Dalle tendine al Pronto soccorso (e lo sfogo sui social)

Archiviato il Rabadan, ma non le polemiche. Perché contrariamente al famoso proverbio, a carnevale ogni scherzo non vale. Soprattutto non deve esserci spazio per coloro che di divertirsi non hanno minimamente voglia, ma che trasformano la festa in un momento per sfogare la loro rabbia. E purtroppo - stando ad alcuni filmati che abbiamo potuto visionare oggi - nell’ultima serata dei bagordi di Bellinzona (quella di ieri) vi sono stati ancora degli episodi decisamente sopra le righe, soprattutto nell’area attorno al capannone in piazza del Sole. Ragazze e ragazzi a terra in quanto spinti o persino assaliti da loro coetanei oppure inseguiti (e poi fermati) dagli agenti privati di sicurezza lungo via Codeborgo. Poco meno di una ventina i giovani presi in cura dal Pronto soccorso dell’ospedale San Giovanni in quanto vittime, purtroppo, di risse se non addirittura di presunte aggressioni come quella sfociata nella denuncia di un 18.enne del Luganese. Vanno poi aggiunti gli interventi per abuso di alcol o di altre sostanze. Cifre che secondo gli organizzatori (che per la sicurezza spendono 380 mila franchi) sono in linea con quelle del 2025. Anche se, ovviamente, dispiace che ci sia qualcuno che va a rovinare il clima goliardico.
Tema d'attualità
Nella capitale, intanto, tiene banco la mozione inoltrata dalle consigliere comunali Maura Mossi Nembrini e Lorenza Giorla Röhrenbach, le quali chiedono in sostanza al Municipio di rivedere il concetto generale del carnevale cittadino per evitare le situazioni di violenza e di degrado. Tuto Rossi, granconsigliere e ancora per poco collega di Legislativo delle mozionanti essendo dimissionario, con un duro post (al limite della denuncia?) pubblicato oggi su Facebook si è scagliato contro la proposta-appello. «Il loro (di Verdi e Più Donne; n.d.r.) ideale è la divietocrazia (...). Il loro bersaglio sono i giovani che bisogna forgiare. Il loro nemico è la spensieratezza e la libertà», scrive il deputato. Numerosi i commenti degli altri utenti, tra chi condivide il suo pensiero e chi invece lo critica, c’è altresì chi concorda con le due granconsigliere che qualcosa va fatto, in particolare per tutelare i minorenni.



