Calcio

Il Lugano e il giorno della marmotta

La squadra di Croci-Torti, stasera, è di nuovo di scena a San Gallo per recuperare il match rinviato sabato – Il weekend, intanto, ha segnato i destini dei dodici club di Super League nel quadro della prima fase del torneo – I bianconeri, per il quinto anno di fila, lottano per l’Europa – Attorno a essi, tolto il Grasshopper, regna l’indecifrabilità
Il gol di Carlo Boukhalfa che aveva deciso l'ultimo incrocio tra le due squadre al kybunpark, a metà settembre. ©KEYSTONE/GIAN EHRENZELLER
Massimo Solari
17.03.2026 06:00

Al termine della stagione 2025-26, Lugano e San Gallo si saranno incontrati addirittura sei volte. In quattro occasioni per 90 minuti più recupero, in altre due venendo rispediti anzitempo negli spogliatoi, complici le avversità meteorologiche. Per quest’ultima ragione, tra poche ore la squadra di Mattia Croci-Torti sarà nuovamente di scena al kybunpark, dove a imporsi - sabato - era stata la neve. Lo scorso novembre e nel luglio del 2017 aveva invece vinto la pioggia. E se non è una maledizione, poco ci manca.

Il giorno della marmotta in cui sono rimasti intrappolati bianconeri e biancoverdi, ad ogni modo, non ha impedito alla classifica di Super League di compiere passi avanti. Anche decisivi. Il weekend alle spalle, in effetti, ha praticamente segnato i destini dei dodici club nel quadro della prima fase del campionato.

Thun, simbolo del disordine

Quando alla scissione della graduatoria mancano tre turni, solo un terremoto potrebbe sovvertire gli equilibri tra il vagone di testa e quello di coda. Conquistando 3 punti alla Tuilière, lo Young Boys ha scavato un solco di fatto incolmabile per il Losanna, oggi a -9 e - sia verso i gialloneri, sia nei confronti del Sion - sfavorito dalla differenza reti. Discorso simile per quanto concerne il Lucerna, sorpreso in casa dal Winterthur e a cui a questo punto servirebbe un miracolo per riuscire a chiudere nella top 6.

A fronte di un titolo oramai saldo, saldissimo, fra le mani del Thun, e in attesa di conoscere i verdetti in chiave Europa e salvezza, la prima cristallizzazione delle gerarchie favorisce alcune riflessioni circa la stabilità del torneo. O, meglio, la sua totale instabilità nel periodo post pandemico e dall’introduzione del cosiddetto modello scozzese. Sì, perché proprio la clamorosa cavalcata della capolistaneopromossa incarna alla perfezione l’indecifrabilità della Super League.

Rinascita Sion, altro flop YB

Prendiamo per l’appunto le prime sei della classe. Detto dell’inaspettato leader, il San Gallo è tornato ai vertici dopo il deludente ottavo posto della stagione 2024-25. L’anno prima, invece, i biancoverdi avevano preso parte al girone per il titolo, chiudendo quinti. Campione svizzero in carica, il Basilea non si ripeterà: in palio rimangono i piazzamenti europei, mancati totalmente nell’annata 2023-24 con un insoddisfacente ottavo rango. Il Sion, quella stagione, non la giocò nemmeno in Super League, mentre nell’ultimo campionato - al tramonto del Relegation Group - i vallesani non erano andati oltre la nona posizione. Oggi, al Tourbillon, la musica è cambiata. E gli inni delle competizioni UEFA non sono un miraggio.

Come suggerito per il Basilea, ogni torneo vissuto ai margini della lotta ai vertici dall’YB è da considerare un «flop». E, a questo giro, dopo il titolo del 2023-24, le cose vanno decisamente peggio rispetto al 3. posto di un anno fa, quando i renani si erano infine spinti a +12.

Il Winterthur vuole ripetersi

Scivolando verso il basso e superando la «riga», troviamo il Lucerna, per cui - come accennato - si prospetta un rush finale anonimo, in qualità di migliore delle peggiori. Era accaduto pure due stagioni or sono, mentre la scorsa stagione gli uomini di Frick avevano conteso sino all’ultimo - a Losanna e Lugano - un preliminare continentale. I vodesi provano i medesimi sentimenti. Il tonfo più rumoroso, in ogni caso, interessa il Servette, rispettivamente seconda e terza forza della Super League nel 2024-25 e 2025-26. Con 33 punti, i granata non possono ancora dirsi al sicuro nella lotta per non retrocedere. E lo stesso vale per lo Zurigo, protagonista di un 2026 da mani nei capelli e, per la seconda stagione consecutiva, incapace di frequentare i piani alti. La sensazionale conquista del campionato nel 2023, o anche solo il 4. posto della primavera successiva, sono un lontano ricordo.

Chi aveva plasmato un exploit, sempre due anni fa, qualificandosi al girone per il titolo, era stato il Winterthur. Come allora, alla Schützenwiese siede in panchina Patrick Rahmen. Peccato che lo scenario attuale assomigli alla disperata situazione dell’ultimo campionato. Gli zurighesi, ultimi con 19 punti, credono però in un’altra, incredibile rimonta. A maggior ragione grazie al successo ottenuto a Lucerna, sinonimo di -5 dal Grasshopper, al momento principale candidato al barrage. Dodici mesi fa, a questa altezza del campionato, i punti da recuperare alle cavallette erano 4, e addirittura 9 all’Yverdon. Beh, la banda guidata da Uli Forte riuscì nella doppia impresa, evitando lo spareggio con l’Aarau.

Discontinui e però sempre lì

l GC esonera il tecnico

Il caso del Winterthur, perlomeno, ripropone un copione conosciuto. Di sicuro dal citato GC, per il terzo anno filato candidato numero uno all’insidioso duello con la seconda forza della Challenge. Ieri, per cercare la scossa, il club zurighese si è separato dal tecnico austriaco Gerald Scheiblehner. Un po’ come accaduto con Schällibaum al posto di Berner, nell’aprile 2024. Ma la mediocrità delle cavallette, oramai, costituisce la rara costante di una lega ultimamente orfana di punti di riferimento. O forse no. Il Lugano rappresenta il fattore immutabile - in chiave positiva - delle ultime tre stagioni di Super League. Facciamo anche cinque, allargando l’analisi all’era Croci-Torti.

Già, dal 2021-22 Bottani e compagni hanno sempre lottato per regalarsi un riflettore sul palcoscenico internazionale. E da San Gallo, questa sera, passa l’ennesima rincorsa all’Europa. Il paradosso? L’assenza di continuità e coerenza, nei risultati e nelle prestazioni recenti, si sta rilevando sufficiente per alimentare il giorno della marmotta bianconera.

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