Innovazione e posti di lavoro: a chi non farebbero gola?

«A titolo esemplificativo potrebbero essere valutati quali settori target la meccatronica, le biotecnologie (in collaborazione con Bellinzona), l’automazione, la robotica, l’elettronica, le tecnologie energetiche, lo sviluppo alimentare sostenibile (vedi acquacoltura a Lostallo), la componentistica, l’industria 4.0 e altre attività manifatturiere o tecnologiche ad alto valore aggiunto. La selezione dovrà naturalmente tenere conto della pianificazione territoriale, delle infrastrutture e delle caratteristiche del comparto esistente». Lumino guarda al suo futuro, e ci mancherebbe altro, ma anche a quello della regione.
Orizzonte 2030
L’obiettivo è valorizzare la zona industriale ed artigianale con orizzonte il 2030. E allora, si è chiesto il consigliere comunale del Centro Luca Degiovannini attraverso un’interrogazione, perché non seguire l’esempio del Locarnese e valorizzare le imprese già insediate e, soprattutto, cercare di attirarne di nuove? Ecco dunque l’idea di «LuminoTech»: un modello analogo che mira a costruire «una strategia di medio-lungo periodo per il comparto produttivo» puntando sull’innovazione e su posti di lavoro qualificati.
Le prospettive e le sinergie
Lumino è ad un tiro di schioppo da Castione. Quasi pleonastico ricordare che, in quest’ultimo ente locale, nell’estate 2028 verranno messe in esercizio le moderne Officine FFS. Ma non solo. Come abbiamo riferito il 1. ottobre, la variante di Piano regolatore al vaglio del Legislativo prevede altresì la lavorazione di beni ad alto valore aggiunto e innovativi nonché il centro logistico per gli inerti. Non sta certamente a noi dirlo, ma è immaginabile che alla luce dello sviluppo del suo «vicino», pure Lumino potrebbe diventare attrattivo in prospettiva per delle aziende, delle società e/o delle startup. «La disponibilità di aree industriali, tuttavia, non costituisce di per sé una strategia di sviluppo economico. Per competere nell’attirare le imprese, soprattutto nei settori tecnologici e manifatturieri, è necessario presentare il territorio come una vera e propria proposta di valore: spazi, infrastrutture, accessibilità, energia, competenze, formazione, rete di fornitori, qualità del contesto e possibilità di collaborazione con istituzioni e centri di ricerca», puntualizza Luca Degiovannini.
È quello che, dal 2022, sta facendo l’associazione «LocarneseTech» in collaborazione con la SUPSI. Ha promosso il centro di competenza nel settore della robotica, della meccatronica e dell’industria 4.0 nella regione in riva al Verbano. E i primi risultati sono decisamente incoraggianti, tanto che recentemente è persino stata elaborata una mappa interattiva dedicata alle aziende alla ricerca di spazi.
Fra «mappatura» e domande
Ma torniamo a Lumino. E alle domande rivolte dall’esponente del Centro al Municipio. Che vuole sapere la strategia attualmente in atto; quante sono le superfici occupate e per quale tipologia di attività; se vi è l’intenzione di unire le forze con vari partner pubblici (Città in primis) per rafforzare l’attrattiva del comparto; e se è pensabile lanciare il «LuminoTech 2030».



