche sui portali specializzati il numero di appartamenti per affitti di breve durata non è particolarmente elevato».

La soluzione nella pianificazione

Brissago, analogamente a Locarno, sta affrontando la questione attraverso una revisione della pianificazione comunale. «Per il momento non abbiamo deciso alcuna misura concreta, anche se il tema degli alloggi turistici di breve durata è più che mai attuale», sottolinea Veronica Marcacci Rossi, la quale si rifà alla presa di posizione dell’Esecutivo in merito ad una mozione, poi respinta, con la quale il gruppo PS-Area Rossoverde chiedeva una moratoria di 15 anni per la trasformazione delle residenze primarie in secondarie. «Per trasformare questi fenomeni da fattori di squilibrio a componenti sostenibili dello sviluppo locale, occorre un’integrazione ordinata nel Piano regolatore», scriveva l’Esecutivo.

Analisi sul lungo periodo

«Per la nostra realtà ritengo sia al momento eccessivo porre dei vincoli restrittivi come quelli previsti da una zona di pianificazione. Il vero problema con il quale siamo confrontati è quello delle residenze secondarie la cui quota sfiora il 65%», argomenta Gianluigi Della Santa di Gambarogno. «È preferibile vedere come evolve la situazione sul lungo periodo e poi, semmai, adottare dei provvedimenti», conclude Della Santa. La posizione di Paolo Senn, di Ronco sopra Ascona, si discosta da quella degli altri suoi colleghi sindaci: «Benvenga qualsiasi tipo di struttura ricettiva. Alberghi e appartamenti di vacanza generano un indotto per tutto il paese».

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