Medio Oriente

Il Bürgenstock nuovamente al centro: venerdì la firma dell'accordo tra USA e Iran

Due anni fa nella stessa località si era tenuta la Conferenza sulla pace in Ucraina: la sede è stata scelta dai «mediatori pakistani e qatarioti, nonché dagli Stati Uniti e dall'Iran»
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Red. Online
16.06.2026 15:42

La dichiarazione d'intenti tra gli Stati Uniti e l'Iran per la fine della guerra verrà firmata venerdì sul Bürgenstock, nel canton Nidvaldo. Lo ha indicato a Keystone-ATS il Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE) confermando una notizia della NZZ. Nella località nidvaldese si era tenuta due anni fa la Conferenza sulla pace in Ucraina, che aveva radunato 100 delegazioni, fra cui 57 capi di Stato e di Governo provenienti da tutte le regioni del mondo. Il vertice di alto livello si era concluso con una dichiarazione congiunta firmata da 85 Stati e istituzioni che ribadiva l'integrità territoriale dell'Ucraina.

La sede inizialmente ipotizzata per la firma dell'intesa tra USA e Iran era stata Ginevra. Al momento non è noto se sarà presente anche il presidente degli Stati Uniti Donald Trump che, proprio ieri, è atterrato in Svizzera per poi fare tappa al G7 di Évian, in Francia. La sua permanenza su suolo elvetico è durata poco più di un minuto, giusto il tempo per salutare il presidente della Confederazione Guy Parmelin. Per la delegazione di Teheran dovrebbe invece partecipare, come annunciato stamane dal viceministro degli esteri iraniano Majid Takht-Ravanchi, il capo negoziatore iraniano Mohammad Bagher Ghalibaf, mentre dagli Stati Uniti, secondo le ultime indiscrezioni, giungerà il vicepresidente JD Vance.

Svizzera facilitatrice

Il Bürgenstock «è stato proposto dai mediatori pakistani e qatarioti, nonché dagli Stati Uniti e dall'Iran», ha dichiarato all'agenzia di stampa Keystone-ATS il responsabile della comunicazione del DFAE, Nicolas Bideau. La Svizzera, ha evidenziato, agisce in qualità di facilitatrice, creando le condizioni pratiche e diplomatiche che consentono lo svolgimento di questo incontro sul proprio territorio. Il DFAE è da diversi giorni in stretto contatto con gli Stati Uniti, l'Iran, il Pakistan e il Qatar per consentire l'arrivo delle delegazioni in Svizzera e l'organizzazione di un incontro finalizzato alla possibile firma della dichiarazione d'intenti tra gli Stati Uniti e l'Iran, ha dichiarato all'agenzia di stampa Bideau.

Negoziati in due fasi

In precedenza il ministro degli esteri iraniano Abbas Araghchi aveva affermato che un nuovo ciclo di colloqui tra Iran e Stati Uniti inizierà venerdì in Svizzera subito dopo la firma del protocollo d'intesa. A suo dire i negoziati saranno divisi in due fasi: «la prima riguarda la fine della guerra, lo Stretto di Hormuz, il rilascio dei fondi iraniani congelati e la ricostruzione. I negoziati continueranno per 60 giorni e affronteranno la questione nucleare e la revoca delle sanzioni».

Secondo Araghchi il memorandum d'intesa prevede «la fine immediata e definitiva della guerra su tutti i fronti, incluso il Libano». L'Iran considererà qualsiasi nuovo attacco israeliano contro il Libano e l'ulteriore occupazione dei suoi territori una violazione dell'accordo raggiunto. Secondo quanto riferito dagli Stati Uniti, Washington e Teheran hanno già firmato digitalmente l'accordo quadro.

La «montagna della pace»

Come detto, esattamente due anni fa, proprio nel complesso alberghiero nidvaldese – ribattezzato «montagna della pace» – si era tenuta la Conferenza sulla pace in Ucraina. Tra i partecipanti dell'importante evento figuravano il presidente ucraino Volodymyr Zelensky e l'allora vicepresidente degli Stati Uniti, Kamala Harris.

La sede scelta per l'incontro, situata a circa 900 metri sul livello del mare, ha una posizione strategica e può essere facilmente isolata e monitorata. La NZZ evidenzia come le forze di sicurezza attualmente impegnate nei preparativi possano inoltre beneficiare dell'esperienza acquisita due anni fa. Il complesso alberghiero del Bürgenstock appartiene a Katara Hospitality, una filiale della Qatar Investment Authority, il fondo sovrano dell'Emirato del Qatar. Nel 202, il Bürgenstock era finito al centro dei riflettori perché, secondo alcune indiscrezioni, il Qatar avrebbe valutato di vendere i suoi hotel in Svizzera per rientrare dalle perdite accusate con Credit Suisse. Il Qatar, insieme al Pakistan e ad altri Paesi, è uno dei promotori del memorandum d'intesa tra Stati Uniti e Iran.

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