Ajeti, Celar e un calcio al passato: il St. Jakob prepara i popcorn

Prepariamo i popcorn. Il St. Jakob-Park sarà infatti teatro di una sfida emozionante e pure carica di tensione. Il Lugano, padrone assoluto della Super League, continua a volare. Ammaccata come in occasione della trasferta a Sion, la formazione di Mattia Croci-Torti ha trovato un nuovo elemento in grado di metterle le ali: Albian Ajeti. Già, proprio l’ex renano, che solo pochi giorni dopo la firma con il club bianconero e a poche ore dal pesantissimo gol vittoria contro il Servette è deciso a sferrare un calcio al proprio passato. Il match di Basilea, però, avrà un sapore speciale anche per un altro numero 9: Zan Celar. La punta slovena ha scritto la storia a Cornaredo, indirizzando - a suon di reti - le prime tre stagioni della gestione Croci-Torti. Anche lui, dopo un giro immenso, passato dalla Championship inglese e dalla 2. Bundesliga, e segnato da infortuni, frustrazione e polveri bagnate, ha fatto ritorno in Super League. Anche lui, già autore di quattro reti in questo avvio di stagione, vorrà farsi ricordare domenica pomeriggio.
Chi corre veloce, chi balbetta
A intrecciarsi sono i destini dei due centravanti, come pure - suggerivamo - quello di due squadre che viaggiano a velocità diverse. Il Lugano, sin qui, non ha ancora posato il piede sul freno. Il Basilea di Stephan Lichtsteiner, per contro, avanza a singhiozzo, facendo i conti con pressioni interne ed esterne. Per Steffen e compagni, vincere ancora significherebbe colpire con forza le fragili ambizioni renane. I rossoblù, per contro, hanno la possibilità di far dubitare una compagine che sarà chiamata ad affrontare le insidie di un autunno di fuoco, complice la Conference League.
Oddio, da settimane le scelte del tecnico ticinese rispondono a un calendario sovraccarico di impegni, tra campionato, preliminari e Coppa. «E, non fatico a riconoscerlo, il Lugano attuale pecca di brillantezza. È però un Lugano finalizzato, di volta in volta e nella sua composizione, al successo. Perciò mi preme sottolineare come a decidere gli ultimi tre incontri, con Maccabi, Sion e Servette, siano stati tre giocatori inseriti in corso d’opera».
«Ora il secondo capitolo»
L’ultimo a premiare le ponderazioni del Crus è stato per l’appunto Albian Ajeti. «Ma più che parlargli, prima del match con il Basilea dovrò trattenerlo» scherza l’allenatore bianconero. «Battute a parte, Albi non ha nulla contro i renani. Dopo aver contribuito al titolo di due anni fa, sotto Celestini, il giocatore ha semplicemente smarrito minuti e fiducia con l’attuale tecnico. Non mi spiego altrimenti la fame enorme che lo accompagna ora e per la quale abbiamo deciso di puntare su di lui. Ma, ripeto, Ajeti è un basilese e ad attenderlo sarà una sfida ricca di emozioni, nulla più».
Possibile. Ma è indubbio che l’aria del St. Jakob sarà elettrica. E da buon ex, ne sa qualcosa pure Renato Steffen. «Albian ha scritto il primo capitolo della sua storia a Lugano. Va da sé, speriamo che possa scriverne subito un secondo nella “sua” Basilea. Per conquistare un’altra vittoria, ad ogni modo, servirà nuovamente una grande prestazione del collettivo. Stiamo lavorando molto bene in questo senso: i risultati ci premiano e i tifosi sono soddisfatti. I rumori di fondo e le speculazioni della scorsa estate hanno lasciato spazio a uno spogliatoio unito. E l’obiettivo, certo, è di confermarci all’altezza della situazione pure contro i renani». Il capitano bianconero spende quindi due parole sul debutto sensazionale di Ajeti. «Credo che due parole non bastino. Lo conosco bene, anche perché abbiamo vestito insieme la maglia del Basilea. Quando è emerso il suo nome, non a caso, la società mi ha chiesto un parere. Beh, la mia risposta è stata semplice: se servono gol, allora Albi è la persona giusta per il nostro attacco».
La premiata ditta
Ajeti e Steffen, nel dettaglio, hanno condiviso una decina di partite al St. Jakob, lungo la prima parte della stagione 2017-18. Una stagione che ha visto l’ex attaccante di West Ham e Celtic firmare la bellezza di 14 gol in 25 partite di campionato con la maglia renana. Il tutto approfittando anche delle giocate all’ala di «Renatone». «L’avvento di Ajeti ci permette di puntare anche su dinamiche interessanti, quelle di giocatori che si conoscono fra loro» osserva in merito Croci-Torti. A completare la riflessione ci pensa invece Steffen. «Albian è reduce da un’esperienza complicata a Basilea, dove non era più una prima scelta. Ho subito avuto l’impressione di un calciatore che aveva smarrito in parte la gioia per il pallone. Ecco perché ci siamo subito adoperati per sostenerlo e per permettergli di integrarsi quanto prima nella realtà bianconera. Il resto lo ha fatto Albi stesso, affrontando il primo allenamento e l’esordio con la mentalità giusta. E il calcio, alla fine, ricompensa chi lo merita. Sono felicissimo per il suo gol e, di riflesso, per i 3 punti pesanti ottenuti contro il Servette». Per il resto preparate i popcorn.




