Sì, oltre alle Officine ci sarà (molto) di più

«Il comparto è di indubbio valore pianificatorio e territoriale nonché una possibilità per l’insediamento di nuove realtà lavorative e la creazione di posti di lavoro. La realizzazione del Nuovo stabilimento industriale ferroviario, nonostante abbia causato dei ritardi nella pianificazione, ha permesso di infrastrutturare la zona industriale a costo zero offrendo così una certa attrattiva a possibili investitori». Le Officine FFS. Ma non solo. Castione guarda al futuro con ottimismo.
E lo fa in virtù della vasta zona industriale che - se è vero che non si trasformerà in un Polo di sviluppo economico, come previsto a Piano direttore cantonale, proprio in virtù dell’edificazione a nord dell’impianto produttivo da almeno 755 milioni di franchi - potrà accogliere nella parte a sud tre aree ben definite e diversificate in fatto di attività. Nella fattispecie il centro logistico di importanza cantonale per la gestione integrata degli inerti; la lavorazione intensiva di beni e servizi a carattere tradizionale; e quella di beni ad alto valore aggiunto e innovativi.
Il PR è sottodimensionato
Il Municipio ha appena trasmesso al Legislativo (che lo discuterà nella seduta del 14 dicembre) il messaggio con la richiesta di credito di 150 mila franchi per l’adozione della variante di Piano regolatore. Nella premessa si evidenzia che i preposti uffici del Dipartimento del territorio hanno confermato che il PR - con orizzonte di 15 anni - è sottodimensionato. Ciò assicura «all’Esecutivo un certo margine di manovra per garantire uno sviluppo e un utilizzo delle riserve edificatorie presenti». Secondariamente si fa il punto sulla Zona di pianificazione comunale istituita nel 2022 quale misura di salvaguardia e che avrebbe dovuto restare in vigore per soli tre anni. È stata però prorogata fino al 22 febbraio 2027; il Municipio avrebbe voluto estendere il periodo per un altro biennio per avere il tempo, appunto, di implementare la variante. Ma il Consiglio di Stato ha risposto picche.
Eventuali spese
A preventivo, dunque, si è provveduto ad inserire una voce di 40 mila franchi. Come mai? «Per eventuali consulenze non prevedibili, pareri giuridici e spese giudiziarie, al fine di disporre delle necessarie risorse per la tutela degli interessi del Comune qualora, nel periodo necessario alla concretizzazione della variante di Piano regolatore, dovessero insorgere procedure contenziose connesse a domande di costruzione o ad altri atti suscettibili di incidere sugli obiettivi pianificatori perseguiti», sottolineano a tal proposito il sindaco di Arbedo-Castione Luigi Decarli e i colleghi di consesso.
Dallo stadio ai binari
Il provvedimento contenuto pure nel Programma d’agglomerato per la superficie a sud, dopo il naufragio del progetto dello stadio dell’Associazione calcio Bellinzona con relativi contenuti commerciali, consiste «nell’elaborazione della variante di Piano regolatore e nell’implementazione delle attività della prevista commissione di coordinamento privato/pubblico al fine di promuovere progetti di qualità urbanistica e di alto valore aggiunto». L’area disponibile è di oltre 20 mila metri quadrati; entro il 2040 si salirà a 55 mila metri quadri. È facilmente accessibile sia con i mezzi privati (lo svincolo autostradale è ad un tiro di schioppo) sia con il trasporto pubblico, in virtù della vicinanza della stazione ferroviaria e della fermata di AutoPostale. Cantone e Comune da più di un lustro hanno fatto un «patto» per la pianificazione congiunta del comparto. Allora già si sapeva che l’Officina 2.0 sarebbe sorta lì. Quando, per contro, no.
Ancora due anni
O, meglio, la data dell’inaugurazione del sito produttivo che darà lavoro a 360 collaboratori e ad un’ottantina di apprendisti è più volte slittata a causa delle censure interposte; i veli verranno tolti nell’estate 2028. Un cantiere, quello dello stabilimento industriale, che ha consentito di rivedere la viabilità dell’area: «L’impianto viario e i percorsi per la mobilità lenta nonché l’implementazione delle sottostrutture di base e tecnologiche creano i giusti presupposti per l’insediamento di attività lavorative per la produzione di beni ad alto valore aggiunto e a carattere innovativo».
Il contributo finanziario del Cantone dovrebbe consentire di coprire il 30% dei costi necessari per la pianificazione. Usiamo il condizionale in quanto l’abbandono del Polo di sviluppo economico potrebbe comportare una riduzione del sussidio.



