Steffen e i fatti di Benidorm: «Dobbiamo stare vicini a Koutsias»

Sul pullman che nel pomeriggio ha lasciato Cornaredo, direzione Lucerna, spiccavano tre poltroncine vuote. Tre in più rispetto al mese di dicembre. Hannes Delcroix ha occupato quella lasciata vacante da Ayman El Wafi, mentre nessuno si è accomodato al posto di Alexandre Duville-Parsemain. Okay. A sorprendere, anche se solo sino a un certo punto, era dunque l’assenza di Ousmane Doumbia e Georgios Koutsias. Già, perché l’avventura del centrocampista con la maglia del Lugano è tramontata con sei mesi d’anticipo rispetto ai termini concordati. Il 33.enne ivoriano, oramai finito ai margini, ha chiesto e ottenuto la rescissione del contratto. «Non mi attendo però nuovi rinforzi dal mercato» chiarisce subito l’allenatore Mattia Croci-Torti: «Con una sola partita a settimana da gestire non ha senso disporre di più di 20 elementi in rosa. Per interpretare al meglio la seconda parte del campionato serve tanta positività, non gente scontenta. Non dimentichiamoci poi di Kendouci, che di fatto costituisce un acquisto. Quanto visto in ritiro, e in occasione delle due amichevoli di primo piano disputate, mi fa ben sperare. Ahmed sta tornando su buoni livelli».
Troppi pensieri per Georgios
Decisamente diverse, invece, sono le motivazioni che hanno spinto Koutsias a non intraprendere la prima trasferta ufficiale del 2026. «Ho parlato con Georgios e ho capito che necessitava di qualche giorno per staccare, per liberare la testa dai tanti pensieri del momento» spiega sempre il Crus, alludendo a quanto accaduto una settimana fa a Benidorm. L’aggressione di Kevin Behrens, evidentemente, ha scosso - e non poco - l’attaccante greco. «In questi giorni si è allenato a parte e ritornerà in gruppo da lunedì» assicura il tecnico. Vedremo. In campo, domani sera alla Swissporarena, ci sarà per contro l’autore del brutto gesto che ha macchiato l’appendice del ritiro spagnolo e che la società ha tramutato in una sanzione esemplare, ma non in una sospensione. «Dopo le sue scuse, Behrens si è allenato in modo serio e molto professionale e sarà quindi della partita» conferma Croci-Torti, che a inizio settimana aveva temporeggiato sull’utilizzo o meno del centravanti tedesco.
Le scorie della vicenda, insomma, non sono state eliminate del tutto all’interno dello spogliatoio. Uno dei suoi leader, se non il principale, invita però l’ambiente a guardare avanti. «La questione non mi ha lasciato indifferente» afferma Renato Steffen. «Anche per questa ragione ho voluto parlarne in privato con Behrens. Quello che ha fatto non va bene e non deve in nessun modo essere minimizzato. Accade tuttavia di sbagliare. E ve lo dice uno che di errori, lungo la propria carriera, ne ha commessi diversi. L’importante, in queste situazioni, è come si reagisce. Perciò continuo ad avere fiducia in Kevin: ha riconosciuto il proprio sbaglio e posso solo lodare il modo in cui si è allenato in settimana. Al contempo, io, così come altri giocatori d’esperienza - penso a Bottani e Alioski - siamo vicini a Koutsias, per cui non è stato facile metabolizzare l’accaduto. Lo aiuteremo a ritrovare la strada giusta, perché abbiamo bisogno di tutti e solo come gruppo riusciremo a uscirne insieme».
L’apporto del (nuovo) Steffen
Pur non avendo mai smesso di affiancarlo, lo stesso Steffen ha impiegato alcune settimane per ritrovare la giusta sintonia con il collettivo. Il serio infortunio al costato e i tormenti legati alla Nazionale hanno segnato il 2025 di «Renatone». Sino alla liberazione del 21 dicembre, quando - con la fascia al braccio - il numero 11 ha firmato una delle tre reti che hanno abbattuto lo Young Boys. «Per fare la differenza, è cruciale che Steffen si senta al 100% fisicamente» osserva in merito il Crus. Ed è altresì lecito chiedersi se a determinare l’altezza dell’asticella bianconera - a fine stagione - saranno proprio le prestazioni dell’ex rossocrociato. «È normale riporre grandi aspettative in Renato, in particolare in termini di gol e assist» prosegue l’allenatore: «Ma Steffen è il primo a essere consapevole del ruolo e delle responsabilità che gli sono state assegnate. Le partite si vincono con i giocatori decisivi e questa caratteristica - ce ne siamo accorti a più riprese - è senza dubbio nelle sue corde».
Seduto al fianco del Crus, l’ex Wolfsburg annuisce: «Se al top e nelle condizioni di poter giocare ad alta intensità, so di poter trascinare la squadra. È l’obiettivo che mi sono posto per il girone, sia in termini statistici, sia sul piano della leadership. E, questo, è un lavoro che inizia dall’allenamento».
«Partiamo subito forte»
Il discorso di Steffen, se vogliamo, vale per altri bianconeri. Pedine che, come già fatto con Kendouci, Croci-Torti definisce «nuovi innesti». Parliamo di Bottani, Alioski e von Ballmoos, tutti costretti ai box nella seconda parte dell’andata. «Ma non mi aspetto subito la loro versione migliore» puntualizza l’allenatore. Insomma, a Lucerna saranno altri i titolari. A partire dall’ultimo arrivato Delcroix, chiamato ad affiancare Papadopoulos in considerazione dell’assenza per infortunio di Mai. «Giocherà chi è più in forma e sul pezzo» evidenzia il Crus. «Le prime partite sono fondamentali e vogliamo riprendere subito forte, senza esperimenti. Il Lucerna vorrà ripartire dal successo ottenuto prima di Natale, dopo un lungo periodo di difficoltà. Ci attende una sfida ostica, contro un avversario temibile, ma andiamo a Lucerna convinti di poter ottenere i 3 punti». E anche con tre poltroncine libere in più sul pullman.



