Il caso

Atto impulsivo e «discontrollo» emotivo: così potrebbe aver ucciso la madre

Bellinzona: il 24.enne accusato di assassinio non avrebbe agito con premeditazione - Attenzione riposta sulle macchie di sangue per chiarire forza e dinamica - La mamma ed il compagno hanno cercato di difendersi
© CdT/Gabriele Putzu
Alan Del Don
29.01.2026 14:27

Una vita così, fra resilienza e speranza. Tra cadute repentine e lente risalite. E che adesso è definitivamente precipitata nel baratro con l’uccisione della madre ed il tentato omicidio del suo compagno. Il 24.enne accusato in via principale di assassinio non era in sé nella notte di martedì su ieri quando - nel suo appartamento al terzo piano della palazzina in via Mirasole 15 a Bellinzona in cui viveva da quasi due anni - si è avventato con violenza sulla 46.enne svizzera e sul cittadino italiano di 61 anni, il quale è tuttora tenuto sotto osservazione dai medici a causa delle gravi ferite riportate in diverse parti del corpo, ma soprattutto sul collo.

Una scena indescrivibile

Davanti agli occhi degli inquirenti si è presentata una scena come quelle che si vedono nei film e nelle serie televisive incentrate su polizia e crimini. La Scientifica ha passato al setaccio l’abitazione, il pianerottolo e l’androne per repertare le tracce forensi ed effettuare i rilievi tecnici che aiuteranno a definire la dinamica di quanto accaduto poco prima delle 3.30.

Ecco su cosa ci si focalizza

L’attenzione si è chiaramente focalizzata sulle macchie di sangue. Erano ovunque. Focus quindi sulla morfologia, sulla dimensione e sulla distribuzione delle tracce nell’appartamento. Un lavoro fondamentale per determinare origine, direzione e tipo di forza. E di conseguenza quanti colpi - pare diversi - sono stati inferti con l’arma da taglio che il 24.enne deteneva in casa. Da quanto abbiamo potuto appurare, sembrerebbe che il presunto matricida abbia agito senza premeditazione. Il suo comportamento sarebbe stato dettato dall’impulsività, da un «discontrollo» emotivo e dalla mancanza di scrupoli.

Lo stato psicofisico, l’abbiamo scritto ieri, era alterato, a seguito verosimilmente dell’assunzione di sostanze. A suffragare questa ipotesi c’è, uno, il fatto che abbia dovuto essere ricoverato in una struttura sanitaria appena arrestato; e, due, le urla sentite dall’inquilina che ha chiamato la Polizia. Talmente forti e strazianti che dopo sette ore dai fatti le mettevano ancora i brividi.

L'aggressione e i soccorsi

La madre ed il compagno, intervenuti per tranquillizzarlo, sono stati aggrediti. Hanno invano cercato di difendersi. La 46.enne è deceduta un’ora dopo l’arrivo dei soccorritori; purtroppo inutili i tentativi di rianimarla. Al 61.enne, per contro, sono state inferte ferite serie al collo, al torace, alle gambe. Dopodiché il 24.enne è sceso all’esterno dell’edificio.

Voleva fuggire? Nelle condizioni in cui si trovava pare poco probabile. Tant’è che è stato immediatamente fermato dagli agenti che poi hanno fatto la macabra scoperta. Appena sarà possibile il giovane verrà dapprima interrogato dalla Polizia giudiziaria ed in seguito dal procuratore pubblico Zakkaria Akbas.

Le ipotesi di reato

Il presunto matricida deve rispondere di assassinio, subordinatamente omicidio intenzionale, e di tentato omicidio intenzionale (in subordine lesioni gravi). La sua versione verrà messa a confronto con quella del compagno della vittima, con le testimonianze raccolte dagli inquirenti e, soprattutto, con i rilievi tecnico-scientifici e le verifiche medico-legali effettuate.

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