Villa Erica e Sant'Eugenio nel «mirino» della Città di Locarno

Placare la fame di spazi per le attività culturali e sociali che si sono consolidate negli anni sulle rive del Verbano e individuare una soluzione logistica per gli uffici amministrativi comunali che oggi non trovano posto negli stabili di proprietà della Città. Questo l’obiettivo che si è dato il Municipio con un’operazione immobiliare che dovrebbe potersi concretizzare nel corso del 2026: l’acquisto di Villa Erica e del Sant’Eugenio, nel centro storico cittadino. Di concerto con il Cantone, il Municipio guidato dal sindaco Nicola Pini ha avviato le discussioni con l’Istituto delle suore di Ingenbohl, proprietario dei due edifici, che è alla ricerca di un acquirente per l’intero comparto. Nell’ambito della trattativa in corso, l’Esecutivo, oltre al complesso di Sant’Eugenio che attualmente ospita il centro Oto-logopedico e il Centro professionale commerciale (vedi riquadro più in basso), ha espresso il suo interesse anche per il retrostante stabile dell’oratorio. Questo edificio era già stato oggetto in passato di alcune valutazioni per un possibile ripristino quale sala teatrale.
Prezzo indicativo di 3 milioni
Nel caso in cui dovesse andare in porto, come annota l’Esecutivo cittadino nel messaggio che accompagna i conti preventivi per il 2026, l’operazione immobiliare porterebbe il Comune a diventare proprietario dell’intera fascia a monte di via Cappuccini, da via al Tazzino fino a via al Sasso, includendo casa San Francesco e Palazzo Morettini, sede quest’ultimo della Biblioteca cantonale. Un comparto oltremodo strategico, visto e considerato che in un prossimo futuro accoglierà la nuova sede del Museo cantonale di storia naturale prevista nell’ex convento di Santa Caterina. «A livello di contenuti, non si esclude di mantenere le attività già presenti, riorganizzando e ristrutturando tutta una serie di locali attualmente non utilizzati», recita il messaggio nel quale Palazzo Marcacci evidenzia l’interessante potenziale di quest’operazione che per il momento si trova ancora in una fase preliminare. Per questo motivo l’importo valutato in 3 milioni di franchi per l’eventuale acquisto di Villa Erica, del Sant’Eugenio e dell’oratorio con il suo piazzale ha una valenza puramente indicativa. Riteniamo però di poter dire che se si dovesse giungere ad un possibile acquisto, sottolinea il Municipio cittadino, l’intenzione è quella di condurre in porto l’operazione ancora nel corso del 2026.
Da Largo Zorzi al PalaCinema
Il 2026, per quanto attiene agli investimenti programmati dalla Città nell’ambito del preventivo approvato la scorsa settimana dalla compagine municipale, sarà l’anno dell’inizio dei lavori di valorizzazione degli spazi pubblici del centro urbano sulla scorta del progetto «La nouvelle belle époque». Progetto che comprende l’intero comparto tra Largo Zorzi e piazzetta Remo Rossi, sulla quale si affaccia il PalaCinema. I lavori procederanno tuttavia a tappe sia per i costi previsti (20 milioni), sia per il fatto che la zona di intervento è assai delicata. Si inizierà dunque dai due estremi. In questo senso, il Municipio è intenzionato a presentare al più presto la richiesta del credito di costruzione per l’area di Largo Zorzi, giardini pubblici inclusi, e per quella della piazzetta Remo Rossi. L’obiettivo è di ottenere il via libera del Consiglio comunale nel corso del 2026 così da poter aprire i cantieri nel 2027. È in fase di elaborazione anche il messaggio per la valorizzazione degli spazi interni della Rotonda di piazza Castello. L’investimento complessivo per quest’opera, ritenuta prioritaria, è stimato in 2,8 milioni di franchi: nel 2026 è prevista una spesa di 1 milione. Queste cifre potranno comunque essere definite meglio quando sarà ultimata la progettazione degli interventi.
Formazione speciale e commerciale
I contenuti attuali — Nato nel 1886 su volontà di madre Maria Teresa Scherer, cofondatrice della Congregazione delle suore di Ingenbohl e del vescovo di Lugano Eugenio Lachat, l’Istituto San Carlo accoglieva bambini sordi, poveri o orfani. Dal 2002 la gestione laica dell’Istituto è passata all’omonima Associazione che nel 2016 ha deciso di chiudere il collegio e la parte di scuola privata dell’Istituto, concentrando le proprie energie sul Centro Oto-logopedico nel quale sono accolti bambini che presentano disturbi del linguaggio e uditivi con una propria scuola dell’infanzia ed elementare. Villa Erica, dal canto suo, ospita la sede locarnese del Centro professionale commerciale del Cantone.



