L'iniziativa

Un ponte storico e culturale tra le Città di Locarno e Parigi

Palazzo Marcacci con una trasferta in Francia compie ulteriori passi avanti per inserirsi nella Rete dell’Unesco dedicata al settore del cinema – Dalle rive del Verbano prestata anche un’opera in esposizione al Musée national Picasso
Da Locarno alla volta della capitale francese, dove resterà fino al 7 febbraio. © Reuters
Jona Mantovan
12.10.2026 06:00

Tra Locarno e Parigi si rinforza un ponte storico e culturale. Tutto inizia da un’opera che ha lasciato le rive del Lago Maggiore alla volta di quelle della Senna. Si tratta di «Das ist der Frühling für Hans Arp» (realizzata nel 1930 da Kurt Schwitters), esposta al Musée national Picasso-Paris fino al 7 febbraio. Dietro il gesto di Palazzo Marcacci, però, c’è molto di più, perché - per l’occasione - è stato compiuto pure un importante passo avanti nel percorso di candidatura per l’inserimento della «Regina del Verbano» nella Rete delle Città Creative Unesco nel settore del cinema.

Un passo avanti possibile grazie a una visita istituzionale alla sede dell’agenzia delle Nazioni unite e a uno scambio con l’ambasciatore Benedikt Wechsler, delegato permanente per la Svizzera in seno all’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Educazione, la Scienza e la Cultura. Fra l’altro, nell’atrio del Consiglio esecutivo dell’importante istituzione, è esposto un lavoro in bronzo di Jean Arp, cittadino onorario di Locarno e dalla cui donazione del 1965, unitamente a Marguerite, proviene proprio il lavoro citato in apertura.

Christine de Mazières, autrice di un romanzo dedicato al Patto, è alla base dell’amicizia con Versailles
«Das ist der Frühling für Hans Arp» (Kurt Schwitters. 1930)
«Das ist der Frühling für Hans Arp» (Kurt Schwitters. 1930)

Candidatura per vocazione

Una candidatura, si legge nel relativo comunicato, che valorizza «la vocazione internazionale della Città e del Locarno Film Festival, così come il ruolo della cultura e dell’audiovisivo quali strumenti di dialogo, cooperazione e apertura internazionale, oltre che di sviluppo socioeconomico».

Un’ulteriore trasferta a Versailles - nell’«intensa due-giorni» - è poi culminata con un incontro tra il sindaco Nicola Pini e il suo omologo François de Mazières, a sottolineare come le due realtà da loro rappresentate abbiano molto in comune. Nel capoluogo del dipartimento delle Yvelines fu firmato, nel 1919, il trattato che pose formalmente fine alla Prima guerra mondiale; parallelamente, a Locarno fu sottoscritto il Patto che nel 1925 portò a un importante tentativo di costruire, attraverso il dialogo, una stagione di pace e cooperazione in Europa. Ma non è tutto. Perché questo contatto privilegiato è nato grazie a Christine de Mazières, magistrata alla Corte dei Conti francese - nonché moglie del primo cittadino tricolore - e autrice del romanzo «Locarno» (per i tipi di Éditions du Seuil, del 2025).

Nicola Pini, sindaco della Città di Locarno, con l’ambasciatore Benedikt Wechsler, delegato permanente per la Svizzera in seno all’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Educazione, la Scienza e la Cultura © Città di Locarno
Nicola Pini, sindaco della Città di Locarno, con l’ambasciatore Benedikt Wechsler, delegato permanente per la Svizzera in seno all’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Educazione, la Scienza e la Cultura © Città di Locarno

I retroscena in un libro

Il libro racconta il dietro le quinte del celebre accordo del 1925, riportando al centro persone, relazioni e dinamiche diplomatiche che accompagnarono quel passaggio della storia europea.

De Mazières era d’altronde stata ospite, l’ottobre scorso, a Palazzo Morettini, sede della Biblioteca cantonale di Locarno, insieme a Rosario Talarico e Mireille Venturelli, nell’ambito dell’evento «Il y a 100 ans ils ont cru à la paix», organizzato per le celebrazioni del centenario del Patto di Locarno.

Nicola Pini con Christine de Mazières e il consorte, François © Città di Locarno
Nicola Pini con Christine de Mazières e il consorte, François © Città di Locarno

Un pubblico internazionale

Tornando alla mostra che può vantare un pezzo proveniente dalle Collezioni della Città di Locarno (tecnicamente, si tratta di un rilievo composto da tasselli di legno dipinti a olio), è intitolata «Kurt Schwitters. Le chaos-monde 1918-1948» e riunisce oltre 300 opere e documenti, offrendo una panoramica della produzione dell’artista tedesco attraverso dipinti, sculture, assemblaggi, collage, disegni e materiali d’archivio.

«In questo prestigioso contesto internazionale, l’opera proveniente da Locarno potrà essere vista da un pubblico ampio ed essere inserita nel più ampio percorso creativo e culturale dell’artista», riporta la nota, la quale prosegue rilevando che, «con questo prestito, Locarno viaggia nel mondo attraverso il proprio patrimonio artistico e culturale. Un manufatto conservato in Città esce dai suoi confini per essere presentato ai visitatori provenienti da ogni dove nel contesto di una grande esposizione dedicata a uno dei protagonisti dell’arte europea del Novecento».

Un’altra mostra a Berna

Il prestito conferma la vocazione della città ticinese quale luogo di cultura, valorizzando una collezione d’arte che, grazie alla Donazione Arp e agli altri nuclei che la compongono, conserva testimonianze di straordinaria importanza per la storia delle avanguardie del Novecento. E a riprova del continuo interesse per il patrimonio artistico custodito a Locarno, il prestito di una serie di dipinti di Filippo Franzoni a breve sarà concesso al Kunstmuseum di Berna nell’ambito dell’esposizione «Reise in die Freiheit».

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