Il progetto

«Ecco come faremo rinascere la nostra Capanna Grossalp»

Grande interesse alla serata di presentazione per la ristrutturazione del rifugio alpino a Bosco Gurin – La presidente dell’UTOE Locarno Astrid Lorenzetti: «I lavori inizieranno in aprile e in agosto si terrà un’apertura parziale»
Chiusa dal 2023, si prevede di renderla di nuovo agibile quest’estate © MAD
Jona Mantovan
25.02.2026 23:31

La Capanna Grossalp, chiusa dal 2023, si prepara al rilancio. «Il cantiere inizierà in aprile e già il 1. agosto abbiamo in programma un’apertura parziale, per arrivare a inaugurarla a pieno ritmo entro l’inizio dell’autunno», afferma al Corriere del Ticino Astrid Lorenzetti, presidente dell’UTOE Locarno, che ha ripreso la struttura dal 2025.

Il rifugio alpino di Bosco Gurin sarà completamente rivoluzionato: da una configurazione «vecchio stile» di trenta cuccette (molto compresse e non più conformi) scenderà a una dozzina, massimo quindici. «Questo a dipendenza di come riusciremo a disporre i servizi, che saranno legati alle rispettive camere, le quali avranno quindi da uno a un massimo di quattro letti ciascuna. A completare il tutto, nuovi bagni anche per il ristorante da 50 coperti all’interno, per arrivare a 80 con la terrazza esterna». A proposito di gastronomia, pure la cucina sarà rinnovata. «E non sarà uno di quei modelli “industriali”, perché vogliamo mantenerne lo spirito “da baita”. Una cassa automatica permetterà, nei momenti di grande affluenza, che le persone si servano da sole».

L’esterno resterà in legno, ma ci saranno serramenti moderni e un’importante riverniciatura generale
Astrid Lorenzetti, presidente UTOE Locarno

Puntare sui prodotti locali

Ma non solo: «Per noi è fondamentale puntare sui prodotti locali, come già facciamo alla capanna Poncione di Braga, che gestiamo. Useremo formaggi e carne della zona, e acquisteremo tutto ciò che è possibile a chilometro zero: pasta del Ticino, caffè torrefatto in regione e via dicendo».

L’entusiasmo della nostra interlocutrice è palpabile. Una «carica» ricevuta grazie alla grande partecipazione all’indomani della serata informativa organizzata per illustrare il futuro corso in quota: «Non avevo idea di quante persone si sarebbero presentate. Temevo dieci, venti. Invece, ne sono arrivate più di cinquanta». Un successo che dimostra l’interesse attorno all’idea: «Abbiamo dovuto predisporre molte più sedie. Vedere tante facce nuove e ricevere domande è stato piacevole. L’atmosfera era positiva. Si percepiva felicità, curiosità e un sincero “finalmente”».

Investimento di 720 mila franchi

Lorenzetti afferma quanto lei e il resto del comitato ci tenessero a coinvolgere il Comune, il Patriziato e gli altri enti locali, «che ci hanno sostenuto anche finanziariamente. Per questo l’abbiamo organizzata nella palestra del paese».

Il progetto comporta un investimento totale di 720 mila franchi. «Non cambieremo l’esterno, che resterà in legno, come da tradizione, ma ci saranno serramenti moderni e un’importante riverniciatura generale. Sul retro, dove oggi ci sono piccoli locali separati, realizzeremo un corridoio coperto, così da poter transitare anche con la neve senza rischi». Inoltre, una raccolta fondi - che mirava a coprirne 39 mila - è stata conclusa con successo. «Cerchiamo ancora qualche contributo, ma quel che resta lo colmeremo con un finanziamento bancario piuttosto contenuto, che contiamo di ammortizzare entro un paio d’anni». L’impegno è ambizioso, ma la certezza di riuscire a portare a casa la «missione» è forte.

«Abbiamo già aperto le prenotazioni in rete da qualche mese e la domanda è molto alta. Il Capodanno prossimo, ad esempio, è tutto esaurito, mentre per la settimana di Natale ci sono pochissimi posti ancora disponibili».

Proposte per tutto l’anno

Le proposte per animare il posto durante tutto l’arco dell’anno non mancano: «Il 27 dicembre abbiamo organizzato un pomeriggio musicale. Vorremmo organizzare una risottata sulle piste per il martedì grasso come pure altri momenti dedicati al carnevale. Inoltre, ci sono richieste per corsi di cucina e per pranzi o cene speciali nella stagione più calda». Benché si trovi poco al di sotto dei 2 mila metri (1.907 per la precisione), la casupola è molto accessibile.

Una posizione strategica

«C’è la strada patriziale e la seggiovia permette di arrivarci molto vicino. Poi, bastano cinque minuti a piedi. È quindi adatta praticamente a chiunque, inclusi bambini e chi cammina lentamente. Proprio per questo, si presta a tante iniziative. L’affluenza sembra promettente e noi siamo molto motivati».

Un altro motivo per il quale si prevede un ampio successo, infine, è la posizione strategica proprio lungo la Via Alta Vallemaggia, «una tratta molto frequentata, sia d’estate sia d’inverno».

Correlati
Estate mia fatti capanna
Divisi tra timori e ottimismo, alcuni guardiani del Bellinzonese e valli ci raccontano come è iniziata la stagione - In ottica futura l’incognita del cambiamento climatico rimane un’inquietudine: l’affluenza dipende molto dalla meteo