L'analisi

I Grigioni si ritrovano più rosa e più a destra

Dopo quasi vent'anni l'UDC rientra nella stanza dei bottoni con Valérie Favre Accola, che fa perdere la maggioranza assoluta all'Alleanza del Centro - Risultato eccezionale per Martin Bühler (PLR) - Il Grigioni italiano di nuovo a bocca asciutta
Valérie Favre Accola. © UDC Grigioni
Alan Del Don
14.06.2026 15:04

Tripla rivoluzione nel Governo retico. E porta la firma dell’UDC. Sì, proprio così. La neoconsigliera di Stato Valérie Favre Accola non solo consente ai democentristi di tornare alla Casa Grigia dopo quasi vent’anni, ma grazie alla sua elezione odierna per la prima volta nella storia i Grigioni avranno due donne nella stanza dei bottoni. E non è finita. La 53.enne vicelandamano di Davos e prima cittadina del cantone prende la poltrona lasciata vacante da Jon Domenic Parolini, dell’Alleanza del Centro, partito quest’ultimo che perde dunque la maggioranza assoluta nell’Esecutivo cantonale.

Passeggiata di salute

Riconfermati per contro i quattro uscenti che si ripresentavano: Marcus Caduff e Carmelia Maissen (Alleanza del Centro) nonché Peter Peyer (PS) e Martin Bühler (PLR). Nulla da fare per il 55.enne bregagliotto Maurizio Michael, presidente cantonale dei liberali radicali. Il Grigioni italiano dovrà ancora aspettare per rioccupare uno scranno sul quale un suo esponente non si siede dal 2010; l’ultimo è stato il socialista Claudio Lardi. La partecipazione è stata del 49,6%, ben superiore a quella del 2022. Confermato, pertanto, quanto avevamo prefigurato stamattina.

PLR soddisfatto a metà

Il più votato è stato sorprendentemente il liberale radicale Martin Bühler, in carica da una sola legislatura, con 42.299 preferenze. Il 50.enne presidente del consesso, alla testa del Dipartimento delle finanze e dei Comuni, ha superato la coppia dell’Alleanza del Centro. Nell’ordine Marcus Caduff (40.153 voti, in carica dal 2018) e Carmelia Maissen (34.519 suffragi, al suo secondo mandato). Al quarto posto, con 32.856 preferenze, si è piazzato il socialista Peter Peyer (in Governo da otto anni) che sulla propria lista non aveva rivali.

La gioia dopo le delusioni

Infine troviamo la neoeletta Valérie Favre Accola, la quale per buona parte dello scrutinio si è trovata addirittura al penultimo rango, che alla fine si è fermata a 32.141 voti. In Gran Consiglio dal 2018, è l’attuale presidente del Parlamento. Nata a Friburgo, sposata, è madre di tre figli. Professionalmente ha ricoperto ruoli dirigenziali nel settore marketing. L’UDC, come detto, dopo cinque tentativi (ri)torna nella stanza dei bottoni. Nettamente distanziati gli altri candidati alla Casa Grigia: Nora Saratz Cazin (Verdi liberali, 24.908 voti), Aita Zanetti (Alleanza del Centro, 24.742), Maurizio Michael (PLR, 13.827) e l’outsider engadinese Reto Bott (10.593 preferenze).

La prima fu Widmer-Schlumpf

La prima donna ad essere eletta nel Consiglio di Stato grigionese, e di conseguenza a presiederlo in due occasioni, è stata Eveline Widmer-Schlumpf (UDC) nel 1998. È rimasta alla Casa Grigia sino al dicembre 2007, quando entrò in Consiglio federale. Fu poi espulsa dai democentristi e fondò il Partito borghese democratico. Formazione, quest’ultima, di appartenenza di Barbara Janom Steiner, che nel Governo retico vi rimase dal 2008 al 2018.

Quattro anni fa ecco l’elezione della terza donna nella storia del Consiglio di Stato grigionese. Si tratta di Carmelia Maissen, esponente del Centro, riconfermatissima alle urne oggi per quello che sarà dunque il suo secondo mandato nell’Esecutivo cantonale.

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