Calcio

Da Embolo a Subiat, se l'America passa (forse) da un aiutino delle autorità

A causa del permesso ESTA negato, l’attaccante ha richiesto e ottenuto un visto ordinario per raggiungere i compagni a San Diego: l’ambasciata USA a Berna ha trattato la domanda in via prioritaria - L’ex bomber del Lugano riuscì a prendere parte al Mondiale 1994 approfittando della naturalizzazione facilitata
©KEYSTONE/GIAN EHRENZELLER
Massimo Solari
04.06.2026 21:44

Breel Embolo, dunque, potrà volare ai Mondiali. Vero, l’iniziale ottimismo dell’ASF ha dovuto fare i conti con la rigidità dei controlli dell’immigrazione statunitense. Alla fine, però, è arrivata la tanto attesa luce verde. Il giocatore partirà domani, con arrivo previsto nella serata californiana. Dopo essersi visto bocciare in extremis il permesso ESTA, l’attaccante rossocrociato ha dovuto ricorrere al piano B: richiedere un visto ordinario al fine di raggiungere i compagni di Nazionale a San Diego. E all’ambasciata americana a Berna i complementi d’informazione forniti circa la condanna per minacce ripetute inflitta al giocatore sono infine stati ritenuti sufficienti. Embolo, lo ricordiamo, era stato processato per una vicenda risalente al 2018, con il verdetto di colpevolezza pronunciato in seconda istanza che è cresciuto in giudicato in aprile. La fattispecie, con ogni probabilità, non era stata circostanziata nel quadro dell’autorizzazione ESTA richiesta e ottenuta un anno fa, a ridosso del ritiro elvetico negli States. Ma se Embolo, all’epoca, non aveva trovato ostacoli, le cose in fase di decollo verso la Coppa del Mondo 2026 sono andate diversamente.

In tempo per l'Australia?

L’ambasciata, dicevamo, ha informato il diretto interessato di aver bisogno dei documenti giudiziari relativi alla condanna in via definitiva. Alle autorità americane, in particolare, occorreva sapere se Embolo fosse passato alle vie di fatto. La risposta, ha tenuto subito a precisare l’ASF, «è no». Di qui le rassicurazioni espresse dal responsabile della comunicazione della Federcalcio svizzera Adrian Arnold circa l’evoluzione del dossier, che - altro punto cruciale - è stato trattato in via prioritaria dall’ambasciata USA. Insomma, per quanto rimanga incerta la partecipazione al test di domani contro l’Australia, il centravanti di Murat Yakin ha potuto beneficiare di un’eccezione prevista dal sistema di rilascio dei visti. Un aiutino, toh, per il quale - immaginiamo - ha fatto la sua parte anche il Dipartimento federale degli affari esteri.

E a proposito di Consiglio federale e di «aiutini». Da un Mondiale americano al suo precedente, nel 1994 a fare tesoro della benevolenza dell’autorità fu un altro attaccante della Nazionale: Nestor Subiat. In questo caso, l’ex bomber del Lugano, nato in Argentina, ottenne la cittadinanza svizzera giusto in tempo per prendere parte al torneo. E ciò grazie al trattamento accelerato concesso alla sua domanda di naturalizzazione. Nel dettaglio, Subiat si vide accordare il passaporto rossocrociato per merito della moglie, cresciuta in Alsazia e però figlia di un originario di Spiez. A sponsorizzare l’iter, naturalmente, era stato il ct Roy Hodgson, deciso a portare Nestor negli Stati Uniti. «E da quel momento è possibile che a Spiez abbiano un po’ accelerato la procedura» ammise da parte sua Subiat in un’intervista concessa a Le Temps.

«Interesse pubblico»

Oddio, non tutto andò liscio. La questione, complice la deroga speciale concessa al giocatore per disputare una prima amichevole con la Svizzera B in Svezia, animò il dibattito parlamentare nell’autunno del 1993. E il consigliere nazionale di Basilea Campagna Rudolf Keller - membro dei Democratici svizzeri, partito di destra - interrogò persino il Consiglio federale. Il 4 ottobre, fu quindi il consigliere federale democentrista Adolf Ogi a fare chiarezza, riconoscendo l’esistenza di una corsia preferenziale: «In casi eccezionali, soprattutto se vi è un notevole interesse pubblico, può accadere che le domande di naturalizzazione vengano esaminate più rapidamente. Anche in questi casi il presupposto è il soddisfacimento dei requisiti di naturalizzazione previsti dalla legge. Un tale interesse pubblico può anche essere ipotizzato nel caso di una domanda presentata da un atleta di alto livello che ha una ragionevole prospettiva di essere inserito nella squadra nazionale svizzera subito dopo la naturalizzazione. È il caso di Nestor Subiat, sposato con una donna svizzera, che ha ottenuto la naturalizzazione facilitata». Curiosità: nella stessa risposta, Adolf Ogi tenne altresì a precisare come - al contrario - non si fosse proceduto a un trattamento accelerato del dossier presentato da un altro giocatore nel giro della Nazionale di Roy Hodgson. Chi? Murat Yakin, attuale commissario tecnico della Svizzera che, tuttavia, venne escluso all’ultimo dopo essere stato pizzicato al bar con alcuni compagni oltre l’orario consentito.

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