Camper e bungalow a Brione, attesi 27 mila pernottamenti

«Un tassello strategico del riposizionamento della valle» che «integra accoglienza turistica, funzioni di interesse pubblico, qualità architettonica, sostenibilità ambientale». Così il Consiglio di Stato descrive il campeggio alpino a Brione Verzasca il cui cantiere dovrebbe aprire subito dopo l’estate. Un’opera strategica, dunque, per la quale il Cantone ha deciso di accordare un sussidio massimo di 2,1 milioni a favore del locale Patriziato, promotore del progetto, e un sussidio massimo di 242 mila franchi per il TCS, che assumerà la gestione della futura struttura e partecipa direttamente all’iniziativa quale investitore per la componente di ospitalità. I sussidi, indicati nel messaggio governativo di recente pubblicazione e sui quali si dovrà esprimere il Gran Consiglio, rientrano nell’ambito del credito quadro di 23,4 milioni per l’adozione di misure cantonali di politica economica regionale nel quadriennio 2024-2027. Il costo totale dell’opera è preventivato in 5,7 milioni. Oltre agli aiuti cantonali, la realizzazione del campeggio potrà contare su un contributo del Comune di Verzasca, di Ascona-Locarno Turismo e di altri enti che sostengono le regioni di montagna.
Contro il «mordi e fuggi»
La Verzasca è una valle conosciutissima, ma questa sua notorietà genera flussi di turisti spesso limitati alla visita giornaliera. Serve, dunque, una struttura che dia la possibilità di trattenere sul territorio una parte di questi visitatori e di trasformare l’interesse per la valle in soggiorni di più giorni con ricadute sull’economia locale. Proprio quanto ci si propone il campeggio alpino che si fonda su una collaborazione tra pubblico e privato. Un’impostazione che distingue comunque in modo chiaro la proprietà del comparto e delle opere principali (Patriziato) dalla gestione operativa dell’infrastruttura (TCS).

Non solo per i turisti
L’interesse pubblico del progetto, sottolinea il Consiglio di Stato nel messaggio con la proposta di sussidio, risiede nella sua concezione quale infrastruttura aperta alla popolazione e non limitata alla sola funzione ricettiva. Il campeggio alpino non è infatti pensato come un comparto chiuso destinato esclusivamente agli ospiti, ma come una struttura capace di offrire servizi fruibili anche dalla popolazione residente. In questa prospettiva assumono particolare rilievo la piazza centrale, gli spazi comuni, la sala multifunzionale, la caffetteria/snack-bar (20 posti interni e 60 esterni), il mini-shop, il wellness/sauna e le ulteriori dotazioni di servizio, che potranno diventare luoghi di incontro, aggregazione e attività anche per la popolazione locale. «Grazie a questi contenuti si potranno inoltre favorire l’organizzazione di iniziative puntuali, attività associative, piccoli eventi o momenti di incontro, contribuendo a fare del campeggio un nuovo luogo di riferimento nella parte centrale della valle». Per quel che riguarda le ricadute economiche, la proiezione elaborata dal TCS stima che dal terzo anno di attività il campeggio conterà circa 27 mila pernottamenti annui. Grazie a questi flussi sono attesi effetti locali sulla ristorazione, sul commercio, sui servizi, sulle attività nella natura e sulla mobilità di valle. È inoltre prevista la creazione di nuovi posti di lavoro legati alla gestione della struttura, valutati indicativamente tra le 3 e le 8 unità. «In questo senso - rileva il Governo - l’intervento non produce soltanto un beneficio diretto per la struttura ricettiva, ma può generare opportunità per più attori locali».
Tre edifici per i servizi comuni
Sviluppata sulla scorta del progetto «Tri Sass» dello studio d’architettura Aera di Tenero, vincitore del concorso promosso dal Patriziato, la struttura del campeggio contempla tre corpi edilizi principali per i servizi comuni, la ricezione e gli uffici. Per l’accoglienza degli ospiti sono previste 46 piazzole attrezzate per camper e van con le predisposizioni tecniche per gli allacciamenti, le zone di servizio, le sistemazioni esterne, il verde di accompagnamento. Completano l’offerta 13 unità di ospitalità leggera sotto forma di pod/bungalow, articolati in 4 pod mini, 6 medi e 3 maxi, denominati «Verzasca Pod». Queste infrastrutture saranno realizzate dal TCS che ne sarà dunque il proprietario.







