La storia

Olga, rifugiata e pendolare: «In Ticino non ho trovato lavoro»

La 37.enne ucraina vive a Lugano, ma si sposta a Zurigo per un tirocinio in uno studio d’architettura: «Tra cassa malati, treno e affitto si fa fatica ad arrivare alla fine del mese»
Davide Illarietti
06.11.2022 11:00
Per un mese Olga ha preso il treno delle 6.00 alla stazione di Lugano, binario 3. Usciva di casa alle 5.30 a Viganello e tornava alle 22.30. Cinque ore di viaggio ogni giorno, per andare a lavorare a Zurigo. Sempre meglio che rimanere in Ticino senza far nulla, dice, o peggio ancora in Ucraina nel mezzo del conflitto. «Quando hai visto la guerra il tuo livello di sopportazione cambia. Cambia il tuo modo di vedere il mondo».

Architetto, 37 anni, Olga Kovalchuk è scappata il 26 febbraio scorso da Kiev e ha attraversato sei Paesi prima di raggiungere sua sorella in Ticino. Cinque giorni in auto, lasciandosi alle spalle una vita distrutta. Qualsiasi viaggio è piacevole al confronto. Ma anche fare la pendolare Lugano-Zurigo ha messo i suoi nervi decisamente alla prova. «Dopo un po’...