EasyJet passa ad Apollo: acquisizione da 5,7 miliardi di sterline

Alla fine di maggio, quando il titolo easyJet chiuse a 3,94 sterline in Borsa e, all'indomani, saltò fuori che qualcuno stava bussando alla porta della compagnia low cost, la domanda delle domande era la seguente: quanto vale, oggi, il gigante arancione? La risposta è arrivata oggi: 7,15 sterline per azione, per un totale di 5,7 miliardi o, se preferite, 6,6 miliardi di euro. A tanto, infatti, ammonta la cifra che Apollo, fondo statunitense, ha messo sul piatto per acquisire il vettore.
La notizia, appunto, è che Apollo ha raggiunto un accordo per rilevare easyJet. Il Consiglio di amministrazione della compagnia ha raccomandato all'unanimità di accettare la proposta del fondo, giudicandola equa e, ancora, ragionevole. Nelle stesse ore, Castlelake – l'altro pretendente – ha fatto marcia indietro e si è ritirato dalla corsa. Il fondo di Minneapolis, ricordiamo, aveva presentato cinque offerte una in fila all'altra subendo, infine, l'entrata in scena di Apollo che, alzando la posta, aveva conquistato l'appoggio del Consiglio. Intanto, rispetto alla quotazione pre-speculazione il titolo ha guadagnato oltre il 65%.
Chi è Apollo e perché compra una compagnia aerea
«Pur restando fiduciosi nella solidità della nostra attività e nelle opportunità che ci attendono, riteniamo che questa offerta riconosca adeguatamente la qualità dell'azienda che abbiamo costruito e offra agli azionisti un valore immediato, certo e interessante» ha dichiarato Stephen Hester, presidente non esecutivo di easyJet. Il via libera decisivo, per contro, è arrivato da Stelios Haji-Ioannou, fondatore della compagnia e, forse proprio per questo, spina nel fianco del Consiglio: «Dopo aver esaminato attentamente la proposta di Apollo, i membri della mia famiglia e io abbiamo deciso di sostenere l'acquisizione raccomandata dal consiglio».
Apollo, va detto, non è un novellino nel settore. Ha investito in Sun Country Airlines, Aeromexico e Atlas Air. Il piano dichiarato? Accelerare le ambizioni commerciali di easyJet lontano dalla Borsa, a cominciare dal ramo vacanze. Il vero valore aggiunto assieme a flotta e slot. Basti pensare che, negli ultimi esercizi, questa divisione è cresciuta più in fretta della vendita dei biglietti.
Il nodo delle regole europee sulla proprietà dei vettori
Resta, sullo sfondo, un problema. I diritti di volo, in Europa, ma sarebbe meglio dire nell'Unione Europea, sono garantiti fintantoché, venendo al caso specifico, la controllata comunitaria del gruppo resti, a maggioranza, di proprietà e sotto il controllo di attori europei. La questione dell'ingresso di Apollo, fondo americano, in questo senso è già stata sollevata. Lo stesso fondo, tuttavia, ha architettato una soluzione ad hoc: a operazione conclusa, leggiamo, la famiglia Haji-Ioannou e gli altri azionisti deterranno fra il 45,1 e il 49,9 percento del capitale ordinario del veicolo d'acquisto. Un trust di gestione europeo, per contro, arriverà fino al 5 percento. Apollo si fermerà al resto, con un tetto al 49,9 percento. Sotto la soglia, dunque.
L'accordo chiude mesi e mesi di discussioni, indiscrezioni, possibili scenari e, va detto, polemiche. Il tutto in un periodo storico concitato e complicato per l'aviazione, confrontata com'è con l'aumento dei costi per il carburante (ne sa qualcosa, fra le altre, Swiss). A Bruxelles, ora, la palla: la suddivisione prevista da Apollo è sufficientemente europea?
