«I rigori concessi da Dudic? Entrambi sbagliati»

Poco meno di 900.000 franchi all’anno. A tanto ammontano i costi operativi del VAR in Svizzera. Ebbene, a consuntivo del match di domenica tra Lugano e San Gallo, vien da chiedersi se il santo valga la candela. Certo, parliamo dei rigori decretati dall’arbitro Alessandro Dudic, uno per parte, dopo essere stato richiamato al monitor. Alla centrale di Volketswil, per la precisione, era attivo in prima linea Lukas Fähndrich. E, no, entrambe le decisioni finali, non si sono rivelate felici. Anzi.
A confermarlo al Corriere del Ticino e a Teleticino, dopo aver analizzato a freddo quanto accaduto a Cornaredo, è il Dipartimento arbitrale dell’ASF. Si parte dal tocco di mano di Delcroix, al 72’, in seguito a una conclusione ravvicinata di Besio. «Il tiro del giocatore del San Gallo - viene premesso - è deviato da un difensore del Lugano (Mai, ndr.). La traiettoria, dunque, si sviluppa in modo inaspettato. Il giocatore del Lugano si attendeva una conclusione diretta e ha cercato di bloccarla con il piede destro; la posizione del suo braccio, inoltre, era naturale. Per questa ragione avremmo preferito che il VAR non intervenisse e che l’arbitro si attenesse alla decisione iniziale presa sul campo». Passiamo ai tempi di recupero, con Steffen atterrato in area, mentre poco prima - al limite - va in scena una reciproca trattenuta tra Papadopoulos e Daschner. Anche qui, il team arbitrale dell’ASF non è soddisfatto: «L’intervento su Steffen è evidente, perché ne influenza chiaramente l’azione. Tuttavia, la trattenuta iniziale commessa dal giocatore del Lugano (Papadopulos, ndr.) fuori dall’area di rigore avrebbe dovuto essere sanzionata con un fallo e dare luogo a un calcio di punizione a favore del San Gallo». Tradotto: è stato giusto ravvisare al VAR l’irregolarità ai danni di Steffen, ma non concedere il rigore. «Sarebbe stato corretto fischiare un calcio di punizione a favore del San Gallo». Doppio errore, insomma.
Non è per altro il primo Lugano-Gallo diretto da Dudic a finire nell’occhio del ciclone. Il recupero andato in scena il 26 novembre scorso, con vittoria dei biancoverdi, aveva offerto al pubblico un altro episodio controverso. Al difensore del San Gallo Okoroji, autore di un’entrata violenta e pericolosa ai danni di Doumbia, era stato inflitto solo un cartellino giallo, senza che il VAR avesse ritenuto necessario mostrare le immagini a Dudic. 24 ore più tardi, tuttavia, l’ASF aveva dovuto fare ammenda. Per l’ennesima volta. «Nella situazione in questione, il giocatore del San Gallo colpisce l’avversario con la gamba tesa e i tacchetti all’altezza dell’addome. Consideriamo questa azione pericolosa per l’incolumità fisica, motivo per cui un intervento del VAR e la conseguente espulsione sarebbero stati indispensabili». Anche in quell’occasione, oltretutto, il tecnico bianconero Mattia Croci-Torti si era lamentato della condotta di Dudic: «Non ho mai visto così tanti cartellini gialli dati a caso da parte di un arbitro. La gestione del direttore di gara è stata deficitaria». È successo di nuovo.



