Il caso

Entrò in un negozio con il coltello: finisce in un foyer

Bellinzona, il Tribunale penale federale si è espresso sulla donna che il 30 gennaio scorso minacciò due commessi e tre agenti della Polizia comunale - Dovrà continuare a seguire il trattamento ambulatoriale
© CdT
Alan Del Don
28.09.2026 15:40

Il 30 gennaio scorso era entrata in un negozio di telefonia mobile, sul viale Stazione a Bellinzona, minacciando due commessi con un coltello e gridando a più riprese «Allah Akbar». Ma la 37.enne non è punibile. Tanto che oggi la Corte penale del Tribunale penale federale ha deciso che la donna sia sottoposta ad un trattamento ambulatoriale in un foyer, dove è già stata collocata negli scorsi mesi quale misura sostitutiva dell’arresto. A far stato la perizia psichiatrica elaborata dalla dottoressa Fazia Bernasconi-Schlunke che ha stabilito che al momento dei fatti era incapace di intendere e volere.

La discussione e quella frase

La donna, cittadina svizzera di origine turca affetta da problemi di salute, era entrata nel negozio Salt/iRotto? in quanto voleva cambiare la scheda ed il numero del proprio telefono cellulare. Dopo aver discusso un attimo con il commesso aveva estratto da una borsa un coltello con una lama di 8 centimetri minacciando l’uomo ed un collega. Non solo. La 37.enne, difesa dall’avvocato Walter Zandrini, all’esterno del punto vendita aveva anche minacciato tre agenti della Polizia comunale intervenuti per fermarla, impedendo loro di procedere al suo ammanettamento. «La perizia psichiatrica effettuata sull’imputata ha rivelato che, al momento dei fatti, essa era incapace di valutare il carattere illecito del suo agire e, di conseguenza, non punibile», precisa il Tribunale penale federale di Bellinzona. I reati ipotizzati inizialmente erano stati quelli di minaccia, violenza o minaccia contro le autorità e i funzionari, partecipazione o sostegno a un’organizzazione criminale in virtù della frase «Allah Akbar» («Dio è grande»). Un’ipotesi, quest’ultima, peraltro sempre smentita dalla donna (musulmana e molto religiosa), che nel corso delle indagini della Procura federale non ha trovato conferma.

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