È guerra per easyJet, Apollo sfida Castlelake: sul piatto 5,7 miliardi e la Borsa esulta

Fermi tutti. Un altro fondo, Apollo, è sceso in campo per easyJet. Con forza, anche, offrendo 7,15 sterline per azione. Più di quanto messo in campo da Castlelake, con il Consiglio di amministrazione del vettore che, negli scorsi giorni, aveva detto sì alla proposta dell'azienda statunitense, dando vita alle prime analisi su ciò che sarebbe accaduto alla low cost (che tanto low cost non è). Di sicuro, il settore dell'aviazione è più vivo che mai. E la conferma arriva proprio da Apollo, fondo disposto a mettere sul piatto 5,7 miliardi di sterline contro i 5,2 miliardi di Castlelake. La Borsa, per dirla con il Sole 24Ore, ha gradito: in apertura, il titolo ha guadagnato il 13,7% a 668,80 pence.
In una nota, e mentre era in attesa dell'offerta vincolante di Castlelake, la stessa easyJet ha dichiarato di aver raggiunto un accordo di massima con Apollo per un’offerta a 7,15 sterline per azione. Il Consiglio di amministrazione, si legge, si è detto propenso a raccomandare l'operazione agli azionisti. Proprio come aveva fatto, giorni fa, per Castlelake. Così la compagnia: «L’offerta in contanti proposta garantisce un risultato migliore per gli azionisti di easyJet, offrendo un valore monetario superiore rispetto all’ultima proposta di Castlelake, pari a 6,90 sterline per azione easyJet».
Il vettore, ricordiamo, aveva rispedito al mittente quattro offerte di Castlelake ritenendole troppo basse rispetto al reale valore dell'azienda, pur annunciando l'avvio di trattative esclusive con la società USA. A finanziare Apollo, invece, è la banca inglese Barclay's. «Le ambizioni operative e commerciali del management di easyJet possono essere notevolmente accelerate grazie all’accesso a capitali aggiuntivi e alla pianificazione strategica e aziendale a lungo termine che un contesto di società privata offre» ha dichiarato, dal canto suo, Apollo, fondo americano di private equity e, per questo motivo, impossibilitato a detenere la maggioranza di una compagnia europea. Il fondo avvierà la cosiddetta due diligence e presenterà, a sua volta, un'offerta vincolante entro il 7 agosto alle 17 di Londra.
I dati di easyJet, d'altro canto, sono invitanti. Esaminando l’anno finanziario 2025, terminato a settembre, emerge un piacevole +9% alla voce profitti (665 milioni di sterline) grazie ai pacchetti vacanze venduti tramite easyJet Holidays. E ancora: i ricavi sono saliti dell’8,6% raggiungendo 10,1 miliardi di sterline con 93,4 milioni di passeggeri trasportati rispetto agli 89,7 milioni dello scorso anno. Il tasso di riempimento delle cabine è oltre il 90%. Wow. La citata crisi in Medio Oriente, per contro, ha spaventato i passeggeri. I quali, temendo di ritrovarsi chissà dove senza carburante per ritornare a casa, hanno rinviato la prenotazione delle ferie. Di riflesso, la compagnia si è vista costretta a mantenere bassi i biglietti. Con tutte le conseguenze del caso: il primo semestre, in questo 2026, è stato negativo, con perdite riportate pari a 532 milioni di sterline contro i 359 milioni del 2025 per lo stesso periodo. Un peggioramento del 44%. «EasyJet – aveva spiegato al Corriere del Ticino Andrea Giuricin, amministratore delegato di TRA Consulting, docente universitario ed esperto di aviazione – è un'azienda profittevole. La compagnia è sana e genera utili. Mettiamo da parte il semestre invernale, un semestre storicamente in perdita per le compagnie, tanto più considerando l'attuale contesto geopolitico. Stiamo parlando di un vettore che trasporta centinaia di milioni di passeggeri in Europa e opera in un mercato in crescita. Un vettore, ancora, posizionato diversamente rispetto alla concorrenza, che può vantare uno spazio importante nei principali aeroporti con parecchi slot a disposizione. Non mi sorprende, dunque, che easyJet abbia attirato interesse: da anni chiude in utile».
Detto degli slot, l'altro, grande valore «nascosto» di easyJet è la sua flotta, il cui valore è stimato in 5,8 miliardi di euro. La low cost, nello specifico, possiede il 58% dei suoi Airbus A320. Se consideriamo anche gli A320neo e gli A321neo, i velivoli di ultima generazione meno avidi di cherosene, la quota sale addirittura all’85%. Altri, come Wizz Air, prediligono invece il noleggio. E poi c'è il portafoglio ordini: 290 Airbus da consegnare nei prossimi otto anni, per svecchiare il parco macchine attuale. La flotta è valutata circa 5,8 miliardi di euro, più dell'ultima offerta, e potrebbe salire a 8,7 miliardi entro il 2028. Si tratta di asset preziosi, dato l'enorme arretrato di Airbus, oltre 9.000 aerei, e forse un'attesa di dieci anni per i nuovi ordini.
