Il quinto Piano d'agglomerato è ormai sulla rampa di lancio

Ponte Brolla che «raddoppia» (con un manufatto in più da 11 milioni, al quale si aggiunge un’area che favorisce il trasbordo dalla Centovallina agli autobus e viceversa) e una nuova passerella pedonale, sempre per scavalcare la Maggia, nella zona dei depuratori. Sono i più vistosi tasselli, entrambi entro i confini di Locarno, che, insieme a strade ciclabili (come a Minusio, in via Simen) e a varie riqualifiche degli spazi pubblici seguendo il concetto di «città spugna», sono volti a completare il mosaico d’interventi destinati a incidere positivamente sulla mobilità a livello regionale. È quanto prevede il Piano di agglomerato del Locarnese («PALoc») la cui quinta generazione è ormai sulla rampa di lancio. Tra poche settimane si chiuderà infatti la fase di consultazione federale, mentre i progetti delle precedenti sono in fase di attuazione o già realizzati.

Prima valutazione positiva
Una grossa eccezione va fatta, tuttavia, per l’ambiziosa riorganizzazione dei flussi degli autobus alla stazione di Locarno (indicata nella terza generazione del documento). Il progetto, considerato strategico per lo sviluppo della regione, è stato affossato l’anno scorso da un referendum contro il credito votato dal Gran Consiglio ticinese, ciò che costringe ora gli attori coinvolti a riprendere tutto da capo. Ma guardando avanti e tornando al «PALoc 5», come ricorda al Corriere del Ticino Giovanni Lombardi, alla direzione della Commissione intercomunale dei trasporti (l’organo istituito per allestire le proposte destinate al Consiglio di Stato in materia di traffico e mobilità nei due distretti di Locarno e Vallemaggia), «l’Ufficio federale per lo sviluppo territoriale (ARE) ha formulato nel corso del mese di giugno una prima valutazione positiva».
«Sempre più ambizione»
La versione per la quale l’Esecutivo federale dovrebbe pubblicare il messaggio all’Assemblea verso fine febbraio «è sempre più ambiziosa e sviluppa ulteriormente il discorso avviato: favorire la mobilità lenta e il trasporto pubblico, favorendo una riduzione dell’uso del veicolo individuale e una riqualifica degli spazi pubblici centrali». Per la riqualifica stradale, una delle opere principali è - come detto - il nodo intermodale di Ponte Brolla con la realizzazione di una struttura Park&Ride più Bike&Ride, la sistemazione delle fermate del trasporto pubblico e una piattaforma intermodale che favorisca lo scambio tra i diversi vettori. «Inoltre, per mettere in sicurezza l’incrocio Terre di Pedemonte-Vallemaggia e creare corsie di preselezione per fluidificare il traffico, sarà costruito un secondo ponte».
Il contributo si abbassa al 35%
L’ARE ha riconosciuto per le misure prioritarie del PALoc 5 un costo di investimento di 45,5 milioni, «con un contributo stimato di 15,92 milioni, pari al 35%. Il punteggio assegnato a quest’ultima generazione è di 5 su 12. Un miglioramento rispetto alla quarta generazione, in particolare per quanto riguarda la sicurezza stradale, ma siamo passati nella fascia dei costi medi (per gli agglomerati medio-piccoli) e quindi il contributo proposto dall’ARE è del 35% e non del 40% come invece era stato il caso nelle precedenti tre generazioni».
Cantieri dal 2028
Come potrebbe andare, dunque? Perché il percorso dai banchi sotto il «cupolone» all’apertura dei cantieri è ancora lungo. «I programmi d’agglomerato sono inseriti nella consultazione del progetto Trasporti ’45, insieme ad autostrade e ferrovie. È interessante, perché significa che queste proposte sono riconosciute allo stesso livello delle principali infrastrutture nazionali, ma allo stesso tempo il rischio è che diventino vittime delle discussioni politiche sugli altri due temi. Se autostrade e ferrovie dovessero essere legate allo stesso decreto, il tutto potrebbe diventare soggetto a referendum, e sappiamo quanto questi temi siano sensibili», afferma ancora il nostro interlocutore.
In ogni caso, le discussioni parlamentari si svolgeranno nel corso del 2027. «Ci auguriamo che la politica riconosca l’importanza di questo strumento per lo sviluppo della mobilità e degli insediamenti negli agglomerati. Se tutto andrà bene, il Parlamento approverà i programmi nell’autunno 2027, con messa in cantiere delle prime opere già nel 2028».




