Se il Crus va in all in e se noi pensiamo ad Asp Jensen

«Dobbiamo per forza arrivare davanti a tutti». A Mattia Croci-Torti, la conferenza stampa post Lugano-Basilea interessava per un solo motivo. E, no, non parliamo del doveroso omaggio da destinare a Cornaredo e a Mattia Bottani. L’allenatore del Lugano, a differenza di altri epiloghi stagionali, ha messo da parte la stanchezza e l’orgoglio per il record di punti in Super League, cercando espressamente di scuotere i piani alti del club in vista del campionato 2026-27, il primo alla AIL Arena. Qualora non fossero chiari, ecco di nuovo - nella loro interezza - i pungoli assestati dal Crus. «Quest’anno abbiamo fatto troppi complimenti al Thun. Adesso è il momento di fare qualcosa d’importante qui. Dobbiamo per forza arrivare davanti a tutti. Dobbiamo cercare di farlo. I nostri obiettivi sono chiari e guai a sbagliare». Bene. Benissimo. Non vediamo l’ora, già stamane, di verificare l’aderenza di toni e posizioni del CEO Martin Blaser e del responsabile dell’area sportiva Sebastian Pelzer.
Il torneo appena tramontato, evidentemente, non è stato digerito dallo staff tecnico. D’accordo la clamorosa cavalcata degli inaspettati campioni svizzeri, d’accordo il petto gonfio per aver raddrizzato una situazione che - a fine agosto - volgeva al dramma sportivo. D’accordo una classifica mai così ardita sul piano contabile. Ma il terzo posto finale, sommato alle meste e imbarazzanti uscite di scena nelle coppe, infastidisce - eccome - chi aveva annunciato urbi et orbi un mantra differente. Ricordate? «Ho un pensiero continuo. Un assillo che mi nutre. Il Lugano che approfitta delle stagioni sbagliate di YB e Basilea e fa come lo Zurigo, campione nel 2022». Beh, gialloneri e renani, di nuovo, hanno toppato di brutto. Ma a mettere le mani su titolo e champagne sono stati altri.
Brucia, altroché se brucia. Di qui l’asticella alzata di colpo da Croci-Torti, che della diplomazia dirigenziale ne ha piene le tasche. Tradotto: il tecnico ticinese tenta l’all in. E osservando il linguaggio del corpo del 44.enne ticinese, ieri e più in generale nel corso dell’annata, se ne comprende anche la ragione. Dopo cinque stagioni in prima linea, dapprima inebriando, poi confermandosi, infine tentennando, prima di rinascere inseguendo una chimera, il Crus appare schiavo della realtà bianconera. E la nuova AIL Arena, per certi versi, contribuisce ad alimentare questa spirale. Siamo tutti in attesa, ma - appunto - c’è chi, oramai da tempo, non è più disposto ad aspettare. La via dello strappo, prima di aver mantenuto l’ambiziosa promessa e in un ambiente comunque congeniale al personaggio, richiederebbe tuttavia un travaglio peggiore. Insostenibile, anche. Ecco perché, forse al limite, non resta che giocarsi tutte le carte. Mezzi finanziari e infrastruttura, a questo punto, vanno a braccetto e chiamano a sé visioni e aspirazioni che vanno oltre i campionati di buona fattura.
La necessità di mettere pesantemente mano alla rosa, in questo senso, affascina e al contempo turba. Vincere due, tre, quattro scommesse in una sola finestra di mercato, quando sin qui si è fatto centro poco alla volta, sarà tutto fuorché evidente. «Ma sono convinto che i giocatori che abbiamo scelto, non solo ci aiuteranno a vincere, ma faranno divertire la gente» rilancia ancora Mattia Croci-Torti, dando per acquisite mosse che l’estate mondiale articolerà a proprio piacimento. Un nome, soppesando il discorso dell’allenatore del Lugano e a fronte dell’aridità offensiva palesata in questi mesi, lo abbiamo comunque bene in mente: Jonathan Asp Jensen. Funambolo spregiudicato, lì sulla tre-quarti, il danese si è intristito al GC e merita di sbocciare su un terreno più fertile, come alla AIL Arena. Certo, occorre investire soldi importanti (quelli incassati per Zanotti?) per strapparlo al Bayern, che ne detiene il cartellino. Ma un club «che deve per forza arrivare davanti a tutti», per dirla con il Crus, di remore non dovrebbe averne. Chissà, forse Sebastian Pelzer ci ha già pensato. La maglia numero 10, da qualche ora, cerca un nuovo proprietario.





