Calcio

Trattative, interferenze e paura: per l'ACB è corsa contro il tempo

Il destino della società granata si decide entro venerdì: nel weekend sono proseguite le negoziazioni tra il patron colombiano Juan Carlos Trujillo e la cordata ticinese al lavoro - insieme a Pablo Bentancur - per scongiurare il fallimento - Ma tra conti in sospeso e sirene alternative, la situazione resta delicata
©CdT/Gabriele Putzu
Massimo Solari
26.05.2026 19:45

Per tutto il weekend, e oltre, Bellinzona ha vibrato grazie alla Corsa Rosa. Emozioni autentiche. Gioia e fatica. Alla luce del sole. Tutto molto bello e nobile. Lontano dai riflettori, lungo l’intero weekend, e oltre, a Bellinzona si è però anche continuato a negoziare. Incontri, telefonate, proposte e controproposte. Già. All’ombra dei castelli c’è un’altra corsa contro il tempo che tiene la piazza in apprensione. Quella per salvare l’ACB.

Le trattative, dicevamo, proseguono da giorni. Da un lato il patron Juan Carlos Trujillo, deciso a lasciare al più presto la capitale, dopo l’annus horribilis costato la retrocessione dei granata in Promotion League. Dall’altro la cordata ticinese, unica, credibile ancora di salvezza per scongiurare il fallimento della società. In mezzo, in effetti, rimangono i debiti accumulati dalla proprietà colombiana, pari a 1,5 milioni di franchi, e soprattutto alcuni grovigli finanziari che stanno complicando tremendamente la situazione. E allora si è sempre lì. A quell’85-15, tra chance di sopravvivenza e rischio di un altro tracollo. Il tempo, appunto, stringe. Anche perché chi sin qui ha amministrato e gestito i conti del club – e non si tratta di Trujillo – non è più disposto ad attendere e a tirare la corda. O si chiude, o venerdì i libri contabili saranno verosimilmente depositati in Pretura, constatando l’insolvenza dell’azienda granata.

Una distrazione di troppo?

Le posizioni sono chiare. O, meglio, sono precise le condizioni poste dal gruppo locale, trascinato – oramai non più dietro le quinte – dal direttore generale del Sion ed ex uomo ACB Marco Degennaro. Coprire il citato milione e mezzo di franchi, sostanzialmente declinato in stipendi, oneri sociali e spese correnti a chiusura della stagione 2025-26, non è un problema. E avverrà. I restanti scoperti, al contrario, vanno regolati da Trujillo e da chi, con l’imprenditore sudamericano, ha fatto affari. Parliamo dei diritti di formazione targati FIFA, con 700.000 franchi dovuti al Llaneros e 200.000 ad altri sei realtà sudamericane. Sciogliere il primo nodo, ed è pure una questione di buonsenso, essendo Trujillo a capo del club colombiano, non dovrebbe essere un problema. Meno evidente il secondo caso.

Ci sono poi i sospesi, e non sono noccioline, tra Trujillo e Pablo Bentancur. Più di un milione di franchi, in buona parte riconducibili alla tranche di azioni non pagate al vecchio numero uno dell’ACB. Alle negoziazioni del weekend, Bentancur ha partecipato attivamente, anche se a distanza. Tradotto: don Pablo è disposto a fare la sua parte per facilitare un eventuale passaggio di consegne, evitando così il peggio alla società sopracenerina. Non solo. Dopo aver incassato gli elogi di Degennaro, che alla Domenica sportiva, sulla RSI, ha riconosciuto l’importanza di potersi appoggiare al suo fiuto e alle sue competenze, Bentancur sarebbe pronto a supportare il Bellinzona in Promotion League. E quindi? Perché non si arriva al dunque? Beh, evidentemente a Trujillo – ferito nelle smisurate ambizioni - perdere tutto ciò che ha investito, favorendo una transizione morbida, non va così a genio. A maggior ragione a fronte di spiragli minuscoli – di cui hanno riferito negli scorsi giorni il portale contropiede.ch e TeleTicino - grazie ai quali immaginare orizzonti diversi. Sì, poiché l’entrata in scena di Nicola Bignotti, in qualità di tramite per favorire l’avvento di un investitore italiano, residente tra Dubai e Milano, potrebbe aver distratto Trujillo. Ma ora starebbe innervosendo pure la cordata ticinese e alcuni suoi membri.

Diplomazia e contrattacchi

Insomma, non c’è quasi più tempo, ma si tentenna, rischiando di dare vita a un pericoloso braccio di ferro. E così, il passo dalla diplomazia a nuovi contenziosi sul piano legale potrebbe essere breve. Molto breve. Non dimentichiamo che Juan Carlos Trujillo, insieme alla moglie Carolina Holguin Tafur, è pure alla testa dell’Eldense, fresco di promozione nella lega cadetta spagnola e subordinato alla UEFA. Ebbene, qualora il Bellinzona non venisse salvato dal baratro, non è da escludere una controffensiva – nelle sedi preposte – per mettere in dubbio l’integrità del patron colombiano. D’altronde, per quanto dalle parti del Comunale e per le vie della capitale non si voglia rinunciare all’ottimismo, lo spettro del fallimento è lì, terribile e triste, in fondo a una settimana nata sotto il segno del Giro d’Italia e dell’euforia. M.S.

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