Calcio

Mario Branda: «Scuse a Bentancur? Si assuma le sue responsabilità»

Il sindaco di Bellinzona replica all'attacco dell'ex patron granata, che domani potrebbe fare la sua mossa per scongiurare il fallimento del club - Sulla società pendono quattro comminatorie di fallimento: lunedì è prevista un’udienza in Pretura
Il sindaco di Bellinzona Mario Branda. ©CdT/Gabriele Putzu
Massimo Solari
04.06.2026 16:37

La situazione in casa ACB è disperata, o quasi. Il fallimento è dietro l’angolo. I debiti, che ammontano a 1,6 milioni di franchi, sono sempre lì, da pagare. Le casse granata, però, sono vuote. Juan Carlos Trujillo, lui, è già lontano e chi - sino a un paio di settimane fa - lo aveva affiancato nell’amministrazione del club sta facendo lo stesso, mettendo a repentaglio pure il settore giovanile. Sulla società, come anticipato dal CdT a metà maggio, pendono alcune comminatorie di fallimento per un totale di 100.000 franchi circa. Per questa ragione lunedì è già agendata un’udienza in Pretura, nel quadro della quale si capirà se esistono ancora dei margini di manovra per salvare il Bellinzona. Lo sguardo, va da sé, continua a essere rivolto a Pablo Bentancur. A maggior ragione considerato il parziale defilamento della cordata locale che, nelle scorse settimane, si era detta disposta a rilanciare il sodalizio. Domani, ad ogni modo, le trattative potrebbero riprendere quota, offrendo timidi spiragli e la prospettiva di una stagione - la prossima - in Promotion League.

Ribadiamo: molto, se non tutto, passa dalle mosse di Bentancur. Quest’ultimo, ieri, si è sfogato in un comunicato, ripercorrendo gli ultimi anni al Comunale. Allegati alla mano, don Pablo ha in particolar modo puntato il dito contro il Municipio e il suo sindaco Mario Branda. «Ho subìto dileggi, offese e insulti di ogni tipo: anche a sfondo razzista. Per questi episodi, numerosissimi e plateali, mai e in nessuna occasione è stata levata la minima riprovazione pubblica. Ho subìto anche aggressioni e violenze fisiche: pure in questo caso, ormai di dominio pubblico, senza che le istituzioni e i suoi rappresentanti abbiano perlomeno stigmatizzato l’accaduto». E ancora: «Mario Branda ha evocato (alla RSI, ndr.) “problemi di comunicazione” come anche “screzi e incomprensioni con me»”, con ciò volendo evidentemente rappresentare ai media, ai tifosi e alla cittadinanza una situazione conflittuale alimentata da entrambe le parti. Quella del sindaco di Bellinzona è una mistificazione e la verità è un’altra».

Da noi contattato per una replica, Mario Branda non si scompone. «Sinceramente, non ho voglia di scendere in polemica. Il signor Bentancur sa come stanno le cose. Ognuno si assuma le proprie responsabilità. Ho sempre sostenuto come un ACB in Challenge League richiedesse determinate risorse e competenze, che Pablo ha effettivamente portato. La nuova gestione targata Trujillo, per contro, non è stata in grado di fare altrettanto. Perciò, e lo ripeto, oggi è responsabilità dell’uno e dell’altro definire quale sarà il destino del club». Bentancur, osserviamo, sembra vincolare un suo intervento in zona Cesarini alle scuse dell’autorità cittadina. Branda, di nuovo, non si scompone: «Detto che una presa di posizione non sarebbe del sottoscritto, ma spetterebbe al Municipio, non intravedo le condizioni per muoverci in questo senso. La visione e la lettura della situazione, evidentemente, è diversa da quella di Bentancur. Fermo restando che siamo disposti a parlare con tutte le persone di buona volontà, Pablo compreso, e a sostenere quei progetti che consentano all’ACB di militare almeno in Promotion League».

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