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Il commento

Estival Jazz non è più il centro dell'estate

Lugano, un tempo faro delle iniziative musicali «open air», ha perso la leadership cantonale a favore di Locarno ma anche di Bellinzona
Mauro Rossi
29.04.2026 06:00

Quella che doveva essere la presentazione della più importante e longeva manifestazione musicale dell’estate luganese, Estival Jazz, si è trasformata in una sorta di autogol per le autorità cittadine. «Vorremmo continuare a fare un festival come in passato - di grande qualità e gratuito - ma non abbiamo più i soldi; vorremmo mutarne l’indirizzo artistico e gestionale ma non ce la sentiamo di dare un taglio al passato e quindi anche quest’anno manterremo una formula ibrida e vorremmo anche cambiare denominazione, ma teniamo la vecchia perché non si sa mai» è quanto, in sintesi, è emerso dall’incontro regalando un’unica chiara indicazione: Lugano, un tempo faro delle iniziative musicali «open air», ha perso la leadership cantonale a favore di Locarno (che con Moon&Stars a luglio ma anche, il mese successivo, con La Rotonda del Festival è diventata il centro assoluto delle proposte musicali pop-rock) ma anche di Bellinzona che con il neonato Nevermind Music Fest - che si somma agli storici Beatles Days e al ritrovato Blues Festival - ha riguadagnato prestigio nelle gerarchie.

Il tutto non tanto per manifesta inferiorità finanziaria (quest’anno, ha dichiarato il responsabile della Divisione eventi della Città, il budget messo a disposizione per il solo Estival è di circa 300.000 franchi - non tantissimi, ma neppure bruscolini…) e neppure per incapacità di chi è delegato all’organizzazione degli eventi - tutta gente di esperienza con idee anche interessanti - ma per l’ingarbugliata situazione in cui si trovano a operare. Ovvero non da organizzatori plenipotenziari ma da funzionari che debbono fare riferimento per qualsiasi decisione a politici che con le politiche culturali e di intrattenimento - e lo diciamo senza voler offendere alcuno - hanno poca affinità. Il risultato è un Estival che pur non avendo più alcunché a vedere con il «vero» Estival Jazz, si continua ostinatamente a definire tale, provocando più scontento che approvazione; una rassegna che da gratuita diventa a pagamento, ma mantenendo una «finestra» di gratuità per non scontentare nessuno (con risultato opposto) e sulla quale, nonostante il dichiarato amore nei suoi confronti e per il suo illustre passato, non si intende puntare fino in fondo per non mettere in ombra le altre iniziative dell’estate luganese: minori ma che portano consensi. Tanta confusione, insomma.